IL "DIALOGO COMPETITIVO" ED IL "CONTRATTO QUADRO"*




Il nuovo quadro di riforme allo studio della Commissione europea

E' recente la notizia per la quale la Commissione europea, nel quadro di attuazione del programma di riforme inserite nel cd. "libro verde sui pubblici appalti", proporrà a breve al Consiglio europeo una serie di modifiche alle direttive sugli appalti pubblici, ed in particolare alle Direttive 92/50 (servizi), 93/36 (forniture), 93/37 (lavori pubblici) e 93/38(settori esclusi).

Le novità principali attengono alla introduzione di due nuove procedure di aggiudicazione, che mireranno a conciliare le esigenze di flessibilità delle moderne pubbliche amministrazioni con i principi di trasparenza e pubblica evidenza.

La commissione, infatti, pur non intendendo ridiscutere il quadro normativo complessivo, intende introdurre meccanismi sperimentati nei paesi del Nord Europa e volti all'abbattimento dei principali formalismi delle pubbliche gare, raccordando così le procedure pubbliche ai meccanismi del libero mercato.

Le modifiche, quindi, vanno incontro a quello che comunemente è chiamata come esigenza di operare "step by step".
 
 

Il sistema del dialogo competitivo

Quella che viene denominata "dialogo competitivo" è una nuova procedura di gara affiancata a quella negoziata, che le stazioni pubbliche potranno utilizzare nel caso gli appalti da aggiudicare siano particolarmente complessi.

L'essenza del nuovo sistema è quella di porre a base della gara, un capitolato tecnico i cui contenuti prestazionali, contrariamente a quanto può accadere per le altre procedure di selezione, non sono posti dall'amministrazione appaltante, bensì sono negoziati a monte, con le stesse imprese che partecipano alla gara.

Il dibattito tecnico fra amministrazione ed imprese, quindi, dovrebbe permettere di superare le difficoltà che normalmente hanno le pubbliche amministrazioni di affrontare gare dal contenuto tecnico particolarmente complesso, per le quali occorrerebbe avere risorse maggiori e più qualificate, e in relazione alle quali spesso la prassi ha già operato, anche se illegittimamente, in tal senso.

Anche per tale speciale sistema di gara, la fase pubblica ed esterna della procedura inizia con la pubblicazione di un bando di gara. In esso dovranno essere inseriti da un canto gli elementi prestazionali tecnici da richiedere alle imprese partecipanti, e dall'altro fissare i parametri in relazione ai quali dovrà essere scelta la proposta tecnica da porre a base della gara vera e propria, il tutto sulla base del progetto iniziale predisposto dall'amministrazione.

Le tipologie di progetto, come è noto, hanno valenza diversa a seconda del settore di attività in cui ci si trova. Nel caso di opere pubbliche, infatti, le tipologie di progetti (preliminare, definitivo ed esecutivo) sono tipiche, ed il loro contenuto è rigidamente dettagliato dalle disposizioni contenute nella L. 109/94, così come da ultimo modificata dalla L. 415/98. Sempre con riferimento al settore dei lavori pubblici, inoltre, il senso tecnico della nuova procedura (al di là degli elementi finanziari) sembra assimilarla al project financing, introdotto agli articoli 37-bis e seguenti.

In relazione alle pubbliche forniture, ovviamente, l'accezione è da utilizzare in senso lato, e si rifà alla necessità che la negoziazione del progetto esecutivo si muova nell'ambito di parametri prestabiliti, senza possibilità, quindi, di privilegiare una ditta ad un'altra.

In questa prima fase, quindi, dovrà essere fatta presentare alle ditte una domanda contenente i soli dati necessari per procedere alla scelta fra di esse di quelle ritenute idonee in ragione all'appalto da eseguire. Questa prima fase, quindi, è simile a quella per trattativa privata previa pubblicazione del bando di gara.

Le imprese partecipanti alla procedura sono quindi invitate a presentare le proprie proposte, "dialogando" così con la pubblica amministrazione. Quest'ultima, sulla base dei parametri predeterminati nel bando e nel progetto di iniziale da essa stessa elaborato, sceglierà quindi quale fra i progetti sia il migliore e lo porrà a base della gara, con aggiudicazione all'offerta economicamente più vantaggiosa.
 

Predisposizione progetto iniziale da parte della P.A.

â

Pubblicazione bando

â

Presentazione delle richieste di invito con indicazione dei dati (capacità, ecc.) n base ai quali la P.A. sceglierà le ditte

â

Invito delle ditte ritenute idonee (sulla base di criteri predeterminati)

chiedendo la presentazione delle proprie proposte

â

Presentazione delle proposte delle imprese partecipanti

â

Scelta della migliore proposta tecnica posta a base della vera e propria gara con criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa

â

Aggiudicazione

 

Nonostante la flessibilità dei principi che hanno portato allo studio della proposta, che probabilmente sarà adottata dal Consiglio della comunità, si ritiene che il suo utilizzo sarà limitato principalmente non solo, come richiesto, agli appalti complessi, ma anche solo a quelli di ingente valore o per i quali la pubblica amministrazione ha sufficiente tempo per intraprendere il "dialogo".

Si dovrà inoltre verificare se l'unione introdurrà disposizioni di solo tipo "direttivo", con la conseguente necessità da parte degli stati membri di adeguare i propri ordinamenti interni, o se invece verranno introdotte disposizioni auto-esecutive, e pertanto immediatamente vincolanti (allo scadere del termine assegnato per l'adeguamento).

Il sistema del "contratto quadro"

L'introduzione del nuovo sistema di aggiudicazione denominato "contratto quadro" è prevista solo per gli appalti do forniture e servizi, con esclusione, quindi, dei lavori pubblici e dei settore cd. speciali.

L'essenza è quella di accorpare acquisti di tipo ripetitivo ed omogeneo (beni di cancelleria, arredi, ecc.), effettuando così un'unica gara complessiva, con conseguente risparmio di operazioni amministrative e di oneri per la pubblicità, in quelle ipotesi in cui non ci sia precisa coscienza delle quantità che nel tempo dovranno essere acquisite.

In tal modo si ricondurrebbero a regole di evidenza tutti quei piccoli contratti che normalmente le amministrazioni stipula di routine mediante selezioni per trattativa privata, con conseguente probabile ottenimento di un certo vantaggio in termini di prezzo, in ragione della maggior quantità di prodotti da acquisire.

Anche qui l'amministrazione dovrà pubblicare apposito bando di gara, nel quale dovrà dettagliare:

Si tratta quindi di attivare due procedimenti. Da un canto, infatti, si selezionano più contraenti, che formeranno una sorta di albo dei fornitori privilegiati. Dall'altro si stipuleranno, successivamente e di volta in volta, i contratti concernenti i singoli ordinativi di prodotti.

Tale procedura sembra aver senso soprattutto qualora l'importo dei prodotti da acquisire sia molto frazionato e per importo ingente. In ogni caso, posto che le pubbliche amministrazioni hanno tardato a dar seguito ai principi di programmazione posti dalle norme dell'unione, probabilmente il nuovo sistema indurrà le stesse, per ragioni di convenienza procedimentale, ad una più solerte organizzazione degli acquisti.
 
 
 

di Michele Miguidi

Tratto, con modifiche, dal Manuale

GLI APPALTI PUBBLICI DI FORNITURE

Milano, Giuffrè, Cosa & Come, 1999 pp. 450 c.a.

top