GRUPPO I:

Analisi a cura di: Luisa Bagnasco, Alberto Burzio, Stefano Dettoni, Chiara Spinardi.

sintesi a cura di: Stefano Dettoni

  


I soggetti ed il contratto di accesso a internet
  

1. Introduzione

L’uso di Internet sta diventando sempre più comune e, anche in Italia, in certi settori, è ormai più una necessità che un semplice supporto tecnico; anche nel mondo del diritto questo nuovo mezzo incomincia a provocare cambiamenti e innovazioni che devono essere attentamente analizzati.

L’evoluzione del computer potrà comportare un cambiamento nel modo stesso di fruire e utilizzare il diritto (e per queste tematiche si fa rinvio a Il diritto fra tomi e bit : generi letterari e ipertesti, Giovanni Pascuzzi, Cedam, Padova, 1997), ma pone anche problemi di diritto sostanziale, sia in diritto penale che in diritto civile e negli altri campi, rendendo necessario per una soluzione di questi nuovi problemi una analisi del funzionamento stesso di Internet.

Internet è definibile come una rete telematica di reti telematiche, che presuppone per un funzionamento a livello mondiale la disponibilità di protocolli di comunicazione standardizzati, utilizzabili da computer dotati di sistemi operativi differenti e di un c.d. sistema di indirizzi che consenta di identificare univocamente ogni computer collegato.

La c.d. comunità di internet è quindi innanzitutto formata da quei soggetti che si occupano di definire tali standard e di coordinare a livello mondiale la assegnazione degli indirizzi e da un secondo gruppo ideale che comprende, invece, i soggetti che, grazie al lavoro dei primi, interconnettono i vari computer e li utilizzano per produrre e scambiare informazioni.

 

2. Le organizzazioni alla base del sistema

A prescindere dalle forme giuridiche che assumono tali soggetti e dai rapporti tra loro esistenti, bisogna ricordare che il presupposto fondamentale per il funzionamento a livello mondiale di un sistema così complesso è costituito dalla autorevolezza delle organizzazioni stesse e dal grado di affidamento che forniscono.

Per comprendere il funzionamento del sistema bisogna fare riferimento alle organizzazioni, che operano per la standardizzazione dei protocolli e per la assegnazione dei numeri IP.

Standardizzazione dei protocolli

Il soggetto principale, che è anche l’unico ad avere una vera struttura associativa, è la c.d. Internet Society (ISOC) , formatasi nel 1992 in base al Non-Profit Corporation Act del District of Columbia : tale organizzazione, in realtà, partecipa solo indirettamente alla definizione degli standard, tramite la nomina dei componenti di altri organismi quali :

  1. IETF (Internet Engineering Task Force) : nato da un gruppo di persone del mondo accademico, per lo studio delle problematiche di internet e la definizione degli standard, ha carattere spontaneo e informale. Si acquista, infatti, il diritto ad essere nominati dell’IETF Nomination Committe con la sola partecipazione a due convegni dell’IETF stesso. Tale organo sottopone a ISOC una lista di nomi per la nomina dei membri dello IAB e sottopone allo IAB stesso un’altra lista di nomi per la nomina dei membri dell’IESG.
  2. IAB (Iternet Architeture Board) : si occupa della pubblicazione della documentazione relativa agli standard e ha il potere di risolvere le controversie di chi lamenti la scorretta applicazione delle procedure da parte di IESG. In base ai rapporti che si instaurano tra ISOC e gli altri soggetti ad essa collegata, la charter dello IAB, approvato da un apposito organo della ISOC stessa, è giuridicamente vincolante per gli operatori di internet e vale come criterio per la soluzione delle controversie tra organi di ISOC. Compito dello IAB è anche la designazione della IANA.
  3. IESG (Internet Engineering Steering Group) : si occupa dell’approvazione, in una serie articolata di passaggi, dei protocolli destinati a diventare standard di internet, in considerazione delle effettive applicazioni dello stesso e delle esperienze operative.
 

IAB, IEGS e IETF non sono propriamente organi di ISOC e non si possono neanche considerare mere strutture ausiliarie, in quanto godono tutti di competenza sovrana in ordine alla individuazione e soluzione dei problemi.

Tali strutture sono precedenti alla creazione di ISOC, ma sono da questa state riconosciute e inglobate nel nuovo assetto venutosi a creare, perché svolgano la medesima attività, ma in esecuzione di un programma associativo.

 

Assegnazione dei numeri IP

Una volta stabiliti gli standard per la comunicazione, bisogna dare la possibilità ai diversi utenti di mettersi in contatto tra loro e ciò viene fatto mediante la assegnazione ad ogni computer di un c.d. IP Address. Questo è costituito da un numero che, essendo unico per ogni utente , permette di essere identificati a livello mondiale ; per ragioni di carattere pratico, e cioè per evitare che si debba lavorare con serie di numeri sempre più lunghe e difficili da ricordare e da associare al sito a cui ci si collega, viene anche fornito un nome che identifichi l’host ( cioè un computer accessibile a una pluralità di utilizzatori).

Il corretto funzionamento del sistema presuppone che la comunità di internet riesca a garantire l’ unicità dei numeri e dei nomi identificativi e che l’assegnazione dei numeri segua criteri tali da favorire collegamenti rapidi ; questo doppio sistema identificativo richiede inoltre la presenza di programmi di conversione automatica dell’espressione letterale in quella numerica e viceversa.

L’organizzazione principale demandata alla risoluzione di tali problemi è la IANA (Internet Assigned Numbers Authority) la quale tuttavia si vale della collaborazione di ulteriori strutture con competenze divise per area geografica. Per l’area europea bisogna fare principalmente riferimento a TERENA, una associazione di diritto olandese, che si propone di sviluppare una infrastruttura di telecomunicazioni "for the benefit of research and education".

Con analoghi compiti operano INTERNIC negli Stati Uniti e APNIC nell’area dell’Asia e del Pacifico.

TERENA, pur essendo nella sua attività paragonabile a ISOC, non ha una struttura aperta, ma ammette come membri solo coloro che collaborano allo sviluppo delle reti di ricerca ed istruzione e con un solo soggetto per Paese (il membro italiano di TERENA è l’istituto CNUCE del CNR),

Un altro organo che collabora con TERENA è il RIPE (Reseaux IP Europeens), a cui partecipano tutti i service provider che gestiscono reti di larga scala, mediante una semplice sottoscrizione di uno statement of cooperation, con cui ci si impegna a elencare gli obiettivi dell’organizzazione.

RIPE e TERENA concorrono, tramite una complessa procedura, alla nomina dei membri di RIPE NCC (RIPE Network Coordination Center), ovvero la struttura che su delega di IANA assegna i numeri IP alla comunità Internet europea.

Chi richiede l’assegnazione di un numero deve contribuire alle spese sostenute da RIPE NCC, mediante la sottoscrizione con TERENA di un c.d. agreement on the provision and use of the RIPE NCC services ed il versamento annuale di una somma di denaro definita in un apposito tariffario.

Le attività delle organizzazioni precedentemente citate hanno natura privatistica e rientrano nella categoria degli atti di esecuzione di rapporti associativi, anche quando la comunità di Internet si avvale della collaborazione di strutture pubbliche.

Anche la assegnazione dei numeri IP non è configurabile come un atto di disposizione di un diritto sul numero in sé. Gli indirizzi IP non possono essere fatti oggetto di contrattazione secondo criteri di mercato e le direttive stesse di RIPE prevedono che la loro assegnazione avvenga in funzione della loro effettiva utilizzazione da parte del richiedente e delle esigenze di connettività complessiva della rete ; di qui la revocabilità totale o parziale delle assegnazioni sottoutilizzate ed il divieto di rivendita a terzi.

L’assegnazione è quindi considerabile come un atto di esecuzione di un programma associativo e l’assegnatario come beneficiario della prestazione dell’associazione, che può godere di tale prestazione nei limiti in cui realizza le finalità associative di diffusione dell’utilizzazione di Internet.

L’ attività delle organizzazioni non è imprenditoriale, perché esse non agiscono secondo un metodo economico, non percependo tendenzialmente corrispettivi per la loro attività di standardizzazione e definizione degli indirizzi IP ; anche nel caso del contratto stipulato con TERENA , il corrispettivo per l’attività di RIPE NCC non compensa in realtà tutta l’azione connessa svolta da ISOC, TERENA e RIPE.

Si deve infine ritenere che tutte le attività di tali organi debbano essere ispirate ai principi di correttezza e buona fede, specificabili nel dovere di perseguire l’interesse a massimizzare le possibilità di scambio di informazioni all’interno della rete, senza discriminare fra individui o categorie di utenti.

 

3. I soggetti che producono e scambiano informazioni su Internet

Le finalità associative di ISOC assumono rilievo giuridico anche per i soggetti che contribuiscono alla produzione ed allo scambio di informazioni sulla rete, anche se con motivazioni leggermente diverse per i vari soggetti.

  1. I provider aderenti a RIPE si impegnano a collaborare all’espansione della rete ed è qualificabile come inadempimento contrattuale ogni comportamento contrario al dovere di cooperare secondo i principi di correttezza e buona fede.
  2. I provider non aderenti a RIPE, che ricevono da RIPE NCC gli indirizzi IP, hanno stipulato un contratto con TERENA, la cui causa è l’esecuzione di una prestazione associativa ispirata ai principi di correttezza e buona fede. Il provider può agire contro la controparte TERENA per lamentare comportamenti scorretti, ma anche contro ISOC o RIPE NCC, se le norme dell’ordinamento competente a regolare la controversia secondo il diritto internazionale privato ammettono una responsabilità diretta del titolare dell’organo e di tutti i preponenti. Lo stesso provider è però tenuto ad un comportamento conforme agli obiettivi di sviluppo della rete.
  3. Gli utenti finali e i provider minori beneficiano dei servizi di RIPE NCC in base ad un rapporto contrattuale con un altro provider maggiore, che si è rivolto direttamente a TERENA. Anche in questo caso il soggetto, seppure indirettamente, diventa partecipe delle finalità di ISOC, con relativi diritti e doveri.
  4. I proprietari e i gestori di linee di comunicazione sono obbligati a rispettare le finalità associative di ISOC in base alle precedenti considerazioni e tale obbligo si trasferisce anche ai consorzi nei quali spesso si costituiscono. L’obbligo deriva anche dalla considerazione che chi mette a disposizione reti di comunicazione sfrutta opportunità di mercato derivanti dall’attività di terzi, cosicché il loro comportamento assuma un rilievo giuridico, nel caso italiano, anche ai sensi degli artt. 2598 n.3 e 1173 c.c..
In considerazione della neutralità dei fini di ISOC, non è quindi sindacabile l’adeguatezza dei corrispettivi richiesti per l’offerta di servizi di accesso a Internet . I soggetti sono inoltre liberi di decidere se avvalersi delle possibilità di interconnessione e di scegliere quale servizio offrire. Inoltre è illegittimo ogni comportamento di occupazione di spazi inutilizzati e di impedimento all’accesso alla rete da parte di terzi.

I principali soggetti da esaminare sono :

  1. PROVIDER PRIVATI : Sono liberi di offrire connettività ai clienti finali ed un loro rifiuto di contrarre con alcuni soggetti per motivi economici, culturali o ideologici, non contrasta con le finalità associative di ISOC. Lo stesso discorso vale per l’offerta di spazi per la fissazione di informazioni. Una terza tipologia di servizi riguarda la connettività offerta ad altri fornitori di accesso, spesso su base di reciprocità. Poiché l’entrata sul mercato di nuovi provider presuppone che gli altri fornitori di accesso siano disposti ad offrire loro connettività verso il complesso della rete, un rifiuto di tale offerta equivale all’occupazione di spazi inutilizzati, in quanto si impedisce ai terzi una effettiva utilizzazione degli indirizzi assegnati. Tale comportamento è illegittimo , a meno che : a) il richiedente non si assuma i costi del collegamento o non adegui la sua rete agli standard tecnici della controparte ; b) il rifiuto rifletta esigenze di massimizzazione dei volumi del traffico sulla rete ; c) il richiedente non offra un corrispettivo adeguato ; d) il soddisfacimento della domanda impedirebbe al provider di fornire i servizi promessi alla propria clientela.
  2. UNIVERSITA’ e CENTRI DI RICERCA SCIENTIFICA: Si rivolgono tendenzialmente ad una ristretta comunità di studiosi e agiscono al fine di sviluppare i collegamenti con le altre reti di ricerca. Per queste ragioni hanno elaborato delle c.d. Acceptable Use Policies (AUP) per vietare l’utilizzazione delle proprie reti a fini diversi della ricerca. Tali AUP assumono carattere giuridicamente vincolante per i ricercatori e costituiscono condizioni generali di contratto per i terzi che ottengono l’accesso a tali reti.
  3. PROPRIETARI di RETI di TELECOMUNICAZIONI: Devono rispettare le finalità associative come coloro che offrono servizi di connettività. Quando operano anche in qualità di provider bisogna fare riferimento alla legislazione antitrust. In tali casi il proprietario può rifiutare l’offerta di infrastrutture, ma non può approfittare della sua posizione per fornirle solo a se stesso e deve offrire la disponibilità delle stesse in proporzione ai volumi di traffico di ciascun richiedente, calcolabili in base al numero di indirizzi IP assegnati.
  4. "PRODUTTORE" di INFORMAZIONI : Chi ha ideato il contenuto del messaggio è libero di decidere se e quale uso fare di Internet : è possibile lasciare le informazioni in regime di libero accesso, chiedere un compenso per la loro lettura o renderle riservate per un numero chiuso e controllato di persone.
 

4. Il contratto di accesso

Per contratti di accesso si intendono i contratti con i provider , che consentono all’utente finale di accedere a Internet ; Giorgio De Nova suggerisce la seguente definizione : "Il contratto di accesso a Internet è il contratto col quale una parte, il fornitore di accesso a Internet (o Internet Service Provider), concede all’altro, il cliente, la connessione con Internet e fornisce ulteriori servizi verso un determinato corrispettivo".

Il fornitore di accesso è un imprenditore che gestisce un nodo connesso permanentemente con Internet ed è assegnatario di indirizzi IP, mentre il cliente può accedere per scopi professionali o imprenditoriali o per uso privato. Il provider fornisce principalmente i seguenti servizi : a) Electronic Mail, che consente di comunicare con altri utilizzatori in qualunque momento e in qualunque luogo ; b) Usenet o Network News, una rete mondiale di computer nella quale è possibile porre o trarre informazioni ; c) File Transfer Protocol, un protocollo di base che consente di trasferire dati da un computer all’altro ; d) World Wide Web, che permette di mettere a disposizione ipertesti .

Il provider può mettere a disposizione uno spazio sul disco fisso del proprio computer, che contenga la casella di posta elettronica dell’utente, o uno spazio maggiore che consenta di creare un sito.

Le clausole dei contratti, come ad esempio quelle che prevedono la limitazione di responsabilità del provider, sono ormai abbastanza standardizzate.

Il cliente si obbliga a pagare un corrispettivo e a usare i servizi personalmente senza cederli a terzi ; la proprietà dei testi immessi in rete rimane al cliente, ma il provider ha il diritto di pubblicare qualunque materiale immesso in aree pubbliche del provider stesso.

Sebbene il contratto dovrebbe garantire l’accesso a Internet, c’è la tendenza a trasformare tale obbligazione di risultato in obbligazione di mezzi.

Secondo De Nova "oggetto del contratto con il cliente è dunque la cessione di un diritto di privativa, di una new property". La prestazione fornita riporta quindi al contratto di appalto di servizi.

Bisogna evidenziare che molte delle clausole contenute nei più comuni contratti di accesso sono di dubbia compatibilità con gli artt. 1469bis - 1469sexies riguardanti le clausole vessatorie nei contratti dei consumatori.

Secondo De Nova, comunque, nonostante le peculiarità che presenta il sistema di Internet, "ciò che importa è che si resista ad eventuali tentazioni di creare un diritto di Internet".


[presentazione - gruppo I - gruppo II - gruppo III (attore) - gruppo IV (convenuto) - caso simulato - sentenza]

(WEB Edition by F. Cardaci, S. Dettoni, G. Tarizzo)