LA PUBBLICITA' RIVOLTA AI MINORI

Anche nel caso dei prodotti per i bambini l'autodisciplina ha introdotto una serie di norme volte a tutelare non solo i diretti interessati, che a seguito di messaggi non veritieri o parziali potrebbero essere soggetti a illusioni e pericoli, ma anche gli stessi genitori, che potrebbero essere indotti dalla pubblicità, all'acquisto di oggetti che in realtà non servono o non hanno le proprietà decantate.
L'art.11 del CAP stabilisce che tutti i messaggi che si rivolgono ai bambini e agli adolescenti o che possono essere da loro ricevuti, "non devono contenere nulla che possa danneggiarli psichicamente, moralmente o fisicamente e non devono inoltre abusare della loro naturale credulità o mancanza di esperienza, o del loro senso di lealtà". L'autodisciplina, considerata la facile persuasione e l'ingenuità del fanciullo, ha inteso cautelarlo nel maggior modo possibile, considerando tutti i possibili effetti che un messaggio pubblicitario può esercitare. Quest'ultimo, infatti, non deve contenere parole o raffigurazioni di bambini che chiedono con insistenza il prodotto e non deve in alcun modo indurlo a ritenersi inferiore agli altri o sfortunato a seguito del suo mancato possesso.
Il CAP italiano si occupa anche del prezzo dei giocattoli; l'art.28-bis del CAP afferma, infatti, che : "in ogni caso, la pubblicità non deve minimizzare il prezzo del prodotto o far credere che il suo acquisto sia normalmente compatibile con qualsiasi bilancio familiare".
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