PROCEDURAL UNCONSCIONABILITY.

Con la locuzione procedural unconscionability si fa riferimento a tutto quanto inerisce il momento della contrattazione.
Un generico abuso nel processo di formazione del contratto non è sufficiente: si deve verificare non solo un uso indebito, ma anche un ingiusto arricchimento della parte redigente il contratto a scapito dell'altra.
In particolare, si possono individuare quattro fattori che la caratterizzano, i primi tre inerenti alla prevenzione di ogni forma di oppressione e di mancanza di volontarietà, e l'ultimo alle ingiuste sorprese che si possono verificare in seguito alla conclusione dell'accordo.
La sentenza GERMANTOWN MANUFACTORING CO. v. RAWLINSON propone un esempio eloquente di procedural unconscionability causata da un' ingiusta sorpresa. Joan Rawlinson ricusava una sua precedente dichiarazione affermando che le era stata estorta con violenza ed inganno. Quella riguardava la sua disponibilità a mettere a disposizione una somma indeterminata al momento della firma, atta ad evitare la prigione al marito, che era stato accusato di appropriazione indebita dalla società per cui lavorava Quando l'ammontare del risarcimento era stato determinato in più di $ 200.000 Ms Rawlinson cambiò idea e ricusò la validità del suo consenso. La Corte d'Appello trovò fondata la richiesta della Rawlinson in quanto la dichiarazione le era stata estorta con l'inganno e in un modo iniquo. Era stata invitata a firmarla senza avviso, senza potersi consigliare con un avvocato, le era stata presentata una falsa visione della sua responsabilità nel pagamento e in più si trovava in uno stato emotivo particolare dovuto alla recente scoperta della frode e della conseguente perdita del lavoro del marito. L' incontro, in cui la donna era stata messa al corrente della situazione e in cui le era stato chiesto di firmare, era durato non più di quarantacinque minuti.
A causa dei vizi riscontrati, i giudici hanno concluso che Ms. Rawlins non aveva capito l'entità della sua responsabilità sul momento e per tale ragione il documento da lei firmato veniva annullato.
Tradizionalmente, la teoria contrattuale si basa sull'assunto che le parti hanno discusso ed approvato ogni singola clausula, ma in pratica nella maggior parte dei casi le transazioni si svolgono tramite l'adozione di ordini d'acquisto, ricevute, fatture, documenti che molto spesso non sono letti, specialmente dal compratore, prima della firma.
L'adozione del form contract non è di per sè un male, anzi costituisce un modo per incrementare e velocizzare il commercio, ma il suo uso massiccio ed indiscriminato ha portato il legislatore a porre dei limiti ai vincoli dell' accordo se sottoscritto in situazioni critiche. Tipico esempio nei contratti d'adesione: in cui una parte, di solito il consumatore, o accetta l'accordo nella sua interezza o lo rifiuta. Si determina così una situazione in cui il proponente riveste la posizione di monopolista. In al cuni casi poi, il "monopolio" si determina a causa della scarsa mobilità dei singoli.
Ma se i contratti d'adesione sono considerati iniqui di per sè, ogni clausula che rechi un danno al consumatore, che lo sorprenda, può essere annullata dalla Corte, allora si dovrebbe concludere che il commerciante o colui che offre l'accordo si deve assumere un dovere di rendere manifeste tutte le clausule, anche molto lunghe ed elaborate, a discapito degli altri suoi impegni, lavorativi e non. Comportamento eticamente giusto, ma difficilmente applicabile alla realtà commerciale del ventesimo secolo, soprattutto nei contratti conclusi fra uomini d'affari, spesso in lotta col tempo e una pluralità di impegni.
Anche se all'interno della § 2-302 non si opera nessuna distinzione fra possibili beneficiari, la maggioranza delle Corti l'ha adottata includendola nella cerchia dei provvedimenti legislativi in difesa dei consumatori."Escono dal seminato" le decisioni in California dove il principio è stato invocato anche a protezione dei commercianti, quando potevano invocare una debole esperienza oppure qualche svantaggio che li ha posti in una condizione di netta inferiorità.
L'origine della dottrina nella giurisdizione dell'equity ha fatto si che molte delle decisioni giudiziali abbiano riguardato persone povere, ignoranti, ma anche la classe-media può trovarsi in una posizione particolarmente debole quando si deve confrontare con un'organizzazione piuttosto complessa.
Le Corti sono state molto caute ad invocare la §2-302 fra aziende, tanto meno in favore di multinazionali, giungendo quasi ad ipotizzare una presunzione contro la presenza dell'unconscionability per il fatto che non si tratta "dell'uomo medio" che possiede una cultura ed un potere d'acquisto limitati, ma di grandi compagnie che sanno cosa vogliono e posseggono i mezzi - centri sviluppo, direzioni per aree,ecc.- per raggiungerlo. Anche se bersaglio della § 2-302 sembra essere il linguaggio articolato e a volte iniquo degli uomini d'affari, è un dato di fatto che nessuno degli elementi richiesti dalla Corte per valutare un contratto unconscious si debba per forza riscontrare in uno di essi soltanto. Semplicemente accade che la maggior parte delle transazioni commerciali per loro natura non rientrano nella previsione della §2-302.

Ritorna alla prima pagina.