Le colpe processuali e il valore dei precedenti


Copiosa in questi anni l'attivitā delle Corti in tema di responsabilitā risarcitoria per fatti e comportamenti processuali della parte.
Innanzitutto la S.C. (1 febbraio 1993, n.1212, Foro it., 1993, I, 2547) ha stabilito una clausola di chiusura affermando che la normativa dettata dal codice di rito esaurisce tutte le ipotesi di responsabilitā processuale.
In particolare la S.C. č stata poco tenera con gli espedienti dilatori. Ad es. (Cass. 23 giugno 1993, n. 6957, Giust. civ. Mass.) ha ritenuto la sussistenza della responsabilitā per la proposizione di un regolamento di giurisdizione in un contenzioso concernente le elezioni aministrative col quale si disconosceva la spettanza della controversia alla giurisdizione amministrativa. La S.C. ha affermato , con linguaggio giacobino, che il cittadino elettore č titolare di un diritto soggettivo al danno prodotto da tale ritardo. Danno non bisognevole di specifica dimostrazione in quanto desumibile da nozioni di comune esperienza.
In questo modo la S.C. rafforza l'autoritā dei preceenti giurisprudenziali, infatti in ....[pm1]..(Cass. 30 ottobre 1992, n. 11848, Giust. civ. 1993, I,2, 2189) ha affermato che la proposizione di un regolamento di giurisdizione senza il riscontro preventivo dell'erroneitā della propria tesi "alla stregua della disciplina positiva e della giurisprudenza" costituisce un difetto di diligenza ed un indice rivelatore di un uso distorto del regolamento a fini meramente dilatori. Si trattava nel caso di un ricorso diretto ad ottenere la declaratoria del difetto della giurisdizione ordinaria sulla domanda, proposta da un commissario liquidatore, di accertamento dello stato di insolvenza di impresa esclusa dal fallimento perchč soggetta al regime della liquidazione coatta amministrativa.
Per quanto attiene alla quantificazione del danno si č deciso che quando si č in presenza di una consolidata giurisprudenza che escluda la proponibilitā dell'atto compiuto da controparte (nella specie ricorso per cassazione contro un provvedimento meramente ordinatorio) il danneggiato non deve dedurre e dimostrare uno specifico danno per il ritardo provocato dall'impugnazione inammissibile, potendo la corte desumere detto danno da nozioni di comune esperienza (Cass. 1 luglio 1992, n. 8085, Giur. it., 1993, I, 1, 323).
Si ricava quindi che la proposizione di un ricorso contrario ai preceenti consolidati della giurisprudenza č actionable per se.
Infine in Tribunale di Trieste (7 dicembre 1991, Giur. it., 1991, I, 2, 316) ha ribadito che l'addurre a fondamento di un'azione esecutiva un titolo formato nei confronti di un terzo e pignorare i beni di un soggetto estraneo al rapporto obbligatorio č fonte di responsabilitā aggravata.