IL CASO LLOYDS BANK v. BUNDY.

Nel caso (Q.B. 326,1975), un anziano contadino non molto abile negli affari, e con un figlio la cui impresa non attraversava un periodo particolarmente favorevole, aveva contratto un debito di 7.500 sterline garantito dalla sua fattoria, unico bene. A seguito di una ulteriore richiesta di denaro del figlio, l'attore aveva consultato il suo avvocato che gli aveva sconsigliato di rischiare ulteriormente. Gli affari continuavano a peggiorare. Il padre ricevette la visita dal vice-direttore della banca, che gli assicurò di poter sostenere la società del figlio solo se il prestito fosse stato elevato a 11.000 sterline, garantendolo con il valore pieno della fattoria.
Sebbene il funzionario avesse capito che l'attore si fidava delle sue parole, e che la fattoria era tutto ciò che possedeva, non fece presente la disastrosa situazione economica del figlio, e quindi del rischio conseguente ad un ulteriore accordo. Bundy firmò. L'impresa del figlio fallì. La banca cominciò le procedure per il pignoramento dell'immobile.
La Corte d' appello, in virtù del mancato rispetto del rapporto fiduciario che intercorre fra banca e cliente, stabilì che l'istituto di credito non poteva valersi dell'accordo firmato, in quanto l'interesse, che ha mosso l'istituto di credito era spropositato, l'impresa del figlio era in serie difficoltà e presumibilmente il padre non avrebbe potuto far fronte ai debiti in altro modo se non con la vendita della fattoria, suo unico bene.
Lord Denning prese spunto da questa sentenza per una riflessione più generale sulla possibilità di aggregare più situazioni, in cui le Corti possono interferire nell'adempimento del contratto in un unico principio.
Nella motivazione cautamente non definisce l'ineguglianza del potere contrattuale nei termini dell'ovvia disparità fra impresa commerciale e consumatore. La riscontra solamente se il potere contrattuale è seriamente minacciato a causa dell'infermità, dell'ignoranza. La coercizione economica esercitata da una grossa azienda e/o banca potrà sempre essere valutata entro la presente dottrina; accertato che i risultati causati siano ingiusti.
Gli altri giudici della Corte d'appello espressero una posizione meno estremizzante per il riconoscimento di una dottrina generale. Sir Eric Sachs, pur provando simpatia nei confronti di Lord Denning, non si avventura a condividerla in toto.
Il tema di questa sentenza ha fornito e generato negli anni seguenti, un lungo dibattito alla House of Lords.

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