Il consenso e il bene protetto
La circostanza che il contratto sia per una ragione o per l'altra invalido non implica di per sč che egualmente invalido sia anche il consenso; o d'altro canto puņ anche essere dato consenso ad un trattamento medico senza che per forza si abbia un rapporto contrattuale fra paziente e professionista.
Il primo passo, per poter dare una rilevanza giuridica al consenso, al di fuori dall'area contrattuale, č trovare il bene giuridico, che il paziente protegge, concedendo o meno l'autorizzazione alla cura.
Parte della dottrina vede l'intervento medico arbitrario come lesione della personalitą sotto l'aspetto della libertą di decisione. Un'altra corrente dottrinale enuclea nel diritto alla salute l'interesse protetto, con la conseguenza di far discendere l'antigiuridicitą del trattamento medico arbitrario dall'esito infausto dello stesso. Queste due linee interpretative appaiono dunque parziali ed egualmente criticabili per le conseguenze, che necessariamente comporterebbero: mancata risarcibilitą del danno biologico in un caso, mancata risarcibilitą dei danni morali e anche di quelli biologici, in caso di trattamento conforme alle leges artis, nell'altro. L'unica tesi, che tutela pienamente il paziente, č quella, che vede qualsiasi intervento come una lesione in sč, la cui liceitą č affidata alla presenza del consenso del paziente.L'area dei danni risarcibili varia poi a seconda dell'esito con cui si conclude il trattamento arbitrario.
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