"Non costituisce attività pericolosa la cura medica implicante risoluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà e quindi nel caso che ne derivi un danno al paziente non si versa in una ipotesi di responsabilità oggettiva, poichè non ricorre in tale attività lo scopo di lucro (cuius commoda eius et incommoda), che è la ratio della particolare responsabilità prevista dall'articolo 2050, del codice civile. Il medico, riguardo alle operazioni implicanti la soluzione di problemi di speciale difficoltà risponde per i danni sofferti dal paziente solo in caso di dolo e colpa grave" (App. Firenze 20/3/1964 Dir e Prat. Ass. 1988, p.201).
"L'articolo 2050 del codice civile, concernente genericamente le attività pericolose non si applica a quelle per le quali il legislatore ha provveduto specificatamente, sicché l'attività, che formi oggetto della prestazione dovuta dal professionista al proprio cliente, ricade esclusivamente nell'ambito dell'articolo 2236 del codice civile, cui è estranea ogni presunzione di colpa" (Cass. 28/9/1968 Dir e Prat. Ass. 1988, p.208, conforme: Cass. 28/9/1968 Dir e Prat. Ass. 1988, p.221).
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