Per la giurisprudenza del Giurì si veda la decisione 24 novembre 1966, ove si legge che l'Autodisciplina "si svolge sul piano di quella deontologia etica che con il Codice di Lealtà si è voluto instaurare e tutelare, e che però non coincide con quello sul quale operano le norme del diritto positivo"e la decisione del 10 novembre 1970, secondo cui "le vertenza sottoposte al Giurì, in quanto da esaminarsi su un piano etico e metagiuridico, non sono suscettibili di intaccare le valutazioni stretta mente giuridiche. Si tratta qui, di una regolamentazione sul piano pregiuridico tra un gruppo di associati, che affonda le sue radici in valutazioni di carattere etico-sociale riguardanti principi morali e non ancora norme di carattere giuridico".
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