Il contenuto della proposta

"Le scelte fondamentali della presente proposta sono state le seguenti:

a) Il titolo XII del libro primo del codice civile ("Dell'infermità di mente, della interdizione e della inabilitazione") viene modificato in quello : "Delle misure di protezione dei maggiorenni disabili". Il titolo poi si presenta diviso in tre capi distinti. Il primo capo s'intitola "Dell'amministrazione di sostegno", e comprende gli artt. 403 al 413 (ossia gli articoli lasciati liberi dalle modifiche dell'adozione, disposte dal legislatore del 1983).

Il secondo capo s'intitola "Della interdizione e della inabilitazione", e continua ad abbracciare gli artt. Dal 414 al 432, parzialmente modificati: perde però l'art. 428, che viene abrogato e lasciato vuoto. Il terzo capo s'intitola "Dell'incapacità di intendere o di volere", e comprende un solo articolo, il 432 bis, nel quale viene trasfuso (con modifiche) il testo dell'attuale art. 428.

b) La filosofia della riforma è perciò in breve la seguente. Vi è un nuovo istituto (l'"amministrazione di sostegno") che si pone come modello generale dei problemi civilistico/patrimoniali della grande maggioranza delle persone disabili : infermi di mente innanzitutto, ma anche anziani, portatori de handicap fisici, alcolisti, lungodegenti, carcerati, internati in manicomio giudiziario, tossicodipendenti, e in generale chiunque abbia "bisogno di essere protetto nel compimento degli atti della vita civile" (art. 12, 1° comma, della bozza). Vi è poi il vecchio apparato di risposte (interdizione e inabilitazione) riservato agli infermi di mente, ma anche per essi viene degradato a paradigma residuale, da utilizzarsi soltanto nelle situazioni più sfortunate e disperate. Infine vi è il terzo strumento che protegge occasionalmente e solo reattivamente, l'incapace di intendere e di volere in quanto tale, ossia colui nei cui confronti non è emessa previamente nessuna sentenza di interdizione o di inabilitazione.

L'"amministrazione di sostegno" riduce o attenua la capacità del "beneficiario" solo in relazione ad alcuni atti, quelli stabiliti volta a volta dal giudice : per tutto il resto il disabile conserva intatta la sua capacità, e il regime è quindi compatibile sia con la disciplina dell'incapacità naturale, sia con gli istituti della rappresentanza volontaria. E' invece sempre incompatibile con l'interdizione e con l'inabilitazione.

c) L'istituto dell'interdizione, non viene bandito dal codice civile, ma solamente ammorbidito in alcuni fra i dettagli più anacronistici della sua disciplina. Si è ritenuto in definitiva che, per le situazioni di particolare gravità e di sicura irrecuperabilità, fosse pur sempre opportuno mantenere la possibilità del ricorso a uno strumento costruito intorno all'idea di una supplenza generale del malato di mente.

d) L'istituto dell'inabilitazione non viene neppur esso eliminato dal codice civile, e - a differenza dell'interdizione - non è fatto oggetto di ritocchi significativi. E' possibile che la sua conservazione sia di qualche utilità pratica, anche se il costume potrebbe dimostrare il contrario. La sensazione è per la verità quella di un mezzo sostanzialmente innocuo, la cui abolizione non recherebbe vantaggi particolari, salvo quelli della potatura di un ramo ormai rinsecchito. Va tenuto presente, ad ogni modo, come l'introduzione del nuovo regime di "amministrazione di sostegno" sia destinata a diminuire ulteriormente le occasioni e le ragioni pratiche che, in passato, potevano giustificare un ricorso all'inabilitazione. Lo spazio di futura applicazione non sembra andare oltre la figura della prodigalità.

e) La disciplina negoziale dell'incapacità di intendere e volere viene in larga misura incardinata, per quanto concerne i profili dell'azione e dell'eccezione di annullamento, intorno all'idea del "grave pregiudizio" quale condizione necessaria e sufficiente per l'invalidabilità degli atti, o per un legittimo rifiuto dell'adempimento. Finalità della modifica sono quelle di aumentare i margini di sicurezza per i terzi, e di ridurre al minimo il cosiddetto "effetto ingessamento".



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