L.Lenti

La procreazione artificiale

(sintesi d'informazione)

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1. Premessa

L'impiego di tecniche artificiali per ottenere la procreazione è ormai abbastanza diffusamente praticato e non costituisce più un fenomeno di per sé eccezionale; è facile previsione che sia destinato a essere impiegato sempre più comunemente dalle persone che incontrano qualche problema fisico o psicologico nel procreare, oppure che per qualche ragione ritengono opportuno aver la possibilità di intervenire per indirizzare secondo i propri desideri il processo biologico naturale della generazione.

La procreazione tecnicamente o medicalmente assistita (come spesso si dice) è oggetto di accese discussioni e di forti, radicali contrasti di posizioni. I problemi etici che essa solleva vengono agitati e discussi, con intensità e frequenza, non soltanto nei convegni e nelle pubblicazioni di carattere scientifico (medico, biologico, filosofico, giuridico), ma anche, e spesso con grande risalto, sulle pagine della stampa di grande informazione.

Com'è noto, il fenomeno non ha ancora ricevuto in Italia una normativa costruita specificamente per risolvere i numerosi problemi giuridici che esso apre. La riforma del diritto di famiglia del 1975, pur abbastanza recente, non se ne è occupata: eppure una delle tecniche, quella più semplice, l'inseminazione artificiale in utero, era praticata già a quel tempo, seppur non molto di frequente, sicché il legislatore avrebbe dovuto affrontare e risolvere almeno i problemi concernenti l'attribuzione della paternità.

Dal fatto che manchi una regolazione legislativa specifica derivano fondamentalmente due conseguenze:

- per ciò che riguarda il ricorso alle varie tecniche, è tutto lecito sia sul piano civile che su quello penale, per il solo fatto che nulla è vietato; così almeno appare a prima vista;

- non vi può essere un grado accettabile di certezza del diritto quanto allo stato dei figli nati a questo modo: dal momento che nulla è disciplinato sul piano del diritto della filiazione, occorre applicare le regole dettate a proposito dei figli procreati mediante l'unione sessuale; soltanto che il ricorso alle tecniche artificiali permette di creare situazioni assai peculiari, che rendono estremamente difficile, e qua e là in qualche misura anche arbitraria, la risoluzione dei numerosi problemi che si incontrano nell'applicare tali regole.

2. Bibliografia fondamentale

La dottrina italiana in materia ha ormai acquisito un mole considerevole. Gli scritti più significativi, dai quali non si può prescindere, sono i seguenti: A. Trabucchi, La procreazione e il concetto giuridico di paternità e di maternità, in Riv. dir. civ., 1982, I, p. 597 segg.; F. Santosuosso, La fecondazione artificiale umana, Giuffré, Milano, 1984; T. Auletta, Fecondazione artificiale: problemi e prospettive, in Quadr., 1986, p. 1 segg.; P. Vercellone, La filiazione legittima, naturale, adottiva e la procreazione artificiale, in Trattato Vassalli, Utet, Torino, 1987, p. 309 segg. (che riproduce, con poche modifiche, un articolo dal titolo La fecondazione artificiale, in Pol. dir., 1986, p. 383 segg.); Procreazione artificiale e interventi nella genetica umana, Atti del convegno tenuto a Verona nel 1986, Cedam, Padova, 1987; G. Ponzanelli, Il caso Baby M, la "surrogate mother" e il diritto italiano, in Foro it., 1988, IV, c. 97 segg.; M. Moretti, La fecondazione artificiale: problemi e prospettive in un'analisi comparatistica, in Quadr., 1988, p. 414 segg.; La procreazione artificiale tra etica e diritto, a cura di G. Ferrando, Atti del convegno tenuto a Genova nel 1987, Cedam, Padova, 1989; G. Ferrando, Modelli giuridici di controllo delle tecniche di procreazione artificiale, in Pol. dir., 1991, p. 585 segg.; L. Lenti, La procreazione artificiale. Genoma della persona e attribuzione della paternità, Cedam, Padova, 1993.

Indicazioni bibliografiche complete, aggiornate alla fine del 1992, si trovano in L. Lenti, La procreazione artificiale, cit., p. 7 segg. e passim; a esse si devono aggiungere: G. Ponzanelli, Adozione del figlio dell'altro coniuge, frutto di maternità in sostituzione: il caso francese, in Foro it., 1991, IV, c. 302 segg.; A. R. Baldassarri, "Contrat de substitution de mère" e "adoption plénière": recenti orientamenti della giurisprudenza francese, in Foro it., 1992, IV, c. 304 segg.; M. T. Carbone, Maternità, paternità e procreazione artificiale, in Dir. fam., 1993, p. 855 segg.; A. Beghe' Loreti, La procreazione assistita di fronte alla legge: brevi cenni di diritto internazionale e comparato, in Giust. civ., 1993, II, p. 439 segg.; I. Casol, Statuto giuridico dell'embrione e status personale del nato, in Giust. civ., 1994, II, p. 13 segg.; M. Dogliotti, Inseminazione eterologa e azione di disconoscimento: una sentenza da dimenticare, in Fam. dir., 1994, p. 182 segg.; G. Ponzanelli, La "forza" e la "purezza" degli status: disconoscimento di paternità e inseminazione eterologa, in Fam. dir., 1994, p. 186 segg.

La giurisprudenza pubblicata in materia è estremamente ridotta. I provvedimenti da ricordare sono soltanto sei: Trib. Roma, 30 aprile 1956, in Giur. it., 1957, I, 2, c. 218 segg., sul disconoscimento della paternità in seguito a inseminazione artificiale, concordata con il marito, con sperma di un datore anonimo; Pret. Padova, 7 novembre 1958, e Trib. Padova, 15 febbraio 1959, entrambe in Riv. it. dir. proc. pen., 1959, p. 243 segg., sulla configurabilità come adulterio (che allora era reato) di un'inseminazione artificiale con sperma di un datore anonimo, senza il consenso del marito; Trib. Monza, 27 ottobre 1989, in Giur. it., 1990, I, 2, c. 296 segg., sulla liceità dei contratti di gestazione per conto altrui; App. min. Salerno, 25 febbraio 1992, in Nuova giur. civ. comm., 1994, p. 177 segg., sull'adottabilità da parte della moglie, secondo l'art. 44 lett. b della legge n. 184, di un figlio nato mediante inseminazione artificiale, con il contributo genetico del marito e di una donna che ha portato la gravidanza per conto altrui; Trib. Cremona, 17 febbraio 1994, in Fam. dir., 1994, p. 179 segg., ancora sul disconoscimento della paternità in seguito a inseminazione artificiale, concordata con il marito, con sperma di un datore anonimo.

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