IL CASO SCHROEDER v. MACAULAY.

Nel 1970, Macaulay, che al tempo della firma aveva 21 anni, citò in giudizio Schroeder perchè reputava che l'accordo fosse contrario all'ordine pubblico.
Schroeder, per cinque anni, eventualmente rinnovabili, agiva in contratto d'esclusiva, e scegliendo le pubblicazioni, poteva decidere se e quali pezzi incidere, determinandone la carriera. Il compositore giudicava il suo lavoro sottovalutato, e si sentiva frustrato. La Corte era chiamata a giudicare se il maggior potere contrattuale del discografico fosse stato usato per ottenere dal compositore, che, come Bundy non aveva potuto servirsi di un parere neutrale, la firma su un contratto più svantaggioso.
L'affinità con il principio enunciato da Lord Denning, si riscontra dalle considerazioni finali di Lord Diplock : " è, secondo il mio punto di vista, giusto sapere che il rifiuto di concedere l'adempimento specifico ad un contratto in cui una parte accetta per esclusiva utilità della controparte, è una soluzione a protezione dell'ordine pubblico che la Corte cerca di implementare, non di una teoria del XIX° secolo riguardante i benefici derivanti dalla generale libertà commerciale, ma della difesa dei deboli nei confronti di coloro che si servono del potere per concludere accordi unilateralmente vantaggiosi.
Sotto l'influenza di Bentham e del principio del lassez - faire, le Corti nel XIX° secolo hanno abbandonato l'applicazione della dottrina della public policy- protezione dell'ordine pubblico- ad ogni tipo di contratto dove non si potessero trovare elementi, anche allo stato potenziale di usura. La protezione dell'ordine pubblico si è imposta con applicazione alle clausule sui rimedi contrattuali e nella disciplina del commercio. Se si guarda alle motivazioni dei giudici sulle transazioni commerciali si nota una mancanza di sincerità "pagata" alle dottrine economiche correnti, ma, analizzando il loro operato, si deduce che si collocano all'interno della dottrina dell'ineguaglianza del potere contrattuale: se giudicano il contratto iniquo, ne concedono l'annullamento."

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