CONCLUSIONI : LEGAL PROCESS E INTERPRETAZIONE

Il senso della legge dipende da come si comportano i giudici, i funzionari, i cittadini, i vigili, gli assessori, i professori, i redattori delle riviste ecc. ecc.
Il legislatore è solo uno degli ingranaggi del diritto, che si inserisce in un altro insieme di meccanismi istituzionali che rappresentano il modo in cui il diritto funziona in una determinata società.
La teorica dell'interpretazione è quella che cerca di esprimere a livello di enunciati linguistici il modo in cui tutti questi soggetti del legal process concreto si comportano, a almeno cercano di giustificare e legittimare il proprio comportamento, all'intermo di una determinata tradizione giuridica. Una moderna teoria dell'interpretazione dovrebbe tener conto in modo onesto di questo modo di funzionare del diritto.

Si può infatti mostrare come il modello tradizionale di presentazione della interpretazione sia completamente controfattuale : il legislatore è onnipotente, onniveggente, emette proposizioni dotate di un significato oggettivo, incluse in testi che sono essenzialmente completi.

Senza alcun timore, e con una più giusta aderenza ai fatti, questo quadro dovrebbe essere ricostruito dicendo che :

il legislatore ha solo poteri limitati di controllo e di previsione , egli non è in grado di tener conto di una gran mole di fatti presenti, e non è in grado di divinare il futuro, emette proposizioni che possono ricevere in concreto un significato solo quando sono inserite nel contesto di una data tradizione giuridica, ed emana testi che sono essenzialmente incompleti.

Si potrà così cogliere come il problema della legislazione non sia tanto un problema di applicazione di una determinata conoscenza ad un certo campo di fatti prevedibili e ben circoscrivibile, ma piuttosto come il problema della legislazione, e dell'interpretazione, sia una questione che riguarda l'organizzazione dell'ignoranza essenziale con cui abbiamo a che fare nello sviluppo dlele nostre società, riguardo a campi di fatti, che, non solo non sono perfettamente prevedibili, ma nenache perfettamente circoscrivibili . L'i. , col suo correlato bagaglio di dati taciti, è un necessario correlato della legislazione, date le nostre limitate capacità di preveggenza e di controllo del processo sociale.

Una seconda funzione essensiale dell'i., e che insieme alla prima contribuisce a spiegare quello che è stato chiamato il successo del giurista , consiste , come dicemmo, nel necessario ruolo dello jus dicere, nel senso di trovare un insieme di relazioni più profonde dei dati apparenti che siano in grado di dare origine ad uno schema generale di ordine, onde nuovamente potervi inquadrare le diverse azioni umane, e le varie applicazioni concrete di numerose disposizioni particolari, ovvero le numerose applicazioni delle varie sfaccettature di disposizioni generali. Senza la ricostruzione di un necessario concetto di ordine tra le varie regole, definizioni e principi, non solo la vita sociale diviene più intollerabile, ma anche più sicura, difficile e dispendiosa. Un buon risultato si avrà se in tale processo si possano scoprire regole più profonde e principi più generali dotati di un notevole potere esplicativo rispetto alle varie regole minute di dettaglio.

Come condurre dunque l'interpretazione ? Ma nel modo in cui l'abbiamo sempre condotta : imprestando doctrines che riteniamo ragionevoli a testi autoritativi, in base a stili di argomentazione approvati dalla comunità.

Il fatto è che per un dato enunciato normativo è spesso possibile ricavare più di una regola, e per una data regola sono sempre possibili più giustificazioni, più rappresentazioni, più modelli.

Esistono, per così dire, nei vari sistemi, processi di selezione delle regole e processi di selezione dei modelli in base a cui esse sono giustificate o descritte.

Questi due processi di selezione sono indipendenti.

In due sistemi per varie ragioni economiche o sociali può affermarsi la stessa regola (anche se gli enunciati normativi sono per avventura doversi o regole divere anche se gli enunciati sono identici ), e per le più disparate ragioni, per i più strani accidenti storici possono invece affermarsi due modelli di argomentazione, di descrizione, di giustificazione completamente differenti. ASllo stesso modo un unico modello può affermarsi in più sistemi, anche se (magari per l'intervento di qualche elemento tacito) può essere usato per rappresentare più soluzioni interpretative differenti:

In tale contesto si esprime anche meglio la seguente circostanza storica : la giurisprudenza forense e dottrinale crea il diritto, o scopre il diritto, il casus legis , che non può essere travalicato a meno di uno sconvolgimento del linguaggio comune o del linguaggio tecnico storicamente in auge, è il limite a tale processo di creazione o scoperta del diritto.

Tutto ciò non è nè sovversivo, ne nihilista nè altro: significa solo aver maggiore coscienza del proprio ruolo all'interno del legal process, e di sapere anche che il processo del diritto non è in realtà dominato da nessuna singola componente, ma è il risultato di una congerie di modelli culturali, spesso anche taciti, che trascendono il controllo esplicito di ciascuno di noi.