Veicoli, sci e altre attività pericolose


Gli incidenti dovuti alla circolazione stradale, si sa, costituiscono l'hard stuff della r.c., ma gli studiosi si annoiano a trattarli, i grandi studi li snobbano, e le novità giurisprudenziali sono raramente rilevanti.
Una decisione di una qual certa rilevanza, anche se certo non nuova si è avuta in .... [pm1](Cass. 29 aprile 1993, n. 5024, Giust. civ. Mass., 1993, 781) laddove la S.C. ha fatto una commistione dei criteri dellla responsabilità oggettiva e soggettiva che andrebbe meditata.
Si trattava del caso di un incidente cagionato dal proprietario conducente in stato di incapacità naturale.
La S.C. ha stabilito che quando la responsabiità del conducente sia esclusa ex 2046, lo stesso, ove sia anche proprietario, non può essere considerato responsabile ex art. 2054, comma 3 c.c.
In tal modo le considerazioni sulla negligence determinano il venir meno della strict liability stabilita dal 2054, pur essendo la ratio di tale responsabilità evidentemente non fondata sulla colpa.
La condotta del conducente incapace rileva comunque dal punto di vista della sua efficienza causale concorrente a diminuire il fardello che grava sull'altro conducente, coautore dell'incidente.
In tema di risarcimento del danno si è stabilito in Picciau c. Allsecures (Trib. Cagliari 9 novembre 1990, Riv.giur.sarda, 1991, 751) che è sufficiente che il detentore di un autoveicolo provi di aver sostenuto le spese per essere rimborsato, senza che sia necessaria la prova del titolo giuridico della detenzione.
Si è cercato di applicare il 2054 al caso di passeggeri deceduti in seguito ad un incidente aereo (Licheri c. Aero Club Olbia, Costa Smeralda, Trib. Sassari 5 aprile 1991, Dir. Trasp. 1993, 129 nota SILINGARDI). Il Tribunale ha avuto agio di ribadire che in questi casi non si applica il 2054 ma l'art. 878 c. nav. per cui il responsabile non è il proprietario, ma l'esercente dell'aeromobile.
In Bosi c. Cons. Stazione Invernale di Cimone (Trib. Modena 12 novembre 1990, Dir. Trasp. 1992, 579, nota CAVANI) si è detto che il gestore di impianti di risalita che emette lo skipass assume la veste di vettore ed è quindi contrattualmente responsabile anche per la fase di discesa sulle piste di cui ha la manutenzione.
La decisione mi sembra ineccepibile : col comprare lo skipass il consumatore compra un pacchetto completo, che riguarda ovviamente anche la fase ludica della discesa su pista; anzi lo compra proprio per divertirsi in quella fase, e quindi deve poter acquistare una peace of mind rispetto alla manutenzione di essa.
Allo stesso modo si è affermata la responsabilità del gestore degli impianti, ma ex art. 2050, per il caso in cui uno sciatore vada a sbattere contro dei pali posti a sostegno di una rete metallica di protezione non adeguatamente coperta da sacchi di gomma piuma per tutta la sua estensione (Socionovo c. Soc. Sansicario, Trib. Torino 24 ottobre 1991, Arch. civ. 1992, 816).
In Sollina c. Enel (Trib. sup. Acque 27 febbraio 1992, n. 14, Foro it. 1992, III, 459) si è stabilito che la gestione di una diga non è un'attività pericolosa, a differenza dell'attività di costruzione di una diga. La stravagante conseguenza è quindi quella per cui nel caso di allagamenti dei terreni circostanzi, dovuti a fenomeni pluviali eccezionali, il gestore non è tenuto a provare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.
Per quanto attiene all'art. 2050 e al nesso causale in tema di danno anonimo abbiamo già riferito supra nel par. dedicato ad hoc ai problemi della causalità giuridica.