Cassazione civile, II Sezione, 22 luglio1993, n.8191 - Anglani Presidente - Spadone Relatore - Di Salvo P.M. (conf.) - Tecno Pulishman s.a.s. (avv. Menghini) - Iveco Fiat s.p.a. (avv. Pontecorvo, Grande Stevens).


Obbligazione e contratti - Requisiti del contratto - Accordo delle parti - Silenzio e inizio di esecuzione - Manifestazione tacita di volontà - Fattispecie (C. c. art. 1326, 1327).

Danni in materia civile - Obbligazioni pecuniarie - Svalutazione - Maggior danno - Onere della prova - Presunzioni - Ammissibilità (C. c. art. 1224, 2o comma).


L'art. 1327 c.c. costituisce un temperamento ai principi dell'art. 1326 c.c. sulla conclusione del contratto e prevede che, ove la prestazione per richiesta del proponente o per la natura dell'affare o secondo gli usi debba eseguirsi senza una preventiva risposta, il contratto si intende concluso nel momento e nel luogo in cui si è iniziata l'esecuzione (1).

La modificazione di un contratto esistente, così come proposta da una delle parti, va ricolleggata all'esecuzione data non dallo stesso proponente ma dall'oblato, che continua a svolgere la prestazione (2).

In tema di obbligazioni pecuniarie e ai fini della risarcibilità ai sensi dell'art. 1224 comma 2 c.c. del maggior danno derivante da svalutazione monetaria, l'onere probatorio gravante sul creditore non può ritenersi assolto dalla dimostrazione di un determinato status professionale, non corredata da elementi atti ad evidenziare le sue propensioni economiche, atteso che solo queste ultime possono indicare la categoria di appartenenza del creditore medesimo e, quindi, giustificare presunzioni circa l'impiego del denaro dovutogli ove tempestivamente riscosso (3).


Il silenzio, seguito da esecuzione, ha lo stesso valore nella conclusione di un contratto nuovo e nel rinnovo, con modifiche, di un contratto esistente ?

Nota alla sentenza di Daniela Peyranis


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