Al riguardo la Cassazione: "In tema di responsabilità del medico, connessa all'esecuzione di un intervento chirurgico, l'accertamento del consenso del paziente, essenziale per la liceità di un intervento operatorio, postula la precisa distinzione fra intervento di chirurgia estetica ed intervento operatorio a fini funzionali, al fine di stabilire se l'operazione in concreto eseguita sia diretta all'uno o all'altro tipo di intervento, conformemente alla richiesta dell'interessato, e se, nell'uno o nell'altro caso, quest'ultimo vi abbia acconsentito dopo essere stato opportunamente informato dal chirurgo della effettiva portata dell'intervento, in relazione alla sua gravità, agli effetti conseguibili, alle inevitabili difficoltà, alle eventuali complicazioni ed ai prevedibili rischi coinvolgenti probabilità di esito infausto, così da poter decidere tra l'opportunità di procedere all'intervento, stante la ragionevole aspettativa di successo e la necessità di ometterlo, in mancanza di prevedibili vantaggi, esclusi in ogni caso dalla certezza di esiti infausti permanenti" (Cass. 12/6/1982 Mass. Foro it. 1982, 754).
Più recentemente: "Nel contratto di prestazione d'opera intellettuale, il dovere di informazione gravante sul professionista -la cui violazione è fonte di responsabilità contrattuale e del conseguente obbligo al risarcimento del danno commisurato all'interesse cosiddetto positivo- investe non solo le potenziali cause di invalidità o di inefficacia della prestazione professionale, ma anche le ragioni, che rendano inutile, in rapporto al risultato (ancorché non espressamente dedotto in contratto) sperato dal cliente, o addirittura dannoso -in particolare nel rapporto fra paziente e chirurgo praticante la chirurgia estetica- detto rapporto non è limitato -come nel rapporto fra paziente e terapeuta in genere- alla prospettazione dei possibili rischi, ma concerne anche la conseguibilità o meno del miglioramento estetico perseguito dal paziente in rapporto alle esigenze della sua vita professionale e di relazione" (Cass. 8/8/1985 Foro it. 1986, I, 1, 121).
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