Secondo la lettera d) delle "norme preliminari e generali " del codice di autodisciplina pubblicitaria "gli organismi aderenti si impegnano a far sì che ciascun soggetto ad essi associato inserisca nei propri contratti una speciale clausola di accettazione del Codice" .
Il primo intervento dell'autorità giudiziaria ordinaria nell'ordinamento della Autodisciplina è dovuto al Tribunale di Milano che, con sentenza 22/1/76 (confermata in appello con sentenza del febbraio 1979), ha affrontato il problema individuando la natura derivata del sistema e ricordando la necessità di distinguere la sua efficacia "interna"- valida nei confronti degli associati- da quella "esterna" - operante nei confronti dei terzi che abbiano sottoscritto la clausola di accettazione - : in sostanza si tratta dello "strumento negoziale escogitato per assoggettare all'(allora) Codice di Lealtà Pubblicitaria gli utenti della pubblicità non associati all'U.P.A.".(Trib. Milano 22.1.76.).
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