Le colpe vicarie e le colpe pubbliche


In generale cfr. FRANZONI, La responsabilità oggettiva, Padova, 1989.
Non molto rilevanti le novità stabilite dalle corti.
In tema di responsabilità dei genitori si è deciso in Quero c. Bartucci (Trib. Monza 17.12.1991) che non può ravvisarsi un elemento di prova, ai fini della prova liberatoria richiesta dal 2048, nei giudizi scolastici. Ciò in quanto il minore , a detta della corte, si comporta diversamente quando si sottrae al controllo dell'insegnante "ed al timore che questi ancora incute su un alunno di scuola elementare". In tal modo i genitori, o chi per essi, non possono attingere a tutte le prove sull'educazione dei loro figli che sarebbero fornite dal luogo istituzionalmente delegato a fornirgliela : la scuola, giacchè il comportamento del minore sarebbe falsato dal timore del maestro.
In Falcida c. Banca prov. Lombarda (Trib. Milano 4 giugno 1990, Giur. merito 1992, 54) si è decisa una fattispecie di responsabilità della Banca per furto avvenuto nelle Cassette di sicurezza con la complicità della guardia giurata. Il Tribunale ha ritenuto che l'Istituto di vigilanza sia contrattualmente responsabile nei confronti della Banca, ed in via estracontrattuale nei confronti del titolare della cassetta. Inolte il Tribunale ha deciso che va dichiarata la nullità ex art 1229 della clausola di limitazione della responsabilità dell'Istituto per fatto dei propri dipendenti.
Notevole invece la mole di scritti e decisioni dedicate alla Pubblica Amministrazione.
Spiccano in letteratura CARANTA, La resp. extracontrattuale della p.a., Milano, 1993, e G.BRONZETTI, La resp. nella pubblica amministrazione, Padova, 1991.
Importante il caso Letica c. Min. Tesoro (Cass. 24 maggio 1991, n. 5883, Foro it., 1992, I, 453; Giur. it., 1992, I,1, 1553; Resp.civ.prev., 1992, 247 nota CARANTA).
In esso la Corte Suprema ha stabilito che la colpa della P.A. è in re ipsa nella violazione della norma consapevolmente operata con l'emanazione o con l'esecuzione dell'atto amministrativo illegittimo. In questo modo come ha suggerito Caranta la faute de service ha conquistato la Cassazione.
Sempre in tema di colpa la S.C. ha ribadito che la P.A. è soggetta al principio generale di diligenza del 2043 oltre che ai doveri imposti da specifiche norme in Assessorato agr. Sicilia c. Sapienza (Cass. 12 agosto 1992, n. 9550, Foro it. mass.)
Si trattava di un incendio originatosi lungo le sponde di un corso d'acqua negligentemente tenute in stato d'abbandono, con conseguente incremento di sterpaglie atte a favorire la combustione.
In tema di interpretazione della legge in riferimento ad un atto illegittimo la S.C. ha pure ribadito in Banque de Geneve SA c. Presidenza del Consiglio (Cass. 1 dicembre 1992, n. 12839) che l'errore è scusabile solo se determinato da obbiettiva oscurità del testo, che può essere provata da "persistenti contrasti ermeneutici".
In Altissimo c. Ruffoli (Cass. S.U. 2 giugno 1992, n. 6667, Resp. civ. prev., 1993, 576) le Sezioni Unite hanno affermato che la responsabilità giuridica dei ministri, relativa alle conseguenze dei oro comportamenti, non diverge "sostanzialmente" da quella di qualsiasi altro cittadino investito di pubbliche funzioni, e può sussistere anche (ai sensi dell'art. 28 cost.) nei confronti di coloro che sono stati lesi dalla condotta ministeriale. Una decisione "giacobina" ma corretta. Indicativa era la mentalità del ministro che riteneva di non essere sottoposto alle stesse responsabilità degli altri "cittadini" della repubblica.
Per quanto riguarda varie fattispecie concrete la responsbailità della P.A. è stata proclamata per la rovinosa caduta di una persona causata da una sconnessione delle piastre di rivestimento della superficie di un marciapiede. Infatti l'onere di diligenza su di essa gravante coinvolge l'esigenza primaria di tutelare l'incolumità personale dei cittadini. Tale onere deve essere particolarmente rigoroso, venendo in rilievo non solo la colpa grave, ma anche quella lieve (Trib. Massa 27 luglio 1993, Arch. giur. circol. e sinistri, 1993, 1067).
Viceversa in tema di insidia e trabocchetti, nel caso di una vettura precipitata in un burrone anche a causa di un guard-rail mal tenuto si è detto che la responsabilità per insidia è ravvisabile solo in situazioni che escludono ogni colpa concorrente del danneggiato (Trib. La Spezia, 4 gennaio 1993, Arch. giur. circol. e sin. 1993, 333).
Talvolta la giurisprudenza adotta queste soluzioni che escludono in determinati ambiti (ad es. seduzione, responsabilità precontrattuale, cfr. la passata Sintesi del 1986) la regola del concorso di colpa.
Tali soluzioni sono epifanie del principio antecedente della contributory negligence per cui un qualsiasi grado di colpa del danneggiato esclude in toto la responsabilità altrui. Manca ancora uno studio che spieghi il perchè di queste epifanie, certaente contrarie ai principi generali della responsbailità.
Nel caso di una "sbandata" provocata da una lastra di ghiaccio è stata invece proclamata la responsbailità della P.A. (Pret. Spoleto 8 febbraio 1992, Arch.giur. circol. e sin. 1992, 1019). Anche se la lastra non derivava da una precedente nevicata ma dal repentino raffreddamento di una superficie soltanto umida, dovendosi ritenere questa lastra - non segnalata e nei cui confronti nessun rimedio era stato adottato - una vera e propria "insidia".
In caso di morte in carcere di un detenuto in attesa di giudizio ucciso dai compagni naturalmente si è ritenuta la responsabilità ex artt. 2049 c.c., e 28 cost. del Ministero di Grazia e Giustizia nel caso in cui la vigilanza sui reclusi si sia rivelata insufficiente. Il chè in caso di uccisione dovrebbe essere ravvisabile in re ipsa. Il Ministero è stato condannato al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale sofferto dai congiunti (Trib. Firenze 4 giugno 1992, Resp. civ. e prev., 1992, 609). Lo stesso dovrebbe,allora, avvenire anche in caso di lesioni del diritto alla salute dovute a contagio di malattie perpetrato dai compagni di cella.
La responsabilità della P.A. , nei confronti dei suoi dipendenti, è stata ritenuta anche per il non aver predisposto "scale doppie" di adeguata altezza. A cagione di ciò un dipendente tenuto a sistemare fascicoli negli scaffali dell'archivio era caduto. ( T.A.R. Lazio, 4 dicembre 1991, n. 2150, Foro amm., 2378).
Infine è responsabile il sindaco che autorizzi una attività di accensione di fuochi d'artificio se qualche spettatore si fa male. Ciò avviene se il sindaco non ha seguito "doverosi criteri di diligenza e prudenza in relazione alla scelta del luogo" (Cass. , S.U., 14 marzo 1991, n. 2726).
La regola dell ' occupazione acquisitiva (per cui l'occupazione sine titulo e l'irreversibile destinazione del fondo alla costruzione dell'opera pubblica determina il venir meno del diritto di proprietà del privato, in capo al quale sorge però un diritto pieno al risarcimento del danno da azionarsi entro 5 anni dal momento della trasformazione del fondo, su cui cfr. la passata Sintesi) ha ricevuto il definitivo avvallo delle Sezioni Unite in Giocondo c. IACP Matera (Cass. S.U. 25 novembre 1992, n. 12546, Corr. giur. 1993, 330).
Il danno va liquidato con riferimento ai parametri dell'epoca dell'avvenuta appropriazione e la somma va attualizzata al momento della decizione con riferimento agli indici statistici (Cass. 3 maggio 19911, n. 4848, Foro it. 1992, I, 2791; Giur. it. 1992, I, 1, 264, nonchè Giocondo c. IACP cit.).