Le sanzioni previste dal CAP sono, riassuntivamente, le seguenti:
a) in primo luogo va menzionata l'inibitoria<, cioè l'ordine di cessare la pubblicazione e la diffusione degli annunci pubblicitari in contrasto con le norme "sostanziali" del CAP. Questa sanzione, pur non presupponendo a rigore l'attualità della violazione, richiede l'esistenza almeno di un pericolo di ripetizione della pubblicità . Si ricorda che l'inibitoria può essere applicata dal Giurì al termine di un procedimento "ordinario" (art.38) oppure dal Presidente del Comitato di Controllo, quando "la pubblicità presa in esame appare manifestamente contraria a una o più norme del Codice" (art.39).
L'entità di questa sanzione va valutata almeno sotto tre diversi aspetti : il valore morale della "condanna", il danno economico derivante dalla mancata utilizzazione di una campagna pubblicitaria la cui preparazione composta costi molto elevati e il grave danno inferto all'attività commerciale dell'utente (si pensi, esemplificativamente, al caso tutt'altro che infrequente di prodotti "stagionali");
b) in secondo luogo viene in considerazione la pubblicazione della decisione "nei modi e sugli organi di informazione ritenuto opportuni" (art.40, secondo comma) . Questa sanzione, che è prevista per i casi più gravi di violazione delle norme di autodisciplina, si distingue dalla pubblicazione (pure prevista dall'art. 40, primo comma) delle massime di tutte le decisioni sul notiziario dello IAP ; in quest'ultimo caso, benchè siano riportati i nomi delle parti, non ci si trova di fronte ad altro che ad una mera documentazione dell'attività del Giurì, priva di intenti o di effetti afflittivi ;
c) la terza sanzione prevista dal CAP è poi lapubblicazione dell'accertamento, da parte del Giurì, dell'inosservanza delle sue decisioni (art. 42) e cioè, evidentemente di quelle relative all'inibitoria, che è l'unica pronuncia del Giurì che imponga obblighi e che pertanto richieda la "collaborazione" del soggetto cui è indirizzata.
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