INDIVIDUALISMO ED ALTRUISMO.

L'essenza dell'individualismo risulta dalla netta distinzione fra l'interesse proprio e quello degli altri, combinato con la convinzione che il perseguimento del proprio è legittimo, se si rispetta la regola della coabitazione sociale. La forma di condotta associata all'individualismo porta alla fiducia in sé stessi. Ciò significa una ferma convinzione nella possibilità di cercare il raggiungimento degli obiettivi senza l'obbligo morale di dividerli o di sacrificarli nell'interesse degli altri.
Non lo si deve confondere con il puro egoismo, infatti la nozione del self- reliance contiene delle precise indicazioni morali: innanzitutto il rispetto dei diritti altrui, fornendo una giustificazione per le leggi fondamentali in materia contrattuale, penale e così via.
L'altra faccia della medaglia è rappresentata dall' altruismo, che ci spinge a compiere dei sacrifici, a condividere, e ad essere misericordiosi. Ha radici nella cultura, nella religione, nell'etica e nelle arti, ed è radicato nella società quanto l'idea dell'individualismo. La sua esemplificazione più comune si nota nella divisione con gli altri, motivata da un senso di dovere e dalla soddisfazione che si prova nell'aver condiviso piuttosto che nell'aver fruito del bene da solo.
Il problema si pone nei termini di quale dei due "sistemi" sia il migliore adottabile. La regola generale, basata sul riconoscimento della massima libertà contrattuale in base alla quale la parte che ha firmato un accordo è legata a ciò che in esso è stato scritto, non deve permettere al venditore di dettare tutti i termini del negozio.
I giudici propensi ad una visione altruistica del contratto, si possono interporre con umanità tra le due dottrine al fine di un equo ed umano contemperamento degli interessi.

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