La concezione esposta indica però nel diritto della personalità il solo valore offeso nel caso di intervento arbitrario; parte cioè dalla premessa che l'obbligo del medico a non prestare le cure senza l'assenso del malato si giustifichi unicamente con l'esigenza di salvaguardare la libertà di decisione. Dunque nel caso di esito infausto al paziente andrebbero riconosciuti solo i danni morali da lui sofferti per essersi visto precludere l'esercizio di un fondamentale diritto di libertà.
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