La struttura dell'istituto

Sul piano dei contenuti, la bozza di riforma raggiunge dunque tre risultati importanti: elimina la dicotomia capacità di agire/incapacità assoluta attraverso l'introduzione del nuovo istituto Amministrazione di sostegno, riconosce, a vari livelli, il principio di autonomia dell'incapace nella realizzazione della contrattualità minima o quotidiana, amplia la prospettiva funzionale tradizionalmente propria degli istituti di protezione giuridica disegnando una grande categoria di soggetti disabili.

Nella sostanza la struttura è la seguente: la bozza prevede una prima fascia di atti nell'ambito della quale il soggetto è riconosciuto pienamente capace di esercitare i propri diritti; nella specie, di porre in essere tutti gli atti di carattere personale e gran parte di quelli a carattere patrimoniale fra cui segnatamente, gli atti necessari a soddisfare i bisogni della vita quotidiana.

Vi è poi una seconda categoria di atti, definita caso per caso dal giudice tutelare con decreto, in cui i poteri del disabile subiscono una limitazione. Questa limitazione può essere più intensa, il che accade quando il giudice stabilisce che determinati atti debbano essere compiuti dall'amministratore in nome e per conto del disabile secondo il modello della tutela, più lieve quando tali atti sono compiuti dal disabile con l'assistenza dell'amministratore secondo lo schema della curatela.



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