4) La circolazione di un modello efficiente


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La vicenda giudiziaria che ebbe come oggetto la milza malata, e quindi costituente un unicuum, di Mr. Moore, si presta a diverse considerazioni di comparative and economic analysis of law. Dopo aver visto nel corso della breve indagine comparatistica sviluppata in precedenza come sorgano, de jure condito, nei diversi ordinamenti giuridici, i property rights sul materiale che si separa dal corpo umano, si vedrà adesso quali suggerimenti, de jure condendo, possa offrire l' analisi economica in riferimento al caso emblematico che si è preso in considerazione nel dettaglio. In particolare, partendo dal presupposto (non dimostrato) che siano le soluzioni giuridiche più efficienti quelle destinate a circolare, si cercherà di valutare se la soluzione di questo caso giudiziario sia orientata all' efficiency e se quindi possa costituire un modello potenzialmente esportabile. La prospettiva di indagine prescelta porterà ad analizzare il rapporto tra analisi economica e situazioni di appartenenza, ossia si cercherà di evidenziare in che modo gli interessi economici e sociali influiscano sulla distribuzione (in termini economici allocazione) dei property rights, individuando nel fascio di diritti che costituiscono lo schema proprietario una valida tecnica di gestione dei beni scarsi.

La questione da discutere riguarda appunto il modo in cui si debba procedere al fine di operare una attribuzione dei diritti di appartenenza che risulti essere anche economicamente efficiente. In questo senso gli operatori giuridici devono prendere tre decisioni, logicamente distinte, ma di fatto connesse tra di loro: quale tipo di diritto attribuire e con quali caratteristiche, a chi attribuirlo, quale tipo di protezione giuridica offrire di conseguenza al titolare del diritto.

In primo luogo, come già accennato nel corso dell'indagine, si deve partire dalla constatazione empirica che il materiale umano ha assunto le caratteristiche di un vero e proprio bene, ossia di una cosa capace di arrecare utilità all'uomo, cioè di soddisfare dei bisogni e suscettibile di essere assoggettata al suo potere. Inoltre, essendo il materiale proveniente dal corpo umano scarso rispetto alla domanda (nelle società contemporanee costituisce un vero e proprio universale antropologico il fatto che ovunque vi sia discrepanza tra la domanda e l'offerta di materiale proveniente dal corpo umano), esso può essere considerato un bene economico. Il fatto poi che il medesimo materiale sia oggetto di una determinata tutela giuridica implica che lo stesso costituisca anche un bene giuridico.

Gli studiosi che si sono occupati di economic analysis of law hanno confrontato le diverse regole giuridiche con il concetto di efficienza economica. Seguendo questo orientamento pragmatista-utilitarista orientato all'efficienza le norme vengono prese in considerazione in base ad un calcolo dei costi-benefici che esse comportano. Di conseguenza le questioni che si pongono nell' analisi delle discipline giuridiche vigenti e nella proposta di introduzione di norme giuridiche differenti hanno come oggetto i costi relativi ad una determinata regola ed i benefici che la stessa può apportare.

Presupposto per poter valutare che cosa si intenda per allocazione efficiente di una risorsa scarsa è l'analisi del concetto di efficienza economica. Nella storia del pensiero economico questo concetto è stato variamente interpretato ed utilizzato. Accanto alla efficienza nella produzione di beni, gli economisti hanno anche individuato una efficienza nella fase di scambio di determinate quantità di beni; a questo secondo tipo di efficienza, che riguarda il lavoro in corso, è stato dato il nome di efficienza allocativa. Anche questo particolare concetto di efficienza non è monolitico, poichè gli economisti ne hanno individuati diversi contenuti. Ilprimo criterio di efficienza allocativa che verrà preso in considerazione è quello paretiano. Il cirterio di efficienza paretiana è poi stato suddiviso in due ulteriori accezioni. Secondo il cirterio di ottimalità paretiana una dterminata allcoazione delle risorse X è efficiente, o ottimale, quando ogni ulteriore riallocazione delle risorse, Y, avrà come conseguenza che: a) almeno un individuo disponga di un insieme di risorse più ampio e più preferibile dell'insieme di risorse di cui disponeva nella situazione X; b) almeno un altro individuo disponga di un insieme di risorse meno ampio e meno preferibile dell'insieme di quello di cui disponeva nella situazione X. In altri termini non esiste nessun'altra allocazione che consenta di aumentare l'utilità di un individuo senza diminuire quella di qualcun altro. Invece secondo il criterio di superiorità paretiana una determinata allocazione delle risorse X è efficiente quando non risulta possibile passare ad una allocazione diversa, Y, tale per cui: a) almeno individuo disponga di un insieme di risorse più ampio e più preferibile dell'insieme di risorse di cui disponeva nella situazione X; b) nessun altro individuo disponga di un insieme di risorse meno ampio e meno preferibile di quello di cui disponeva nella situazione X. Ossia se almeno un individuo si trovi nella riallocazione in una situazione better off e nessun altro in una situazione worse off . Un secondo cirterio di efficienza, sorto parallelamente al nacscere della c.d. economia del benessere, è quello che venne individuato dagli economisti N. Kaldor e J. Hicks. Anche del criterio di efficienza Kaldor-Hicks sono state proposte due versioni. Secondo la versione forte un'allocazione dei beni X è più efficiente di una diversa allocazione dei beni Y se, ma solo se, passando da X a Y: a) alcuni individui dispongano di un insieme di beni più ampio e più preferibile dell'insieme di beni di cui disponevano in X; b) altri individui dispongano di un insieme di beni meno ampio e meno preferibile dell'insieme di beni di cui disponevano in X; c) coloro che beneficiano del mutamento siano in grado di risarcire i danni a coloro che subiscono una perdita e rimangano pur sempre in codizioni migliori delle precedenti. Quindi, ogni volta che una regola giuridica si domostra inadeguata a raggiungere una situazione di efficienza, ogni volta cioè che un cambiamento delle regole può recare agli avvantaggiati un beneficio maggiore rispetto al costo arrecato agli svantaggiati, allora tale regola giuridica può essere criticata. Invece secondo la versione debole del criterio di efficienza di Kaldor-Hicks, un'allocazione di beni X risulta essere più efficiente di una diversa allocazione di beni Y se, ma solo se, passando da Y a X: a) alcuni individui dispongano di un insieme di beni più ampio e preferibile rispetto all'insieme di beni di cui disponevano in Y; b) altri individui dispongano di un insieme di beni meno ampio e meno preferibile dell'insieme di beni di cui disponevano in Y; c) coloro che beneficiano del mutamento siano in grado di risarcire i danneggiati e rimangano quantomeno nelle condizioni precedenti. Per chi adotti la versione forte del criterio di efficienza di Kaldor-Hicks un mutamento nell' allocazione dei beni, per essere efficiente, non deve avere come conseguenza una mera redistribuzione dei beni tra i membri di una certa società, ma deve comportare piuttosto un'espansione dei beni complessivamente disponibili in quella società. Per contro, chi adotta la versione debole del criterio di efficienza di Kaldor-Hicks, ritiene siano giustificabili soltanto quei mutamenti nell'allocazione dei beni in cui i beneficiari traggano benefici uguali o inferiori ai costi sopportati dai danneggiati1.

Infine si cercherà di analizzare la distribuzione dei property rights decisa dai giudici del caso Moore tenendo presente il teorema dell'impossibilità di K. Arrow2, ripreso poi, in una versione parzialmente diversa, da A. Sen3. Arrow individua una serie di criteri che dovrebbero essere seguiti nei processi decisionali, affinchè questi rispettino le preferenze dei singoli individui; arriva però alla conclusione che sia impossibile individuare una regola operazionale in grado di soddisfarli tutti nello stesso tempo. Al fine dell'indagine in corso il teorema di Arrow può essere utilizzato per argomentare l' impossibilità di una distribuzione di property rights ex ante razionale, ossia che sia in grado di soddisfare le preferenze di tutti gli individui.




Note

1CHIASSONI P., Law and Economics, TORINO, 1992, p. 243

2ARROW K. Social Choice and Individual Values, NEW YORK, 1951

3SEN A.K., The Impossibility of a Paretian Liberal, JPE, 78, 1970, p. 152-157