IL MODELLO AMERICANO : LA LEGGE TRA COSTITUZIONE,COMMON LAW, E CODICI UNIFORMI SOVRASTATUALI

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Due campi di problemi hanno particolarmente attratto l'attenzione della dottrina americana.

Da un lato l'interpretazione della Costituzione; dall'altro quella degli statutes e del loro rapporto con il Common Law.

Un campo di problemi a parte può ormai essere considerato quello dell' i. dello UCC e di altri testi uniformi.

Nessuna norma della Costituzione degli Stati Uniti demanda aigiudici della Corte Suprema il potere di interpretare le sue disposizioni. Ma i giudici americani tale compito se lo sono assunto; in base, quindi, ad una norma non scritta e pur enfatizzando il carattere scritto della loro Costituzione come importante fattore di garanzia .

In America come in Europa si assiste ad un dibattito che vede schierati i giuristi su due fronti. Da un lato si cerca di giustificare le applicazioni della costituzione come mere interpretazioni (nel senso di Auslegung) del senso effettivo dei suoi articoli, e quanto meno dell'intento originale (Original Intent) dei costituenti . Dall'altro si ammette la compresenza accanto alla costituzione scritta di una Unwritten Constitution creata dagli interpreti, ovvero di un supplement di tradizione orale (scolare o giudiziale) , che si affianca alle norme scritte, e si sconfessano le tesi dell originalist interpretation .

Gli autori che condividono questo secondo attegiamento cercano di mostrare come (in realtà) il textualism guardi sempre al testo con una opportuna nozione di contesto che provvede gli strumenti idonei a giustificare le soluzioni che di fatto i giudici pongono in essere .

A questo problema si affianca anche la questione dell'interpretazione degli statutes , e del rapporto fra tale i. ed il loro controllo di costituzionalità.

E' ben noto infatti che interpretando la costituzione in un modo e la legge in un altro si può giungere ad una dichiarazione di incostituzionalità , che può essere evitata interpretando o la legge o la costituzione in un diverso modo. L'incostituzionalità esisterà quindi in tanto in quanto sussista una certa interpretazione delle norme poste a raffronto. Un grave problema può sorgere quando si sia vincolati ad un certo modo di interpretare la legge, ad es. ad una literal construction, per cui il risultato interpretativo posto in atto può essere superato solo mediante un controllo di costituzionalità di tale legge . Se in virtù del casus omissus una legge pone una discriminazione "ritenuta2 arbitraria dall'interprete, e tuttavia l'interprete non crede di poter variare l'i. della legge, l'unica via lasciata aperta ad una sua correzione, la cui necessità (si badi) dipende unicamente dalle aspirazioni dell'interprete stesso, sarà quella di una sua declaratoria di incostituzionalità in base all' equal protection clause .

Una possibilità di sottrarrsi al controllo di costituzionalità può, allora, essere quella di affidarsi ad una più liberal construction degli statutes. Chi ritenga comunque pericolosa questa strada può inseguire l'idea delle sunset laws, o l'idea di considerare gli statutes come pezzi di common law . In fatto le varie proposte non finiranno tuttavia che essere delle richieste a favore di una maggiore possibilità di intervento sulla materia degli statutes.

Notiamo che è il volersi legare alla strict construction che fa nascere questi problemi. L'interporete si vincola ad una certaprocedura ermeneutica: poi si proclama insoddisfatto, e cerca il modo di aggirarla.

La dottrina americana ha rivolto particolare attenzione all'elemento dell' intenzione del legislatore trattandola da molteplici punti di vista .

La scuola di Legal Process parlava non della ricerca dell' exact intention that there is not, ma della ricerca della general policy espressa nella legge , e che dovrebbe essere ricostruita dall'interprete riflettendo su ciò che si sarebbe potuto ragionevolmente legiferare .

Non è mancato chi ha preferito parlare di functionalist interpretation . Talvolta l'analisi viene rivolta verso l' intended meaning delle parole effettivamente usate nel testo . Altre volte l'analisi dell'intento o scopo si spinge a raffinatezze che si reputerebbero degne dei neo-sistematici europei : Whiterspoon, ad es., distingue ben 22 forme o configurazioni differenti di scopo legislativo che possono venir scoperte in ogni particolare processo legislativo .

D'altronde già la scuole di Legal Process pose l'accento sulla discrepanza esistente tra le enunciazioni sostenute dai giudici in tema di fedeltà alla literal construction, con le effettive applicazioni concrete da essi poste in essere. E giunse così a sostenere come sarebbe più "honest" declamare aprtamente le basi effettive usate in realtà nell'i. piuttosto che mascherarle con un mentitorio richiamo alla fedeltà testuale. Sulla stessa linea si svolsero gli attacchi di Frankfurter al "dishonest literalism" ad opera di Bickell , e si pervenne così ad accentuare e giustificare l'uso dell'interpretazione operata in modo "aggressivo" .

La Giurisprudenza è giunta, sulla scorta di tali indirizzi a riconoscere che le policies contenute in una legge possono venir applicate anche a materie che non rientrino espressamente nelle previsioni formulate dalla legge .

(POMEROY !)

Vi è infine da considerare quel tipo particolare di legislazione che è lo Uniform Commercil Code.

La se, 1-102(1) di tale Codice, ribaltando l'atteggiamento tradizionale dei codici nei confronti dei loro interpreti stabilisce che il Codice "shall be liebrally construed and applied to promote its underlying purposes and policies".

La sez. 1-102(2) stabilisce che "underlying purposes and policies of this Act are : to simplify, clarify, and modernize the Law governing commercial transactions".

Invece di riportare i casi futuri alla previsione (in fatto inesistente) di un onniveggente legislatore , l'official comment di tale sezione stabilisce finalmente in termini espressi : "it is intended to make it possible for the law embodied in this Act to be developped by the Courts in the light of unforseen and new circumstances and practices" .

Invece dei cosnueti limiti all'attività dell'interprete si trova nello UCC un rimando a quella che per ora possiamo chiamare la sua pre - comprensione "However the proper construction of the Act requires that its interpretation and application be limited to its reason" . E lo stesso linguaggio impiegato nelle varie sezioni deve esse "construed strictly or boradly as the case may be".

Nello UCC non si enuncia semplicemente la disposizione di legge, e si cerca poi di limitare l'agire dell'interprete. Si ammette, piuttosto, la sua libertà, ma si circonda il testo di una serie di accorgimenti di tecnica legislativa. Innanzitutto lo short title assume esplicitamente una rilevanza che gli è sempre stata negata dai brocardi romani, ma che spesso ha avuto. La redazione dell'articolo è accompagnata da definitional cross referencesn, che indicano in quali altri articoli compaiono gli stessi termini impiegati in quella disposizione. In tal modo gli stessi compilatori del codice indicano quelle concordanze necessarie per una ricostruzione sistematica del linguaggio del testo che normalmente è lasciata allo sforzo degli interpreti .

Infine l'articolo è sempre accompagnato dalla sua glossa, cioè dall' Official Comment.

Chi volesse ricostruire il dibattito americano in tema di i. deve ammettere di trovarsi di fornte ad una pluralità di atteggiamenti.

Rispetto alla Costituzione il dibattito è influenzato da suggestioni ermeneutiche anche di stampo europeo. Rispetto agli statutes viene proclamata una notevole diffidenza verso i metodi di int. liberal, ma tali metodi sono di fatto utilizzati dalle corti, e ciò viene sempre più riconosciuto dalla dottrina. La redazione e l'impostazione del problema dell'i. di testi quali lo UCC presentano notevoli novità.

D'altronde l'insistenza sull'adernza letterale al testo delle leggi minute e di dettaglio, rispetto ad una più libera interpretazione delle consolidazioni e codificazioni non è certamente in contrasto con la tradizione europea.