"La responsabilità del medico per aver praticato un intervento chirurgico, senza la preventiva doverosa informazione del paziente sui possibili rischi ed effetti dell'intervento medesimo, non configura un'ipotesi di responsabilità precontrattuale. Invero, la prestazione professionale del chirurgo cui il paziente si affidi per il superamento di una determinata affezione o quadro patologico, comporta sempre e necessariamente (anche nel caso che il paziente sia stato inviato al chirurgo da un medico generic o) un'attività preliminare di diagnosi al fine di stabilire l'opportunità o meno dell'intervento; ne consegue che l'indicato dovere di informazione, diretto ad ottenere un consapevole consenso del cliente, interviene dopo che, con l'attività diagnostica, è già iniziata l'esecuzione del contratto d'opera professionale e quindi ha natura contrattuale, così come contrattuale è la responsabilità derivata dal suo mancato assolvimento" (Cass.2/3/1976).
Sempre alla responsabilità contrattuale ci si richiama co n un'altra sentenza dell' 8/8/1985: "Nel contratto di prestazione d'opera intellettuale, il dovere d'informazione gravante sul professionista -la cui violazione è fonte di responsabilità contrattuale e conseguente obbligo di risarcimento del danno, commisurato all'interesse cosiddetto positivo- investe non solo le potenziali cause di invalidità o di inefficacia della prestazione professionale; ma ben anche le ragioni, che rendono inutile o addirittura dannosa la prestazione, che la controparte si attende" (Cass.8/8/1985, Resp. Civ. e Prev. 1986,45).
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