COMMENTO DELLA § 2-302.

"Questa sezione intende rendere possibile alle Corti di vigilare in modo esplicito (police against) nei confronti di quei contratti che reputano iniqui - recte unconscious.
In passato tale controllo è stato compiuto attraverso diverse costruzioni di linguaggio: la manipolazione delle regole domanda - offerta e l'accettazione o la determinazione se una clausula fosse o no contraria all'ordine pubblico o allo scopo dominante nel contratto. Un altro obiettivo è permettere alle Corti di analizzare direttamente il contratto, o la clausula in questione e decidere sulla presenza dell'unconscionability stessa".
Il dibattito sull'estensione o riduzione della legislazione non è però né nuovo né inusuale: la controversia origina dalla dicotomia fra il bisogno di certezza e quello di flessibilità. I critici di uno standard generale quale l'unconscionability hanno affermato che l'assenza di una specifica guida può portare ad un incremento di decisioni basate soprattutto su valutazioni personali delle Corti. D'altra parte è facile contestare tali affermazioni richiamando l'attenzione sul fatto che porre regole non significa necessariamente eliminare la discrezionalità giudiziale, su cui si fonda ancora oggi l'intero impianto della common law. Decisamente significativa a riguardo la sentenza WILLIAMS V. WALKER-THOMAS FURNITURE CO.,
ritenuta il leading case in materia.

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