Il danno come elemento della fattispecie e l'onore degli Stati


In tema di danno si segnala l'importante monografia di C.ROSSELLO, Il danno evitabile, Padova, 1990.
Si sono occupati del danno all'ambiente :T.BALLARINO, Azioni di diritto privato per il risarcimento di danni da inquinamento transfrontaliero, in Riv.dir.int., 1990, 849; M.FRANZONI,il danno all'ambiente, in Contr. e impr., 1992, 1015 ; B.CAVALLO,Il danno ambientale nel sistema tedesco di responsabilità civile, in Contr. e Impr., 1992, 1032.
Si è dedicato al danno informatico G.FINOCCHIARO, Il danno informatico, Contr. e Imp., 1992, 325.
Proprio in tema di danno ambientale si è avuta la pronuncia resa nel caso Mattuizzi (Cass. pen. 11 gennaio 1988, Riv. Pen. 1989, 515) costruita in termini espliciti di politica del diritto.
La S.C. ha affermato che nella materia ambientale una prova completa e minuziosa del danno è obbiettivamente impossibile. Infatti alcuni effetti pregiudizievoli, pur costituendo un pregiudizio certo, si evidenziano col tempo e sono di difficilissima dimostrazione. La Corte aveva in considerazione l'immagine turistica del comune interessato. Tuttavia secondo la S.C. "chi inquina non può avvantaggiarsi delle difficoltà di quantificazione del danno ambientale", di conseguenza "eventuali incertezze probatorie" potranno essere considerate dal giudice "con equo apprezzamento". Nel caso di specie si trattava dell'inquinamento delle falde idriche del comune di Godega Sant'Ubaldo di Treviso, a causa degli scarichi di una industria di vernici,collanti e diluenti.
Per quanto attiene al danno come elemento della fattispecie Le Sezioni Unite in Soc. Petroleo Brasiliero c. Soc. Planto (Cass. SU 30 maggio 1989, n. 2629, Foro pad. 1991, I, 447) non hanno potuto che ripetere che l'obbligazione extracontrattuale sorge nel luogo in cui si è verificato il danno ingiusto, ossia in cui si realizza l'ultimo elemento della fattispecie, ossia il danno.
In Madeo c. Mingrone (Cass. 2 agosto 1990, n. 7747, Foro it. Mass.) si è pure ribadito (a proposito dell'art. 872 c.c.) che l'onere della prova dell'effettiva sussistenza del danno inerisce esclusivamente al diritto al risarcimento, mentre se si agisce per la riduzione in pristino (si trattava di un caso di danno subito per effetto della trasgressione di norme edilizie) è sufficiente allegare il solo fatto della violazione, indipendentemente dall' effettiva sussistenza del danno.
In tema di danni morali è giunto in Cassazione il caso Racing Pictures c. Repubblica Islamica dell' Iran (Cass. 5 dicembre 1992, n. 12951, Corr. giur. 1993, 584 nota ZENO ZENCOVICH; Dir. inf. e inf., 1993, 373; Giust. civ., 1993, I, 2156; Foro it. 1994, I, 561) già ampiamente commentato nella passata sintesi quand'era in appello. La S.C. ha confermato che anche gli enti personificati possono subire un pregiudizio non patrimoniale.
Anzi a tal proposito in .... (Cass. 10 luglio 1991, n. 7642, Giust.civ. 1992,I,2481; Resp.civ.prev. 1992, 89; Giur.it. 1992, I, 1, 96) si è affermato che il risarcimento del danno non patrimoniale a favore dello Stato è configurabile anche in relazione al delitto di corruzione. Quest'ultimo infatti non è assorbente della sanzione civile , che una funzione corrispettiva e riparatoria e che trova la propria ragione d'essere in un diritto proprio - prestigio dell'amministrazione - dello Stato-persona. Viceversa la sanzione penale avrebbe una funzione espiativa e rieducativa e sarebbe risalente ad un bene-valore - sempre il prestigio dell'amministrazione - della collettività. Per la S.C. la Persona Giuridica è titolare di diritti non patrimoniali all'onore , alla reputazione e all'identità personale, e pertanto può subire un pregiudizio non patrimoniale dalla correlativa aggressione, e quindi agire per il ristoro del danno morale.
In tema di danno morale si veda la voce di FRANZONI, Danno morale, Contr. e Impr., 1990, 307.