IL CODE DI DIOCLEZIANO.

La nascita del concetto di unconscionability risale a tempi lontani:agli antichi Romani.
Pi¨ precisamente al periodo post-classico: in cui un editto di Diocleziano, emanato alla fine del III░ secolo, impose una limitazione alla libertÓ contrattuale , introducendo, con una specifica attinenza ai contratti terrieri, il principio della 'laesio enormis'.
Grazie ad esso il venditore poteva chiedere la rescissione di un accordo se la somma ricevuta fosse stata inferiore alla metÓ del valore reale della proprietÓ venduta. Il compratore poteva sempre ovviarvi pagando la differenza (Code 4.44.2 -285 A.D.)
Seri dubbi sono stati sollevati, da alcuni giuristi moderni, sulla autenticitÓ del rescritto nella forma in cui appare nello stesso Code di Diocleziano. Infatti, pareva costituire al pi¨ un' eccezione alla generale libertÓ contrattuale che pervadeva quel periodo storico.
Alcuni testi, in primis quello Teodosiano, redatto nel 319 A.D. ma mai menzionato dagli autori medievali, rigettavano questa teoria, ritenendo che le parti in un contratto di vendita fossero libere di trarre vantaggio dalla fissazione del prezzo concordato.
In altri passi del Digesto si affermava che le transazioni legali si potevano risolvere senza uno specifico adempimento solo nel caso in cui si fossero riscontrate minacce di morte o di offese fisiche, in presenza d' intimidazioni legali tali da sopraffare il pi¨ forte degli uomini."

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