AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA COME ORDINAMENTO DERIVATO

La legittimità dell'ordinamento autodisciplinare è, quindi, una conseguenza della sua derivazione da quello statuale con il quale si coordina sempre e soltanto in funzione del riconoscimento dell'autonomia privata della quale è espressione.Dell'ordinamento generale l'autodisciplina pubblicitaria presuppone l'esistenza, e la presuppone non soltanto di fatto, ma di diritto.
Nella formulazione delle proprie norme l'autodisciplina fa largo uso di rinvii materiali, espliciti o impliciti, a concetti e istituti dell'ordinamento generale, che vengono dunque presupposti e recepiti : si pensi ai riferimenti ai segni distintivi , come il marchio o il nome, si pensi ai riferimenti a contratti o forniture e a determinate categorie merceologiche. Ed è poi innegabile che i sistemi di autodisciplina vengano permeati da una sorta di richiamo tacito, ma non perciò meno vincolante, ai valori fondamentali e ai principi ispiratori dell'ordinamento giuridico rispetto al quale svolgono la loro funzione complementare, e dal quale vanno tratti gli elementi per risolvere i problemi, anche di ordine processuale, che non trovino nell'autodisciplina una puntuale fonte di chiarimento . Per essere lecita e compatibile con le leggi generali e con i fini dell'ordinamento giuridico nazionale, l'autodisciplina pubblicitaria non deve contenere né norme positive (di comando o permissive) né norme positive che contrastino con norme imperative negative o, rispettivamente, positive dell'ordinamento generale.
Occorre ancora dire che, in quanto nascente da atti negoziali di accordo dell'autonomia privata, rilevanti e leciti per il diritto statuale, gli ordinamenti di autodisciplina si configurano come derivanti dai singoli, rispettivi ordinamenti nazionali. E' tale derivazione che fornisce loro validità alle stregua della legge e ne assicura l'indipendenza e l'operatività, consentendo che gli effetti possano essere riconosciuti dagli ordinamenti nazionali.
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