IL CASO A & M. v.F.M.C.

Nel 1974, A. & M. firm˛ un contratto standard per la fornitura di una macchina con la F.M.C. L'acquirente ricevette il contratto, che consisteva in due pagine, per posta. La prima conteneva l'accordo, il retro clausole e condizioni ulteriori, incluse quelle di rinuncia alle garanzie ed al risarcimento dei danni. La A.& M. non lesse il retro, e non chiese un parere ad un legale, firm˛ e rimand˛ l'accordo via posta.
Trascorso un lasso di tempo cominciarono i problemi con la macchina ; l'acquirente chiese al fornitore o la sostituzione o di poterla riconsegnare dietro puntuale restituzione dei suoi pagamenti. Il venditore rifiut˛ e pretese il saldo. L' A & M lo cit˛ in giudizio per rottura delle clausule implicite ed esplicite di garanzia. Nel processo si discusse sui termini usati, sulla loro ingiustizia, e le osservazioni vennero accolte dalla Corte.
La F.M.C. ricorse in appello, dove i giudici prima di formulare una decisione analizzarono gli elementi dell'eventuale unconscionability; focalizzando l'analisi sull'iniqua sorpresa e sull'oppressione, sufficienti da sole ad invalidare l'accordo, a causa della sostanziale ineguaglianza del potere contrattuale. Quest'ultimo dimostrato dalla circostanza che il negozio venne perfezionato con la spedizione per via aerea da una grande azienda, con delle clausule standard, che la parte pi¨ debole non ha nemmeno pensato di negoziare. Inoltre i giudici hanno riscontrato ingiustizie anche nelle clausule di rinuncia, che sono da considerarsi invece una delle parti essenziali nell'accordo.
Anche se la decisione della Corte poggia su solide basi, la scuola dei commentatori dell'Hastings Law Journal, fra cui spiccano H.G.Prince e T.N.Sargent, la reputa non persuasiva, in contrasto con altre sentenze che riguardano gli errori di una parte a leggere il negozio. Il contratto appariva in una formulazione fra le pi¨ semplici, sulla prima pagina i dovuti riferimenti alle clausule sul retro, immediatamente seguenti la parte centrale dell'accordo. Sarebbe stato difficile firmare senza accorgersi dei termini riguardanti la rinuncia, dal momento che erano scritti in maiuscolo. Una volta identificati e dopo aver firmato, non si possono avere ripensamenti. Inoltre, pass˛ del tempo fra la proposizione e la firma, durante il quale l'attore avrebbe potuto recarsi da un avvocato.
Ciononostante i giudici accolsero le richieste della A.& M. in virt¨ dell'oppressione perpetuata da una grossa azienda nei confronti di un'altra con cinque impiegati. Ma il potere contrattuale Ŕ "legato" anche ad altri fattori: le condizioni del mercato, le risorse delle imprese, inoltre la scelta ragionata raramente capita in un contratto d'adesione.
La sentenza sottolinea il fatto che quando una parte sottopone all'altra un contratto d'adesione, ha il dovere di accertarsi della conoscenza che la controparte ha delle clausule e dei termini del negozio al fine di evitare la causa successiva. In molti modi si pu˛ assicurare il risultato: redigendo il contratto in modo chiaro, con un linguaggio pienamente comprensibile, rendendo le clausole perfettamente comprensibili, con l'uso di caratteri e colori diversi. Anche la loro collocazione Ŕ importante. Se le condizioni non si trovano nella pagina centrale, si deve fare in modo di inserire un rimando visibile.
La decisione della Corte Ŕ stata presa in un anno (il 1962) in cui lo Stato aveva deciso di declinare la ž 2-302 dello U.C.C.; accrescendo la confusione intorno al concetto dell'unconscionability. Sono stati imposti standards di comportamento pi¨ elevati di quelli usati negli altri accordi commerciali, che precedentemente si richiedevano soltanto quando il firmatario non era un commerciante. Gli estensori dell'accordo dovrebbero quindi procedere ad una nuova stesura
e ristrutturare le loro transazioni per evitare l' unconscionability.

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