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10. L'eventuale diritto del nato

L'eventuale diritto del nato di conoscere la propria origine genetica pone un delicatissimo problema di contemperamento fra due diverse esigenze, incompatibili tra loro: è infatti chiaro che una protezione piena dell'anonimato del datore impedisce al nato di conoscere la propria origine genetica; e che, viceversa, un pieno riconoscimento del diritto del nato di conoscere la propria origine impedisce l'anonimato del datore. Sembra un'osservazione ovvia: ma forse è bene porvi l'accento, dal momento che, allo stesso modo in cui è comune leggere l'affermazione secondo la quale a ogni persona spetta l'uno di questi diritti assoluti, altrettanto è comune leggere l'affermazione secondo la quale a ogni persona spetta l'altro. La conclusione dovrebbe allora essere che c'è un largo accordo in dottrina sulla spettanza di entrambi questi diritti. Soltanto che sono incompatibili tra loro, come è stato fatto da più parti notare. Il problema, allora, non tanto è quello di affermare o meno l'esistenza di diritti assoluti in proposito, quanto piuttosto quello di trovare un punto di equilibrio opportuno fra le esigenze contrapposte, che non potrà essere trovato altro che se non con l'introduzione dell'auspicata legge sulla procreazione artificiale (v., per tutti, S. Patti, Sulla configurabilità di un diritto della persona di conoscere le proprie origini biologiche, in La procreazione artificiale tra etica e diritto, cit., p. 202 segg.).

Sul piano del diritto vigente, non sembra che la questione presenti differenze significative rispetto a quella, molto delicata e discussa in ogni paese, anche in Italia, dell'eventuale diritto del figlio adottivo di avere informazioni tali che gli permettano di identificare la propria famiglia d'origine: in proposito v., per tutti, P. Vercellone, La filiazione, cit., p. 271 seg., e M. Dogliotti, Affidamento e adozione, in Trattato Cicu-Messineo-Mengoni, Giuffré, Milano, 1990, p. 180 segg.

Assai importante è un precedente tedesco, BVerfGE, 31 gennaio 1989, in JZ, 1989, p. 335 segg., con nota di C. Starck, che ha riconosciuto un diritto spettante a ogni persona che abbia raggiunto la maggiore età di conoscere le proprie origini genetiche, diritto avente fondamento costituzionale nel 2 c. 1 (e 1 c. 1) del Grundgesetz, in relazione ai 1593, 1598 e 1596 del BGB. Un rapido panorama comparatistico in materia è tracciato da A. Beghe' Loreti, La procreazione assistita, cit., p. 449 segg.

Leonardo Lenti

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