Tutte le modifiche al Codice di procedura civile: dalla L. 353/1990 alla L. 534/1995

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Codice di procedura civile

Disposizioni generali

-Della giurisdizione e competenza in generale (art. 5) -Della competenza per materia e valore (artt. 7, 8, 12) -Del difetto di giurisdizione, della incompetenza e della litispendenza (artt. 38, 40) -Del regolamento di giurisdizione e di competenza (art. 42) -Dei difensori (art. 82) -Dei poteri del giudice (art. 113)

Del processo di cognizione

-Della citazione (artt. 163, 163bis, 164, 167, 168bis, 171) -Dei poteri del giudice istruttore in generale (artt. 177, 178) -Della trattazione della causa (artt. 180, 181, 183-185, 186bis-187, 189-190bis) -Dell'assunzione dei mezzi di prova in generale (art. 208) -Del giuramento (art.240) -Della prova per testimoni (art.244) -Dell'intervento di terzi (artt. 268, 269, 271) -Della Decisione (artt. 274bis, 275) -Dell'esecutorietúe della notificazione delle sentenze (artt. 282, 283) -Della sospensione del processo (art. 295) -Del procedimento davanti al pretore e al giudice di pace - Disposizioni comuni (artt. 311-313) -Disposizioni speciali per il procedimento davanti al pretore (artt. 314, 315) -Disposizioni speciali per il procedimento davanti al giudice di pace (artt. 316-322) -Delle impugnazioni in generale (artt. 325, 336, 337) -Dell'appello (artt. 339, 341-343, 345, 347-353, 357, 359) -Del ricorso per cassazione (artt. 360, 361, 367, 371bis, 373, 375,377, 384, 391bis) -Della revocazione (art. 398) -Del procedimento (art. 431) -Delle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie (art. 447bis)

Del processo di esecuzione

-Del pignoramento (art. 495) -Dell'intervento dei creditori (art. 525)

Dei procedimenti speciali

-Del procedimento di ingiunzione (artt. 634, 641, 644) -Del procedimento per convalida di sfratto (artt. 660, 667) -Dei procedimenti cautelari - Sequestro (artt. 669bis-669quaterdecies, 672-674, 678, 680-683) -Dei procedimenti di denuncia di nuova opera e di danno temuto (artt. 688-690) -Dei procedimenti d'urgenza (artt. 701-703) -Dell'arbitrato (art. 818)

Disposizioni di attuazione

-Disposizioni speciali per il procedimento davanti al conciliatore (artt. 66, 67) -Del procedimento davanti al tribunale (artt. 69bis, 76) -Dell'istruzione della causa (artt. 82, 110, 112bis) -Della decisione della causa (artt. 113, 114) -Del procedimento di appello (artt. 128, 130) -Del procedimento davanti alla suprema corte di cassazione (artt. 138, 144bis) -Del processo di esecuzione (artt. 156, 156bis, 159)

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Articolo 5 (1) (2)
Momento determinante della giurisdizione e della competenza

La giurisdizione e la competenza si determinano con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda, e non hanno rilevanza rispetto ad esse i successivi mutamenti della legge o dello stato medesimo.

(1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.

(2) Articolo cosi' sostituito dall'articolo 2 della tegge 353/1990.

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Articolo 7 (3)
Competenza del giudice di pace

Il giudice di pace e competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a lire cinque milioni, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice.
Il giudice di pace e altresi competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi lire trenta milioni.
abrogato (4)
é competente qualunque ne sia il valore:
  • 1) per le cause relative ad opposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
  • 2) per le cause relative alla misura ed alle modalitú d'uso dei servizi di condominio di case;
  • 3) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilita;

  • abrogato (5)

    (3) Articolo cosi sostituito dall'articolo 17 della legge 374/1991.

    (4) II comma 3, abrogato dall'articolo 1, commas, del Dl 432/1995, era il seguente: II giudice di pace e inoltre competente, con il limite di valore di cui al secondo comma, per le cause di opposizione alle ingiunzioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo che con la sanzione pecuniaria sia stata anche applicata una sanzione amministrativa accessoria. Resta ferma la competenza del pretore in funzione di giudice del lavoro e per le cause di opposizione alle ingiunzioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie.

    (5) II numero 4 dell'ultimo comma, abrogato dall'articolo 1, comma 1, del Dl 432/1995, convertito dalla legge 534/1995, era il seguente: 4) per le cause di opposizione alle sanzioni amministrative irrogate in base all'art. 75 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

    Articolo 8 (1)
    Competenza del pretore


    Il pretore e competente per le cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a lire cinquanta milioni, in quanto non siano di competenza del giudice di pace. (2)
    é competente qualunque ne sia il valore:
  • 1) per le azioni possessorie, salvo il disposto dell'art. 704, e per le denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell'art. 688, secondo comma;
  • abrogato
  • 3) per le cause relative a rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani e per quelle di affitto di aziende, in quanto non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie.
  • abrogato

  • (1) Articolo cosi' sostituito dall'articolo 3 della legge 353/1990. I numeri 2) e 4) del secondo comma sono stati abrogati dall'articolo 47 della legge 374/1991.
    (2) Comma cosi' sostituito dall'articolo 2 del DI 432/1995, convertito dalla legge 534/1 995. II testo precedente era il seguente: Il pretore é competente per le cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a lire venti milioni, in quanto non siano di competenza dal giudice di pace.

    Articolo 12
    Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni


    Il valore delle cause relative all'esistenza, alla validitú o alla risoluzione di un rapporto giuridico obbligatorio si determina in base a quella parte del rapporto che é in contestazione.
    abrogato (1)
    Il valore delle cause per divisione si determina da quello della massa attiva da dividersi.

    (1) Comma abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

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    Articolo 38 (1)
    Incompetenza


    L'incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall'articolo 28 sono rilevate, anche d'ufficio, non oltre la prima udienza di trattazione.
    L'incompetenza per territorio, fuori dei casi previsti dall'articolo 28, é eccepita a pena di decadenza nella comparsa di risposta. L'eccezione si ha per non proposta se non contiene l'indicazione del giudice che la parte ritiene competente. Quando le parti costituite aderiscono a tale indicazione, la competenza del giudice rimane ferma se la causa é riassunta entro tre mesi dalla cancellazione del ruolo.
    Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall'eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 4 della legge 353/1990.

    Articolo 40
    Connessione


    Se sono proposte davanti a giudici diversi più cause le quali, per ragione di connessione, possono essere decise in un solo processo, il giudice fissa con sentenza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria, davanti al giudice della causa principale, negli altri casi davanti a quello preventivamente adito.
    La connessione non può essere eccepita dalle parti nè rilevata d'ufficio dopo la prima udienza, e la rimessione non può essere ordinata quando lo stato della causa principale o preventivamente proposta non consente l'esauriente trattazione e decisione delle cause connesse.
    Nei casi previsti negli articoli 31, 32, 34, 35 e 36, le cause, cumulativamente proposte o successivamente riunite, debbono essere trattate e decise col rito ordinario, salva l'applicazione del solo rito speciale quando una di tali cause rientri fra quelle indicate negli 409 e 442(1) (2).
    Qualora le cause connesse siano assoggettate a differenti riti speciali debbono essere trattate e decise col rito previsto per quella tra esse in ragione della quale viene. determinata la competenza o, in subordine, col rito prevista per la causa di maggior valore(1) (2).
    Se la causa é stata trattata con un rito diverso da quello divenuto applicabile ai sensi del terzo comma, il giudice provvede a norma degli articoli 426, 427 e 439(1) (2).
    Se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 con altra causa di competenza del pretore o del tribunale, le relative domande possono essere proposte innanzi al pretore o al tribunale affinchè siano decise nello stesso processo(3).
    Se le cause connesse ai sensi del sesto comma sono proposte davanti al giudice di pace e al pretore o al tribunale, il giudice di pace deve pronunziare anche d'ufficio la connessione a favore del pretore o del tribunale(3).

    (1) Commi aggiunti dall'articolo 5 della legge 353/1990.

    (2) Commi applicabili ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.

    (3) Commi aggiunti dall'articolo 19 della legge 374/1991. ----

    Articolo 42(1) (2)
    Regolamento necessario di competenza


    La sentenza che, pronunciando sulla competenza anche ai sensi degli artt. 39 e 40, non decide il merito della causa e i provvedimenti che dichiarano la sospensione del processo ai sensi dell'art. 295 possono essere impugnati soltanto con istanza di regolamento di competenza.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.

    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 6 della legge 353/1990. ----

    Articolo 82(1)
    Patrocinio


    Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede lire un milione.
    Negli altri casi, le parti non possono stare in giudizio se non col ministero o con l'assistenza di un difensore.
    Il giudice di pace tuttavia, in considerazione della natura ed entitá della causa, con decreto emesso anche su istanza verbale della parte, puó autorizzarla a stare in giudizio di persona.
    Salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti al pretore, al tribunale e alla corte d'appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente; e davanti alla Corte di cassazione col ministero di un avvocato iscritto nell'apposito albo.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 20 della legge 374/1991. ----

    Articolo 113
    Pronuncia secondo diritto


    Nel pronunciare sulla causa il giudice deve seguire le norme del diritto, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equitá.
    Il giudice di pace decide secondo equitá le cause il cui valore non eccede lire due milioni(1).

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 21 della legge 374/1991. ----

    Articolo 163
    Contenuto della citazione


    La domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza fissa.
    Il presidente del tribunale stabilisce al principio dell'anno giudiziario, con decreto approvato dal primo presidente della corte di appello, i giorni della settimana e le ore delle udienze destinate esclusivamente alla prima comparizione delle parti.
    L'atto di citazione deve contenere:
  • 1) l'indicazione del tribunale davanti al quale la domanda e proposta;
  • 2) il nome, il cognome e la residenza dell'attore, il nome, il cognome, la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto e delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono. Se attore o convenuto e una persona giuridica, un'associazione non riconosciuta o un comitato, la citazione deve contenere la denominazione o la ditta, con l'indicazione dell'organo o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio;
  • 3) la determinazione della cosa oggetto della domanda;
  • 4) l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni;
  • 5) l'indicazione specifica dei mezzi di prova dei quali l'attore intende valersi e in particolare dei documenti che offre in comunicazione;
  • 6) il nome e il cognome del procuratore e l'indicazione della procura, qualora questa sia stata giá rilasciata;
  • 7) l'indicazione del giorno dell'udienza di comparizione; l'invito al convenuto a costituirsi nel termine di venti giorni prima dell'udienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dall'art. 166, ovvero di dieci giorni prima in caso di abbreviazione dei termini, e a comparire, nell'udienza indicata, dinanzi al giudice designato ai sensi dell'art. 168-bis, con l'avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui all'art. 167(1).

  • L'atto di citazione, sottoscritto a norma dell'articolo 125, e consegnato dalla parte o dal procuratore all'ufficiale giudiziario, il quale lo notifica a norma degli articoli 137 e seguenti.

    (1) Numero cosí sostituito dall'articolo 7 della legge 353/1990.

    Articolo 163-bis
    Termini per comparire


    Tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell'udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di sessanta giorni se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centoventi giorni se si trova all'estero(1).
    Nelle cause che richiedono pronta spedizione il presidente puó, su istanza dell'attore é con decreto motivato in calce dell'atto originale e delle copie della citazione, abbreviare fino alla metá i termini indicati dal primo comma.
    Se il termine assegnato dall'attore ecceda il minimo indicato dal primo comma, il convenuto, costituendosi prima della scadenza del termine minimo, puó chiedere al presidente del tribunale che, sempre osservata la misura di quest'ultimo termine, l'udienza per la comparizione delle parti sia fissata con congruo anticipo su quella indicata dall'attore. Il presidente provvede con decreto, che deve essere comunicato dal cancelliere all'attore, almeno cinque giorni liberi prima dell'udienza fissata dal presidente.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 8 della legge 353/1990.

    Articolo 164(1)
    Nullitá della citazione


    La citazione é nulla se é omesso o risulta assolutamente incerto alcuno dei requisiti stabiliti nei numeri 1) e 2) dell'art. 163, se manca l'indicazione della data dell'udienza di comparizione, se é stato assegnato un termine a comparire inferiore a quello stabilito dalla legge ovvero se manca l'avvertimento previsto dal n. 7) dell'art. 163.
    Se il convenuto non si costituisce in giudizio, il giudice, rilevata la nullitá' della citazione ai sensi del primo comma, ne dispone d'ufficio la rinnovazione entro un termine perentorio. Questa sana i vizi e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione. Se la rinnovazione non viene eseguita, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell'art. 307, comma terzo.
    La costituzione del convenuto sana i vizi della citazione e restano salvi gli effetti sostanziali e processuali di cui al secondo comma; tuttavia, se il convenuto deduce l'inosservanza dei termini a comparire o la mancanza dell'avvertimento previsto dal n. 7) dell'art. 163, il giudice fissa una nuova udienza nel rispetto dei termini.
    La citazione é altresí' nulla se é omesso o risulta assolutamente incerto il requisito stabilito nel n. 3) dell'art. 163 ovvero se manca l'esposizione dei fatti di cui al n. 4) dello stesso articolo. Il giudice, rilevata la nullitá' ai sensi del comma precedente, fissa all'attore un termine perentorio per rinnovare la citazione o, se il convenuto si é costituito, per integrare la domanda. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti quesiti anteriormente alla rinnovazione o alla integrazione.
    Nel caso di integrazione della domanda, il giudice fissa l'udienza ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 183 e si applica d'art. 167.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 9 della legge 353/1990.

    Articolo 166(1)
    Costituzione del convenuto


    Il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, o almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'art. 163-bis ovvero almeno venti giorni prima dell'udienza fissata a norma dell'art. 168-bis quinto comma, depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui all'art. 167 con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 10 della legge 353/1990

    Articolo 167(1)
    Comparsa di risposta


    Nella comparsa di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offrire in comunicazione, formulare le conclusioni.
    A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali. Se é omesso o risulta assolutamente incerto l'oggetto o il titolo della domanda riconvenzionale, il giudice, rilevata la nullitá', fissa al convenuto un termine perentorio per integrarla. Restano ferme le decadenze maturate e salvi i diritti acquisiti anteriormente alla integrazione.(2)
    Se intende chiamare un terzo in causa, deve farne dichiarazione nella stessa comparsa e provvedere ai sensi dell'art. 269(1).

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 11 della legge 353/1990.

    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 3 del DI 432/1995, convertito dalla legge 534/1995. II testo precedente era il seguente: A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio.

    Articolo 168-bis
    Designazione del giudice istruttore


    Formato un fascicolo d'ufficio a norma dell'articolo precedente, il cancelliere lo presenta senza indugio al presidente del tribunale, il quale, con decreto scritto in calce della nota d'iscrizione a ruolo, designa il giudice istruttore davanti al quale le parti debbono comparire, se non creda di procedere egli stesso all'istruzione. Nei tribunali divisi in piú sezioni il presidente assegna la causa ad una di esse, e il presidente di questa provvede nelle stesse forme alla designazione del giudice istruttore.
    La designazione del giudice istruttore deve in ogni caso venire non oltre il secondo giorno successivo alla costituzione della parte piú' diligente.
    Subito dopo la designazione del giudice istruttore il cancelliere iscrive la causa sul ruolo della sezione, su quello del giudice istruttore e gli trasmette il fascicolo(1).
    Se nel giorno fissato per la comparizione il giudice istruttore designato non tiene udienza, la comparizione delle parti é d'ufficio rimandata all'udienza immediatamente successiva tenuta dal giudice designato(1).
    Il giudice istruttore puó' differire, con decreto da emettere entro cinque giorni dalla presentazione del fascicolo, la data della prima udienza fino ad un massimo di quarantacinque giorni. In tal caso il cancelliere comunica alle parti costituite la nuova data della prima udienza"(1).

    (1) Commi cosí sostituiti dall'articolo 12 della legge 353/1990.

    Articolo 171
    Ritardata costituzione delle parti


    Se nessuna delle parti si costituisce nei termini stabiliti, si applicano le disposizioni dell'articolo 307, primo e secondo comma.
    Se una delle parti si é costituita entro il termine rispettivamente a lei assegnato, l'altra parte puó costituirsi successivamente fino alla prima udienza, ma restano ferme per il convenuto le decadenze di cui all'art, 167(1).
    La parte che non si costituisce neppure in tale udienza é dichiarata contumace con ordinanza del giudice istruttore, salva la disposizione dell'articolo 291.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 13 della legge 353/1990 ----

    Articolo 177
    Effetti e revoca delle ordinanze


    Le ordinanze, comunque motivate, non possono mai pregiudicare la decisione della causa.
    Salvo quanto disposto dal seguente comma, le ordinanze possono essere sempre modificate o revocate dal giudice che le ha pronunciate.
    Non sono modificabili ne revocabili dal giudice che le ha pronunciate:
  • 1) le ordinanze pronunciate sull'accordo delle parti, in materia della quale queste possono disporre; esse sono tuttavia revocabili dal giudice istruttore o dal collegio, quando vi sia l'accordo di tutte le parti;
  • 2) le ordinanze dichiarate espressamente non impugnabili dalla legge;
  • 3) le ordinanze per le bali la legge predisponga uno speciale mezzo di reclamo(1);
  • abrogato(2)
  • (1) Numero cosí sostituito dall'articolo 14 della legge 353/1990

    (2) Numero abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 178
    Controllo del collegio sulle ordinanze


    Le parti, senza bisogno di mezzi d'impugnazione possono proporre al collegio, quando la causa é rimessa a questo a norma dell'articolo 189, tutte le questioni risolute dal giudice istruttore con ordinanza revocabile .
    L'ordinanza del giudice istruttore, che non operi in funzione di giudice unico, quando dichiara l'estinzione del processo é impugnabile dalle parti con reclamo immediato al collegio(1).
    Il reclamo deve essere proposto nel termine perentorio di dieci giorni, decorrente dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza, o altrimenti decorrente dalla comunicazione dell'ordinanza medesima.
    Il reclamo é presentato con semplice dichiarazione nel verbale d'udienza, o con ricorso al giudice istruttore.
    Se il reclamo é presentato in udienza, il giudice assegna nella stessa udienza, ove le parti lo richiedano, il termine per la comunicazione di una memoria, e quello successivo per la comunicazione di una replica. Se il reclamo é proposto con ricorso, questo é comunicato a mezzo della cancelleria alle altre parti, insieme con decreto, in calce, del giudice istruttore, che assegna un termine per la comunicazione dell'eventuale memoria di risposta.
    Scaduti tali termini, il collegio provvede entro i quindici giorni successive(2).
    abrogato(3)

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 15 della legge 353/1990.

    (2) Ultimo periodo aggiunto dall'articolo 15 della legge 353/1990.

    (3) I commi sesto, settimo e ottavo sono stati abrogati dall'articolo 89 della legge 353/1990. ----

    Articolo 180
    Udienza di prima comparizione e forma della trattazione


    All'udienza fissata per la prima comparizione delle parti il giudice istruttore verifica d'ufficio la regolaritá del contraddittorio e, quando occorre, pronuncia i provvedimenti previsti dall'articolo 102, secondo comma, dall'articolo 164, dall'articolo 167, dall'articolo 182 e dall'articolo 291, primo comma.
    La trattazione della causa davanti al giudice istruttore é orale. Se richiesto, il giudice istruttore puó autorizzare comunicazioni di comparse a norma dell'ultimo comma dell'articolo 170. In ogni caso fissa a data successiva la prima udienza di trattazione, assegnando al convenuto un termine perentorio non inferiore a venti giorni prima di tale udienza per proporre le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili di ufficio.(1)

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 4, comma 1, del DI 432/1995, convertito dalla legge 534/1995. II testo precedente era il seguente: Forma della trattazione. La trattazione della causa davanti al giudice istruttore é orale. II giudice, tuttavia, puó autorizzare comunicazioni di comparse a norma dell'ultimo comma dell'articolo 170, rinviando l'udienza di trattazione. Della trattazione della causa si redige processo verbale, nel quale si inseriscono le conclusioni delle parti e i provvedimenti che il giudice pronuncia in udienza.

    Articolo 181
    Mancata comparizione delle parti


    Se nessuna delle parti comparisce nella prima udienza, il giudice fissa una udienza successiva, di cui il cancelliere dá comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle parti comparisce alla nuova udienza, il giudice, con ordinanza non impugnabile, dispone la cancellazione della causa dal ruolo.(1) (2)
    Se l'attore costituito non comparisce alla prima udienza, e il convenuto non chiede che si proceda in assenza di lui, il giudice, fissa una nuova udienza, della quale il cancelliere dá comunicazione all'attore. Se questi non comparisce alla nuova udienza, il giudice, se il convenuto non chiede che si proceda in assenza di lui, ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo.

    (1) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.

    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 4, comma 1-bis, del Dl 432/1995, convertito dalla legge 534/1995. II testo precedente era il seguente: Se nessuna delle parti comparisce nella prima udienza davanti al giudice istruttore, questi con ordinanza non impugnabile, dispone la cancellazione della causa dal ruolo.

    Articolo 183(1)
    Prima udienza di trattazione


    Nella prima udienza di trattazione il giudice istruttore interroga liberamente le parti presenti e, quando la natura della causa lo consente, tenta la conciliazione. La mancata comparizione delle parti senza giustificato motivo costituisce comportamento valutabile ai sensi del secondo comma dell'art. 116.
    Le parti hanno facoltá di farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale, il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata, e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia. La mancata conoscenza, senza gravi ragioni, dei fatti della causa da parte del procuratore é valutabile ai sensi del secondo comma dell'art. 116. Il giudice richiede alle parti, sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le questioni rilevabili d'ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione.
    Nella stessa udienza l'attore puó proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto. Puó altresí chiedere di essere autorizzato a chiamare un terzo ai sensi degli articoli 106 e 269, terzo comma, se l'esigenza é sorta dalle difese del convenuto. Entrambe le parti possono precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni giá formulate.
    Se richiesto, il giudice fissa un termine perentorio non superiore a trenta giorni per il deposito di memorie contenenti precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni giá proposte. Concede altresí alle parti un successivo termine perentorio non superiore a trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove o modificate dell'altra parte e per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime. Con la stessa ordinanza il giudice fissa l'udienza per i provvedimenti di cui all'articolo 184.(2)

    (1) Articolo sostituito dall'articolo 17 della legge 353/1990.

    (2) Commi cosí sostituiti dall'articolo 5 del Dl 432/1995 convertito dalla legge 534/1995. II testo precedente era il seguente: Nella stessa udienza l'attore puó proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto nella comparsa di risposta. Puó altresí chiedere di essere autorizzato a chiamare un telo ai senti degli articoli 106 e 269, terzo comma, se l'esigenza 6 sorta dalle difese del convenuto. Entrambe le parti possono precisare e, previa autorizzazione del giudice, modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni giá formulate.
    Se richiesto, ove ricorrano giusti motivi, il giudice fissa un termine perentorio non superiore a penta giorni per il deposito di memorie contenenti precisazioni o modificazioni delle domande e delle eccezioni giá proposte.
    Concede altresí al convenuto, su sua richiesta, un termine perentorio non superiore a trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni dell'attore di cui alla prima parte del comma precedente e per proporre, anno lo stesso termine, le eccezioni che sono conseguenza delle domande medesime. Con la stessa ordinanza il giudice fissa l'udienza per i provvedimenti di cui all'art. 184.

    Articolo 184(1)
    Deduzioni istruttorie


    Salva l'applicazione dell'art. 187 il giudice istruttore, se ritiene che siano ammissibili e rilevanti, ammette i mezzi di prova proposti; ovvero, su istanza di parte, rinvia ad altra udienza, assegnando un termine entro il quale le parti possono produrre documenti e indicare nuovi mezzi di prova, nonchè altro termine per l'eventuale indicazione di prova contraria. I termini di cui al comma precedente sono perentori.
    Nel caso in cui vengano disposti d'ufficio mezzi di prova, ciascuna parte puó dedurre, entro un termine perentorio assegnato dal giudice, i mezzi di prova che si rendono necessari in relazione ai primi.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 18 della legge 353/1990.

    Articolo 184-bis(1)
    Rimessione in termini


    La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non imputabile puó chiedere al giudice istruttore di essere rimessa in termini.(2)
    Il giudice provvede a norma dell'art. 294, secondo e terzo comma.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 19 della legge 353/1990.

    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 6 del Dl 432/1995, convertito dalla legge 534/1995. II precedente testo era il seguente: La parte che dimostra di essere incorsa nelle decadenze previste negli articoli 183 e 184 per causa ad essa non imputabile puó chiedere al giudice istruttore di essere rimessa in termini.

    Articolo 185
    Tentativo di conciliazione


    abrogato(1)
    Il tentativo di conciliazione puó essere rinnovato in qualunque momento dell'istruzione.
    Quando le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della convenzione conclusa. Il processo verbale costituisce titolo esecutivo.

    (1) Comma abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 186-bis(1) (2)
    Ordinanza per il pagamento di somme non contestate


    Su istanza di parte il giudice istruttore puó disporre, fino al momento della precisazione delle conclusioni, il pagamento delle somme non contestate dalle parti costituite.
    L'ordinanza costituisce titolo esecutivo e conserva la sua efficacia in caso di estinzione del processo.
    L'ordinanza é soggetta alla disciplina delle ordinanze revocabili di cui agli articoli 177, primo e secondo comma, e 178, primo comma.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.

    (2) Articolo aggiunto dall'articolo 20 della legge 353/1990.

    Articolo 186-ter(1) (2)
    Istanza di ingiunzione


    Fino al momento della precisazione delle conclusioni, quando ricorrano i presupposti di cui all'articolo 633, primo comma, numero 1), e secondo comma, e di cui all'articolo 634, la parte puó chiedere al giudice istruttore, in ogni stato del processo, di pronunciare con ordinanza ingiunzione di pagamento o di consegna.
    L'ordinanza deve contenere i provvedimenti previsti dall'articolo 641, ultimo comma, ed é dichiarata provvisoriamente esecutiva ove ricorrano i presupposti di cui all'articolo 642, nonchè, ove la controparte non sia rimasta contumace, quelli di cui all'articolo 648, primo comma. La provvisoria esecutorietá non puó essere mai disposta ove la controparte abbia disconosciuto la scrittura privata prodotta contro di lei o abbia proposto querela di falso contro l'atto pubblico.
    L'ordinanza é soggetta alla disciplina delle ordinanze revocabili di cui agli articoli 177 e 178, primo comma.
    Se il processo si estingue l'ordinanza che non ne sia giá munita acquista efficacia esecutiva ai sensi dell'articolo 653, primo comma; Se la parte contro cui é pronunciata l'ingiunzione é contumace, l'ordinanza deve essere notificata ai sensi e per gli effetti dell'articolo 644. In tal caso l'ordinanza deve altresí contenere l'espresso avvertimento che, ove la parte non si costituisca entro il termine di venti giorni dalla notifica, diverrá esecutiva ai sensi dell'articolo 647.
    L'ordinanza dichiarata esecutiva costituisce titolo per l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.

    (2) Articolo aggiunto dall'articolo 21 della legge 353/1990.

    Articolo 186-quater(1) (2)
    Ordinanza successiva alla chiusura dell'istruzione


    Esaurita l'istruzione, il giudice istruttore, su istanza della parte che ha proposto domanda di condanna al pagamento di somme ovvero alla consegna o al rilascio di beni, puó disporre con ordinanza il pagamento ovvero la consegna o il rilascio, nei limiti per cui ritiene giá raggiunta la prova Con l'ordinanza il giudice provvede sulle spese processuali.
    L'ordinanza é titolo esecutivo. Essa é revocabile con la sentenza che definisce il giudizio.
    Se, dopo la pronuncia dell'ordinanza, il processo si estingue, l'ordinanza acquista l'efficacia della sentenza impugnabile sull'oggetto dell'istanza
    La parte intimata puó dichiarare di rinunciare alla pronuncia della sentenza, con atto notificato all'altra parte e depositato in cancelleria. Dalla data del deposito dell'atto notificato, l'ordinanza acquista l'efficacia della sentenza impugnabile sull'oggetto dell'istanza.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 30 aprile 1995.

    (2) Articolo aggiunto dall'articolo 7 del DI 432/1995, convertito dalla legge 534/1995.

    Articolo 187
    Provvedimenti del giudice istruttore


    Il giudice istruttore, Se ritiene che la causa sia matura per la decisione di merito senza bisogno di assunzione di mezzi di prova, rimette le parti davanti al collegio.
    Puó rimettere le parti al collegio. affinchè sia decisa separatamente una questione di merito avente carattere preliminare, solo quando la decisione di essa puó definire il giudizio.
    Il giudice provvede analogamente se sorgono questioni attinenti alla giurisdizione o alla competenza o ad altre pregiudiziali, ma puó anche disporre. che siano decise unitamente al merito.
    Qualora il collegio provveda a norma dell'art. 279, secondo comma, n. 4), i termini di cui all'art. 184, non concessi prima della rimessione al collegio sano assegnati dal giudice istruttore, su istanza di parte, nella prima udienza dinanzi a lui''.
    Il giudice da ogni altra disposizione relativa al processo.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 22 della legge 353/1990.

    Articolo 189
    Rimessione al collegio


    Il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, a norma dei primi tre commi dell'art. 187 o dell'art. 188, invita le parti a precisare davanti a lui le conclusioni che intendono sottoporre al collegio stesso, nei limiti di quelle formulate negli atti introduttivi o a norma dell'art. 183. Le conclusioni di merito debbono essere interamente formulate anche nei casi previsti dell'art. 187, secondo e terzo comma(1).
    La rimessione investe il collegio di tutta la causa, anche quando avviene a norma dell'articolo 187, secondo e terzo comma.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 23 della legge 353/1990.

    Articolo 190 (1)
    Comparse conclusionali e memorie


    Le comparse conclusionali debbono essere depositate entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla rimessione della causa al collegio e le memorie di replica entro i venti giorni successivi.
    Per il deposito delle comparse conclusionali il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, puó fissare un termine piú breve, comunque non inferiore a venti giorni.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 24 della legge 353/1990.

    Articolo 190-bis(1)
    Decisione del giudice istruttore in funzione di giudice unico


    Per le cause che devono essere decise dal giudice istruttore in funzione di giudice unico, questi, fatte precisare le conclusioni ai sensi dell'art. 18', dispone lo scambio delle comparse conclusionali e delle memorie di replica ai sensi dell'art. 190 e, quindi, deposita la sentenza in cancelleria entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.
    Se una delle parti lo richiede il giudice, disposto lo scambio delle sole comparse conclusionali ai sensi dell'art. 190, fissa l'udienza di discussione non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle comparse conclusionali; la sentenza é depositata in cancelleria entro i sessanta giorni successive(1).

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 25 della legge 353/1990. ----

    Articolo 208(1)
    Decadenza dall'assunzione


    Se non si presenta 1a parte su istanza della quale deve iniziarsi o proseguirsi la prova, il giudice istruttore la dichiara decaduta dal diritto di farla assumere, salvo che l'altra parte presente non ne chieda l'assunzione.
    La parte interessata puó chiedere nell'udienza successiva al giudice la revoca dell'ordinanza che ha pronunciato la sua decadenza dal diritto di assumere la prova.
    Il giudice dispone la revoca con ordinanza, quando riconosce che la mancata comparizione e stata cagionata da causa non imputabile alla stessa parte.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 26 della legge 353/1990. ----

    Articolo 240(1)
    Deferimento del giuramento suppletorio


    Nelle cause riservate alla decisione collegiale, il giuramento suppletorio puó essere deferito esclusivamente dal collegio.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 27 della legge 353/1990. ----

    Articolo 244
    Modo di deduzione


    La prova per testimoni deve essere dedotta mediante indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti, formulati in articoli separati, sui quali ciascuna di esse deve essere interrogata.
    abrogato(1)
    abrogato(1)

    (1) Commi abrogati dall'articolo 89 della legge 353/1990. ----

    Articolo 268(1)
    Termine per l'intervento


    L'intervento puó aver luogo sino a che non vengano precisate le conclusioni.
    II terzo non puó compiere atti che al momento dell'intervento non sono piú consentiti ad alcuna parte, salvo che comparisca volontariamente per l'integrazione necessaria del contraddittorio.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 28 della legge 353/1990.

    Articolo 269(1)
    Chiamata di un terzo in causa


    Alla chiamata di un terzo nei processo a norma dell'art. 106, la parte provvede mediante citazione a comparire nell'udienza fissata dal giudice istruttore ai sensi del presente articolo, osservati i termini dell'art. 163-bis.
    Il convenuto che intenda chiamare un terzo in causa deve, a pena di decadenza, fame dichiarazione nella comparsa di risposta e contestualmente chiedere al giudice istruttore 1o spostamento della prima udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nel rispetto dei termini dell'art. 163-bis. Il giudice istruttore, entro cinque giorni dalla richiesta, provvede con decreto a fissare la data della nuova udienza. Il decreto é comunicato dal cancelliere alle parti costituite. La citazione é notificata al terzo a cura del convenuto.
    Ove, a seguito delle difese svolte dal convenuto nella comparsa di risposta, sia sorto l'interesse dell'attore a chiamare in causa un terzo, l'attore deve, a pena di decadenza, chiederne l'autorizzazione al giudice istruttore nella prima udienza. Il giudice istruttore, se concede l'autorizzazione, fissa una nuova udienza allo scopo di consentire la citazione del terzo nei rispetto dei termini dell'art. 163-bis. La citazione é notificata al terzo a cura dell'attore entro il termine perentorio stabilito dal giudice.
    La parte che chiama in causa il terzo, deve depositare la citazione notificata entro il termine previsto dall'art. 165, e il terzo deve costituirsi a norma dell'art. 166.
    Nell'ipotesi prevista dal terzo comma, restano ferme per le parti le preclusioni ricollegate alla prima udienza di trattazione, ma il termine eventuale di cui all'ultimo comma dell'art. 183 é fissato dal giudice istruttore nella udienza di comparizione del terzo, e i termini di cui all'art. 184 decorrono con riferimento alla udienza successiva a quella di comparizione del terzo.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 29 della legge 353/1990.

    Articolo 271(1)
    Costituzione del terzo chiamato


    Al terzo si applicano, con riferimento all'udienza per la quale é citato, le disposizioni degli articoli 166 e 167, primo comma. Se intende chiamare a sua volta in causa un terzo, deve fame dichiarazione a pena di decadenza nella comparsa di risposta ed essere poi autorizzato dal giudice ai sensi del terzo comma dell'art. 269.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 30 della legge 353/1990. ----

    Articolo 274-bis(1)
    Rapporti tra collegio e giudice istruttore in funzione di giudice unico


    Il collegio, quando rileva che una causa, rimessa dinanzi a lui per la decisione, deve essere decisa dal giudice istruttore in funzione di giudice unico, rimette la causa dinanzi a quest'ultimo con ordinanza non impugnabile. Il giudice istruttore provvede ai sensi dell'art. 190-bis.
    Il giudice istruttore, quando rileva che una causa, riservata per la decisione dinanzi a se in funzione di giudice unico, deve essere rimessa al collegio, provvede ai sensi degli articoli 187, 188 e 189.
    In caso di connessione tra cause attribuite al collegio e cause attribuite al giudice istruttore in funzione di giudice unico, questi ne ordina la riunione e, all'esito dell'istruttoria, le rimette, ai sensi dell'art. 189, al collegio, il quale si pronuncia su tutte le domande, a meno che non sia disposta la separazione ai sensi dell'art. 279, secondo comma, n. 5).
    Alla nullitá derivante dalla inosservanza delle disposizioni di legge relative alla composizione del tribunale giudicante si applicano gli articoli 158 e 161, primo comma.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 31 della legge 353/1 990.

    Articolo 275(1)
    Decisione del collegio


    Rimessa la causa al collegio, la sentenza é depositata in cancelleria entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica di cui all'art. 190.
    Ciascuna delle parti, nel precisare le conclusioni, puó chiedere che la causa sia discussa oralmente dinanzi al collegio. In tal caso, fermo restando il rispetto dei termini indicati nell'art. 190 per il deposito delle difese scritte, la richiesta deve essere riproposta al presidente del tribunale alla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.
    Il presidente provvede sulla richiesta fissando con decreto la data dell'udienza di discussione, da tenersi entro sessanta giorni.
    Nell'udienza il giudice istruttore fa la relazione orale della causa. Dopo la relazione, il presidente ammette le parti alla discussione; la sentenza é depositata in cancelleria entro i sessanta giorni successivi.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 32 della legge 353/1990. ----

    Articolo 282 (1) (2)
    Esecuzione provvisoria


    La sentenza di primo grado é provvisoriamente esecutiva tra le parti.

    (1) Applicabile ai giudizi iniziati dopo il 1 gennaio 1993 nonchè alle sentenze pubblicate dopo il 19 aprile 1995.

    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 33 della legge 353/1990.

    Articolo 283(1) (2)
    Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria in appello


    Il giudice d'appello su istanza di parte, proposta con l'impugnazione principale o con quella incidentale, quando ricorrono gravi motivi, sospende in tutto o in parte l'efficacia esecutiva o l'esecuzione della sentenza impugnata.

    (1) Applicabile ai giudizi iniziati dopo il 1 gennaio 1993 nonchè alle sentenze pubblicate dopo il 19 aprile 1995.
    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 34 della legge 353/1990.
    ----

    Articolo 295(1) (2)
    Sospensione necessaria


    Il giudice dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una controversia, dalla cui definizione dipende la decisione della causa.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 35 della legge 353/1990.
    ----

    Articolo 311(2)
    Rinvio alle norme relative al procedimento davanti al tribunale


    Il procedimento davanti al pretore e al giudice di pace, per tutto ció che non é regolato nei presente titolo o in altre espresse disposizioni, é retto dalle norme relative al procedimento davanti al tribunale, in quanto applicabili.

    (1) Intitolazione cosí sostituita dall'articolo 22 della legge 374/1 991.
    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 22 della legge 374/1991.

    Articolo 312(1)
    Poteri istruttori del giudice


    Il pretore o il giudice di pace (2) puó disporre d'ufficio la prova testimoniale formulandone i capitoli, quando le parti nell'esposizione dei fatti si sano riferite a persone che appaiono in grado di conoscere la veritá.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 36 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 23 della legge 374/1991.

    Articolo 313(1)
    Querela di falso


    Se é proposta querela di falso, il pretore o il giudice di pace, (2) quando ritiene il documento impugnato rilevante per la decisione, sospende il giudizio e rimette le parti davanti al tribunale per il relativo procedimento.
    Puó anche disporre a norma dell'art. 225, secondo comma.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 37 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 24 della legge 374/1991.
    ----

    Articolo 314(2)
    Decisione a seguito di trattazione scritta


    Il pretore, quando ritiene la causa matura per la decisione, invita le parti a precisare le conclusioni, dispone lo scambio delle comparse conclusionali e delle memorie di replica ai sensi dell'art. 190 e, quindi, deposita la sentenza in cancelleria entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.

    (1) Intitolazione inserita dall'articolo 38 della legge 353/1990.
    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 38 della legge 353/1990.

    Articolo 315(1)
    Decisione a seguito di discussione orale


    Il pretore, se non dispone a norma dell'art. 314, puó ordinare l'immediata discussione orale della causa. Al termine della discussione pronuncia sentenza dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto delta decisione. In questo casa la sentenza si intende pubblicata con la sottoscrizione da parte del giudice del verbale che la contiene ed é immediatamente depositata in cancelleria.

    (1 ) Articolo cosí sostituito dall'articolo 39 della legge 353/1990. ----

    Articolo 316(2)
    Forma della domanda


    Davanti al giudice di pace (3) la domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza fissa.
    La domanda si puó anche proporre verbalmente. Di essa il giudice di pace fa redigere processo verbale che, a cura dell'attore, é notificata con citazione a comparire a udienza fissa.

    (1) Titolo aggiunto dall'articolo 40 della legge 353/1990. L'articolo 25 della legge 374/1991 ha sostituito il giudice di pace al conciliatore.
    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 40 della legge 353/1990.
    (3) Parole sostituite dall'articolo 25 della legge 374/1991.

    Articolo 317 (1)
    Rappresentanza davanti al giudice di pace


    Davanti al giudice di pace (2) le parti possono farsi rappresentare da persona munita di mandato scritto in calce alla citazione o in atto separato, salvo che il giudice ordini la loro comparizione personale.
    Il mandato a rappresentare comprende sempre quello a transigere e a conciliare.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 41 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 26 della legge 374/1991.

    Articolo 318(1)
    Contenuto della domanda


    La domanda, comunque proposta, deve contenere, oltre l'indicazione del giudice e delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto.
    Tra il giorno della notificazione di cui all'art. 316 e quello della comparizione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti dall'art. 163-bis, ridotti alla metá.
    Se la citazione indica un giorno nei quale il giudice di pace (2) non tiene udienza, la comparizione é d'ufficio rimandata all'udienza immediatamente successiva.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 42 della legge 353/1990.
    (2) Parole aggiunte dall'articolo 27 della legge 374/1991.

    Articolo 319(1)
    Costituzione delle parti


    Le parti si costituiscono depositando in cancelleria la citazione o il processo verbale di cui all'art. 316 con la relazione della notificazione e, quando occorre, la procura, oppure presentando tali documenti al giudice in udienza.
    Le parti, che non hanno precedentemente dichiarato la residenza o eletto domicilio nei comune in cui ha sede l'ufficio del giudice di pace, (2) debbono farlo con dichiarazione ricevuta nel processo verbale al momento della costituzione.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 43 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 28 della legge 374/1991.

    Articolo 320(1)
    Trattazione della causa


    Nella prima udienza il giudice di pace (2) interroga liberamente le parti e tenta la conciliazione.
    Se la conciliazione riesce se ne redige processo verbale a norma dell'art. 185, ultimo comma.
    Se la conciliazione non riesce, il giudice di pace (2) invita le parti a precisare definitivamente i fatti che ciascuna pone a fondamento delle domande, difese ed eccezioni, a produrre i documenti e a richiedere i mezzi di prova da assumere.
    Quando sia reso necessario dalle attivitá svolte dalle parti in prima udienza, il giudice di pace (2) fissa per una sola volta una nuova udienza per ulteriori produzioni e richieste di prova. I documenti prodotti dalle parti possono essere inseriti nei fascicolo di ufficio ed ivi conservati fino alla definizione del giudizio.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 44 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 29 della legge 374/1991.

    Articolo 321(1)
    Decisione


    Il giudice di pace,(2) quando ritiene matura la causa per la decisione, invita le parti a precisare le conclusioni e a discutere la causa.
    La sentenza é depositata in cancelleria entro quindici giorni dalla discussione.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 45 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 30 della legge 374/1991.

    Articolo 322(1)
    Conciliazione in sede non contenziosa


    L'istanza per la conciliazione in sede non contenziosa é proposto anche verbalmente al giudice di pace (2) competente per territorio secondo le disposizioni della sezione III, capo I, titolo I, del libro primo.
    Il processo verbale di conciliazione in sede non contenziosa costituisce titolo esecutiva a norma dell'art. 185, ultimo comma, se la controversia rientra nella competenza del giudice di pace. (2)
    Negli altri casi il processo verbale ha valore di scrittura privata riconosciuta in giudizio.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 46 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 31 della legge 374/1991.
    ----

    Articolo 325
    Termini per le impugnazioni


    Il termine per proporre l'appello, la revocazione e l'opposizione di terzo di cui all'art. 404, secondo comma, é di trenta giorni. E anche di trenta giorni il termine per proporre la revocazione e l'opposizione di terzo sopra menzionata contro la sentenza delle corti di appello(1).
    Il termine per proporre il ricorso per cassazione é di giorni sessanta.

    (1) Comma cosí sostituito prima dall'articolo 47 della legge 353/1990, poi modificato dall'articolo 32 della legge 374/1991.

    Articolo 336
    Effetti della riforma o della cassazione


    La riforma o la cassazione parziale ha effetto anche sulle parti della sentenza dipendenti dalla parte riformata o cassata.
    La riforma o la cassazione estende i suoi effetti ai provvedimenti dipendenti dalla sentenza riformata o cassata(1) (2)

    (1) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 48 della legge 353/1990.

    Articolo 337
    Sospensione dell'esecuzione e dei processi


    L'esecuzione della sentenza non é sospesa per effetto dell'impugnazione di essa, salve le disposizioni degli articoli 28), 373, 401 e 407(1) (2).
    Quando l'autoritá di una sentenza é invocata in un diverso processo, questo puó essere sospeso se tale sentenza é impugnata.

    (1) Comma applicabile ai giudizi iniziati dopo il 1 gennaio 1993 nonchè alle sentenze pubblicate dopo il 19 aprile 1995.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 49 della legge 353/1990.
    ----

    Articolo 339.
    Appellabilitá delle sentenze


    Possono essere impugnate con appello le sentenze pronunciate in primo grado, purchè l'appello non sia escluso dalla legge o dall'accordo delle parti a norma dell'articolo 360, secondo comma.
    E' inappellabile la sentenza che il giudice ha pronunciato secondo equitá a norma dell'articolo 114.
    Sono altresí inappellabili le sentenze del giudice di pace pronunziate secondo equitá(1).

    (1) Comma sostituito dall'articolo 33 della legge 374/1991.

    Articolo 341
    Giudice dell'appello


    L'appello contro le sentenze del pretore e del tribunale si propone rispettivamente al tribunale e alla corte di appello nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha pronunciato la sentenza.
    L'appello contro le sentenze del giudice di pace si propone al tribunale nei cui circondario ha sede il giudice che ha pronunciato la sentenza(1).

    (1) Comma aggiunto dall'articolo 34 della legge 374/1991.

    Articolo 342(1)
    Forma dell'appello


    L'appello si propone con citazione contenente l'esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell'impugnazione nonchè le indicazioni prescritte nell'art. 163.
    Tra il giorno della citazione e quello della prima udienza di trattazione devono intercorrere termini liberi non minori di quelli previsti da1l'art. 163-bis.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 50 della legge 353/1990.

    Articolo 343
    Modo e termine dell'appello incidentale


    L'appello incidentale si propone, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta, all'atto della costituzione in cancelleria ai sensi dell'art. 16(1).
    Se l'interesse a proporre l'appello incidentale sorge dall'impugnazione proposta da altra parte che non sia l'appellante principale, tale appello si propone nella prima udienza successiva alla proposizione dell'impugnazione stessa.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 51 della legge 353/1 990.

    Articolo 345(1)
    Domande ed eccezioni nuove


    Nel giudizio d'appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono tuttavia domandarsi gli interessi, i frutti e gli accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonchè il risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza stessa.
    Non possono proporsi nuove eccezioni, che non siano rilevabili anche d'ufficio.
    Non sono ammessi nuovi mezzi di prova, salvo che il collegio non li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa ovvero che la parte dimostri di non aver potuto proporli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile.
    Puó sempre deferirsi il giuramento decisorio.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 52 della legge 353/1990.

    Articolo 347
    Forme e termini della costituzione in appello


    La costituzione in appello avviene secondo le forme e i termini per i procedimenti davanti al tribunale(1).
    L'appellante deve inserire Nel proprio fascicolo copia della sentenza appellata.
    Il cancelliere provvede a norma dell'articolo 168 e richiede la trasmissione del fascicolo d'ufficio al cancelliere del giudice di primo grado.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 53 della legge 353/1990.

    Articolo 348(1)
    Improcedibilitá dell'appello


    L'appello é dichiarato improcedibile, anche d'ufficio, se l'appellante non si costituisce in termini.
    Se l'appellante non compare alla prima udienza, benchè si sia anteriormente costituito, il collegio, con ordinanza non impugnabile, rinvia la causa ad una prossima udienza, della quale il cancelliere da comunicazione all'appellante. Se anche alla nuova udienza l'appellante non compare, l'appello é dichiarato improcedibile anche ufficio.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 54 della legge 353/1990.

    Articolo 350(1)
    Trattazione


    La trattazione dell'appello e collegiale.
    Nella prima udienza di trattazione il collegio verifica la regolare costituzione del giudizio e, quando occorre, ordina l'integrazione di esso o la notificazione prevista dall'art. 332, oppure dispone che si rinnovi la notificazione dell'atto di appello.
    Nella stessa udienza il collegio dichiara la contumacia dell'appellato, provvede alla riunione degli appelli proposti contro la stessa sentenza e procede al tentativo di conciliazione ordinando, quando occorre, la comparizione personale delle parti.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 55 della legge 353/1990.

    Articolo 351(1)
    Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria


    Sull'istanza di cui all'art. 283 il collegio provvede con ordinanza nella prima udienza.
    La parte, mediante ricorso al presidente del collegio, puó chiedere che la decisione sulla sospensione sia pronunziata prima dell'udienza di comparizione.
    Il presidente del collegio, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti davanti al collegio in camera di consiglio. Con lo stesso decreto, se ricorrono giusti motivi di urgenza, puó disporre provvisoriamente l'immediata sospensione dell'efficacia esecutiva o dall'esecuzione della sentenza; in tal caso all'udienza in camera di consiglio il collegio conferma, modifica o revoca il decreto con ordinanza non impugnabile.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 56 della legge 353/1990.

    Articolo 352(1)
    Decisione


    Esaurita attivitá prevista negli articoli 350 e 351, il collegio, ove non provveda ai sensi dell'art. 356, invita le parti a precisare le conclusioni e dispone la scambio delle comparse conclusionali e delle memorie di replica ai sensi dell'art. 190; la sentenza é depositata in cancelleria entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.
    Ciascuna delle parti, nel precisare le conclusioni, puó chiedere che la causa sia discussa oralmente dinanzi al collegio. In tale caso, fermo restando il rispetto dei termini indicati nell'art. 190 per il deposito delle difese scritte, la richiesta deve essere riproposta al presidente della Corte alla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica.
    Il presidente provvede sulla richiesta fissando con decreto la data dell'udienza di discussione da tenersi entro sessanta giorni; con la stesso decreto designa altresí il relatore.
    La discussione é preceduta dalla relazione della causa; la sentenza é depositata in cancelleria entro i sessanta giorni successivi.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 57 della legge 353/1990.

    Articolo 353
    Emissione al primo giudice per ragioni di giurisdizione o di competenza


    Il giudice d'appello, se riforma la sentenza di primo grado dichiarando che il giudice ordinario ha sulla causa la giurisdizione negata dal primo giudice, pronuncia sentenza con la quale rimanda le parti davanti al primo giudice.
    Le parti debbono riassumere il processo nei termine perentorio di sei mesi dalla notificazione della sentenza.
    Se contro la sentenza d'appello é proposto ricorso per cassazione, il termine é interrotto.
    abrogato(1)

    (1) Comma abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 356
    Ammissione e assunzione di prove


    Ferma l'applicabilitá della norma di cui al n. 4) del secondo comma dell'art. 279, il giudice d'appello, se dispone l'assunzione di una prova oppure la rinnovazione totale o parziale dell'assunzione sia avvenuta in primo grado o comunque da disposizioni per effetto delle bali il procedimento deve continuare, pronuncia ordinanza e provvede a norma degli articoli 191 e seguenti(1).
    Quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal n. 4 del secondo comma dell'articolo 279, il giudice d'appello non puó disporre nuove prove riguardo alle domande e alle questioni, rispetto alle quali il giudice di primo grado, non definendo il giudizio, abbia disposto, con separata ordinanza, la prosecuzione dell'istruzione.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 58 della legge 353 1990.

    Articolo 357
    Reclamo contro ordinanze


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89, primo comma, della legge 353/1990.

    Articolo 359
    Rinvio alle norme relative al procedimento davanti al tribunale


    Nei procedimenti d'appello davanti alla Corte o al tribunale si osservano, in quanto applicabili, le norme dettate per il procedimento di primo grado davanti al tribunale, se non sono incompatibili con le disposizioni del presente capo.
    abrogato(1)

    (1) Comma abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990. ----

    Articolo 360
    Sentenze impugnabili e motivi di ricorso


    Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado, possono essere impugnate con ricorso per cassazione(1):
  • 1) per motivi attinenti alla giurisdizione;
  • 2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non é prescritto il regolamento di competenza;
  • 3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto;
  • 4) per nullitá della sentenza o del procedimento;
  • 5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile d'ufficio(2).

  • Puó inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tal caso l'impugnazione puó proporsi soltanto per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 59 della legge 353/1990.
    (2) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 aprile 1993.

    Articolo 361
    Riserva facoltativa di ricorso contro sentenze non definitive


    Contro le sentenze previste dall'articolo 278 e dal numero 4 del secondo comma dell'articolo 279, il ricorso per cassazione puó essere di merito, qualora la parte soccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termine per la proposizione del ricorso, e in ogni caso non oltre la prima udienza successiva alla comunicazione della sentenza stessa(1) (2).
    Qualora sia stata fatta la riserva di cui al precedente comma, il ricorso deve essere proposto unitamente a quello contro la sentenza che definisce il giudizio, o con quello che venga proposto, dalla stessa o da altra parte, contro altra sentenza successiva che non definisca il giudizio.
    La riserva non puó farsi, e se giá fatta rimane priva di effetto, quando contro la stessa sentenza da alcuna delle altre parti sia proposto immediatamente ricorso.

    (1) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 60 della legge 353/1990.

    Articolo 367
    Sospensione del processo di merito


    Una copia del ricorso per cassazione proposto a norma dell'articolo 41, primo comma, é depositata, dopo la notificazione alle altri parti, nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa, il quale sospende il processo se non ritiene l'istanza manifestamente inammissibile o la contestazione della giurisdizione manifestamente infondata. Il giudice istruttore o il collegio provvede con ordinanza(1)(2).
    Se la Corte di cassazione dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, le parti debbono riassumere il processo entro il termine perentorio di sei mesi dalla comunicazione della sentenza.

    (1) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 61 della legge 353/1990.

    Articolo 371-bis(1)(2)
    Deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio


    Qualora la Corte abbia ordinato l'integrazione del contraddittorio, assegnando alle parti un termine perentorio per provvedervi, il ricorso notificata, contenente nell'intestazione le parole "atto di integrazione del contraddittorio, deve essere depositato nella cancelleria della Corte stessa, a pena di improcedibilitá, entro venti giorni dalla scadenza del termine assegnato.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Articolo aggiunto dall'articolo 62 della legge 353/1990.

    Articolo 373
    Sospensione dell'esecuzione


    Il ricorso per cassazione non sospende l'esecuzione della sentenza. Tuttavia il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata puó, su istanza di parte e qualora dall'esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione.
    L'istanza si propone con ricorso al giudice di pace(1), al pretore o al presidente del collegio, il quale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti rispettivamente dinanzi a se o al collegio in camera di consiglio. Copia del ricorso e del decreto sono notificate al procuratore dell'altra parte, ovvero alla parte stessa, se questa sia stata in giudizio senza ministero di difensore o non si sia costituita Nel giudizio definito con la sentenza impugnata. Con lo stesso decreto, in casa di eccezionale urgenza puó essere disposta provvisoriamente l'immediata sospensione dell'esecuzione(2)(3).

    (1) Parole sostituite dall'articolo 39 della legge 374/1991.
    (2) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (3) Comma cosí sostituito dall'articolo 63 della legge 353/1990.
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    Articolo 375
    Pronuncia in camera di consiglio


    Oltre che per il caso di regolamento di competenza la Corte, sia a sezioni unite che a sezione semplice, pronuncia in camera di consiglio con ordinanza quando, su richiesta del pubblico ministero o di ufficio, riconosce di dover dichiarare l'inammissibilitá del ricorso principale e di quello incidentale, pronunciare il rigetto di entrambi i per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360, ordinare l'integrazione del contraddittorio o la notificazione di cui all'articolo 332, oppure dichiarare l'estinzione del processo per avvenuta rinuncia(1)(2).
    La Corte, se ritiene che non ricorrano le ipotesi di cui al comma precedente, rinviala causa alla pubblica udienza(2)
    Le conclusioni del pubblico ministero sono notificate almeno venti giorni prima dell'adunanza della Corte in camera di consiglio agli avvocati delle parti, i quali hanno facoltá di presentare memorie entro il termine di cui all'articolo 378.

    (1) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Commi cosí sostituiti dall'articolo 64 della legge 353/1990.

    Articolo 377(1)(2)
    Fissazione dell'udienza o dell'adunanza in camera di consiglio


    Il primo presidente, su presentazione del ricorso a cura del cancelliere, fissa l'udienza o l'adunanza della camera di consiglio e nomina il relatore per i ricorsi assegnati alle sezioni unite. Per i ricorsi assegnati alle sezioni semplici provvede allo stesso modo, il presidente della sezione.
    Dell'udienza e data comunicazione dal cancelliere agli avvocati delle parti almeno venti giorni prima.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 65 della legge 353/1990.

    Articolo 384
    Enunciazione del principio di diritto e decisione della causa nei merito(1)


    La Corte, quando accoglie il ricorso per violazione o falsa applicazione di norme di diritto, enuncia il principio di diritto al quale il giudice di rinvio deve uniformarsi, ovvero decide la causa nei merito qualora non siano necessari ulteriori accertamenti di fatti(2)(3).
    Non sono soggette a cassazione le sentenze erroneamente motivate in diritto, quando il dispositivo sia conforme al diritto; in tal casa la Corte si limita a correggere la motivazione.

    (1 ) Rubrica sostituita dall'articolo 66 della legge 353/1990.
    (2) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1003.
    (3) Comma sostituito dall'articolo 66 della legge 353/1990.

    Articolo 391-bis(1)(2)
    Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione


    Se la sentenza pronunciata dalla Corte di cassazione e affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'articolo 287 ovvero da errore di fatto ai sensi dell'articolo 395, numero 4), la parte interessata puó chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli articoli 365 e seguenti da notificare entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione della sentenza, ovvero di un anno dalla pubblicazione della sentenza stessa.
    Sul ricorso la Corte pronuncia in camera di consiglio a norma dell'articolo 375.
    La pendenza del termine per la revocazione della sentenza della Corte di cassazione non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza impugnata con ricorso per cassazione respinto.
    In caso di impugnazione per revocazione della sentenza della Corte di cassazione non é ammessa la sospensione dell'esecuzione della sentenza passata in giudicato, ne é sospeso il giudizio di rinvio o il termine per riassumerlo.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Articolo aggiunto dall'articolo 67 della legge 353/1990.
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    Articolo 398
    Proposizione della domanda


    La revocazione si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciata la sentenza impugnata.
    La citazione deve indicare, a pena di inammissibilitá, il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai nn. 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsati, o del recupero dei documenti.
    La citazione deve essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale.
    La proposizione della revocazione non sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo. Tuttavia il giudice davanti a cui é proposta la revocazione, su istanza di parte, puó sospendere l'uno o l'altro fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione, qualora ritenga non manifestamente infondata la revocazione proposta(1)(2).

    (1) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 68 della legge 353/1990.
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    Articolo 431
    Esecutorietá della sentenza


    Le sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all'articolo 409 sono provvisoriamente esecutive.
    All'esecuzione si puó procedere con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per il deposito della sentenza.
    Il giudice di appello puó disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa quando dalla stessa possa derivare all'altra parte gravissimo danno.
    La sospensione disposta a norma del comma precedente puó essere anche parziale e, in ogni caso, l'esecuzione provvisoria resta autorizzata fino alla somma di lire 500 mila.
    Le sentenze che pronunciano condanna a favore del datore di lavoro sano provvisoriamente esecutive e sano soggette alla disciplina degli articoli 282 e 283(1)(2).
    Il giudice di appello pro disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa in tutto o in parte quando ricorrono gravi motivi(1)(2).

    (1) Commi applicabili ai giudizi iniziati dopo il 1 gennaio 1993 nonchè alle sentenze pubblicate dopo il 1 9 aprile 1995.
    (2) Commi aggiunti dall'articolo 69 della legge 353/1990.
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    Articolo 447-bis(1)(2)
    Norme applicabili alle controversie in materia di locazione, di comodato e di affitto


    Le controversie di cui all'art. 8, secondo comma, n. 3), sono disciplinate dagli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 420, 421, primo comma, 422, 423, primo e terzo comma, 424, 425, 426, 427, 428, 429, primo e secondo comma, 430, 433, 434, 435, 436, 437, 438, 439, 440, 441, in quanto applicabili.
    Per le controversie relative ai rapporti di cui all'art. 8, secondo comma, n. 3), é competente il giudice del luogo dove si trova la cosa. Sono nulle le clausole di deroga alla competenza. Il giudice puó disporre d'ufficio, in qualsiasi momento, l'ispezione della cosa e l'ammissione di ogni mezzo di prova, ad eccezione del giuramento decisorio, nonchè la richiesta di informazioni, sia scritte che orali, alle associazioni di categoria indicate dalle parti.
    Le sentenze di condanna di prima grado sono provvisoriamente esecutive. All'esecuzione si puó procedere con la sola copia del dispositivo in pendenza del termine per il deposito della sentenza. Il giudice d'appello puó disporre con ordinanza non impugnabile che efficacia esecutiva o l'esecuzione siano sospese quando dalle stesse possa derivare all'altra parte gravissimo danno.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti dinanzi al pretore alla data del 30 aprile 1995 relativi alle controversie in materia di locazione, di comodato e di affitto, previa ordinanza di mutamento di rito ai sensi dell'articolo 426 del Cpc.
    (2) Articolo aggiunto dall'articolo 70 della legge 353/1990.
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    Articolo 495 (1)(2)
    Conversione del pignoramento


    In qualsiasi momento anteriore alla vendita, il debitore puó chiedere di sostituire alle cose pignorate una somma di denaro pari all'importo delle spese e dei crediti del creditore pignorante e dei creditori intervenuti.
    Unitamente all'istanza deve essere depositata in cancelleria, a pena inammissibilitá, la somma corrispondente ad un quinto dell'importo del credito per cui é stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti, indicati nei rispettivi atti d'intervento. La somma é depositata dal cancelliere presso un istituto di credito indicato dal giudice.
    La somma da sostituire al bene pignorato é determinata con ordinanza dal giudice dell'esecuzione, sentite le parti.
    Con l'ordinanza che ammette la sostituzione, il giudice dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento e che la somma versata vi sia sottoposta in loro vece.
    Qualora il debitore ometta il versamento dell'importo determinato dal giudice ai sensi del terzo comma, la somma versata unitamente alla presentazione dell'istanza forma parte dei beni pignorati.
    L'istanza puó essere avanzata una sola volta, a pena inammissibilitá.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Articolo cosí sostituito dall'articolo 71 della legge 353/1990.
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    Articolo 525
    Condizione e tempo dell'intervento


    Possono intervenire a norma dell'articolo 499 tutti coloro che nei confronti del debitore hanno un credito certo, liquido ed esigibile.
    Per gli effetti di cui agli articoli seguenti l'intervento deve avere luogo non oltre la prima udienza fissata per l'autorizzazione della vendita o per l'assegnazione. Di tale intervento il cancelliere da notizia al creditore pignorante.
    Qualora il valore dei beni pignorati, determinato a norma dell'articolo 518, non superi le lire dieci milioni, l'intervento di cui al comma precedente deve aver luogo non oltre la data di presentazione del ricorso, prevista dall'articolo 529(1)(2).

    (1) Comma applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 72 della legge 353/1990.
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    Articolo 634
    Prova scritta


    Sono prove scritte idonee a norma del n. 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.
    Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro nonchè per prestazioni di servizi fatte da imprenditori che esercitano una attivitá commerciale anche a persone che non esercitano tale attivitá, sono altresí prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli articoli 2214 e seguenti del codice civile, purchè bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonchè gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture.

    Articolo 641
    Accoglimento della domanda


    Se esistono le condizioni previste nell'articolo 633, il giudice, con decreto motivato, ingiunge all'altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantitá di cose chieste o invece di queste la somma di cui all'articolo 63 nel termine di quaranta giorni, con l'espresso avvertimento che nello stesso termine puó essere fatta opposizione a norma degli articoli seguenti e che, in mancanza di opposizione, si procederá a esecuzione forzata.
    Quando concorrono giusti motivi, il termine puó essere ridotto sino a dieci giorni oppure aumentato a sessanta(1)
    Nel decreto, eccetto per quello emesso sulla base di titoli che hanno giá efficacia esecutiva secondo le vigenti disposizioni, il giudice liquida le spese e le competenze e ne ingiunge il pagamento.

    (1) Comma cosí modificato dall'articolo 8, comma 2, del DI 432/1995, convertito dalla legge 534/1995. H testo precedente era il seguente: Quando concorrono giusti motivi, il termine puó essere ridotto fino a cinque giorni oppure aumentato fino a trenta.

    Articolo 644
    Mancata notificazione del decreto


    Il decreto d'ingiunzione diventa inefficace qualora la notificazione non sia eseguita nei termine di sessanta giorni dalla pronuncia, se deve avvenire nei territorio della Repubblica, é di novanta giorni negli altri casi; ma la domanda puó essere riproposta. ----

    Articolo 660
    Forma dell'intimazione


    Le intimazioni di licenza o di sfratto indicate negli articoli precedenti debbono essere notificate a norma degli articoli 137 e seguenti, esclusa la notificazione al domicilio eletto.
    Il locatore deve dichiarare nell'atto la propria residenza o eleggere domicilio nei comune dove ha sede il giudice adito, altrimenti l'opposizione prevista nell'articolo 668 e qualsiasi altro atto del giudizio possono essergli notificati presso la cancelleria.
    La citazione per la convalida, redatta a norma dell'articolo 125, in luogo dell'invito e dell'avvertimento al convenuto previsti nell'articolo 163, terzo comma, numero 7), deve contenere, con l'invito a comparire ne)l'udienza indicata, l'avvertimento che se non comparisce o, comparendo, non si oppone, il giudice convalida la licenza o lo sfratto ai sensi dell'articolo 663.
    Tra il giorno della notificazione dell'intimazione e quello dell'udienza debbono intercorrere termini liberi non minori di venti giorni. Nelle cause che richiedono pronta spedizione il pretore puó, su istanza dell'intimante, con decreto motivato, scritto in calce all'originale e alle copie dell'intimazione, abbreviare fino alla metá i termini di comparizione.
    Le parti si costituiscono depositando in cancelleria l'intimazione con la relazione di notificazione o la comparsa di risposta, oppure presentando tali atti al giudice in udienza.
    Ai fini dell'opposizione e del compimento delle attivitá previste negli articoli da 663 a 666, é sufficiente la comparizione personale dell'intimato.
    Se l'intimazione non é stata notificata in mani proprie, l'ufficiale giudiziario deve spedire avviso all'intimato dell'effettuata notificazione a mezzo di lettera raccomandata, e allegare all'originale dell'atto la ricevuta di spedizione.

    Articolo 667(1)
    Mutamento del rito


    Pronunciati i provvedimenti previsti dagli articoli 665 e 666, il giudizio prosegue nelle forme del rito speciale, previa ordinanza di mutamento di rito ai sensi dell'art. 426.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 73 della legge 353/1990.

    Dei procedimenti cautelari in generale(1)

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    Articolo 669-bis
    Forma della domanda


    La domanda si propone con ricorso depositato nella cancelleria del giudice competente(2).

    (1) Sezione aggiunta dall'articolo 74, comma secondo, della legge 353/1 990.
    (2) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-ter(1)
    Competenza anteriore alla causa


    Prima dell'inizio della causa di merito la domanda si propone al giudice competente a conoscere del merito. Se competente per la causa di merito é il giudice di pace (2), la domanda si propone al pretore.
    Se il giudice italiano non é competente' a conoscere la causa di merito, la domanda si propone al giudice, che sarebbe competente per materia o valore, del luogo in cui deve essere eseguito il provvedimento cautelare.
    A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale o al pretore dirigente il quale designa il magistrato cui é affidata la trattazione del procedimento.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 39 della legge 374/1 991.

    Articolo 669-quater(1)
    Competenza in corso di causa


    Quando vi é causa pendente per il merito la domanda deve essere preposta al giudice della stessa.
    Se la causa pende davanti al tribunale la domanda si propone all'istruttore oppure, se questi non é ancora designato il giudizio é sospeso o interrotto al presidente, il quale provvede ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 669-ter.
    Se la causa pende davanti al giudice di pace(2), la domanda si propone al pretore.
    In pendenza dei termini per proporre l'impugnazione la domanda si propone al giudice che ha pronunziato la sentenza.
    Se la causa pende davanti al giudice straniero, e il giudice italiano non é competente a conoscere la causa di merito, si applica il terzo comma dell'articolo 669-ter.
    Il terzo comma dell'articolo 669-ter si applica altresí nei caso in cui l'azione civile é stata esercitata o trasferita nei processo penale, salva l'applicazione del comma 2 dell'articolo 316 del codice di procedura penale.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.
    (2) Parole sostituite dall'articolo 39 della legge 374/1991.

    Articolo 669-quinquies(1)
    Competenza in caso di clausola compromissoria, di compromesso o di pendenza del giudizio arbitrale


    Se la controversia é oggetto di clausola compromissoria o e compromessa in arbitri o se é pendente il giudizio arbitrale, la domanda si propone al giudice che sarebbe stato competente a conoscere del merito.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-sexies(1)
    Procedimento


    Il giudice, sentite le parti omessa ogni formalitá non essenziale al contraddittorio, procede nei modo che ritiene piú opportuno agli atti di istruzione indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del provvedimento richiesto, e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto della domanda.
    Quando la convocazione della controparte potrebbe pregiudicare l'attuazione del provvedimento, provvede con decreto motivato assunte ove occorra sommarie informazioni. In tal caso fissa, con lo stesso decreto, l'udienza di comparizione delle parti davanti a se entro un termine non superiore a quindici giorni assegnando all'istante un termine perentorio non superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto. A tale udienza il giudice, con ordinanza, conferma, modifica o revoca i provvedimenti emanati con decreto.
    Nel caso in cui la Notificazione debba effettuarsi all'estero, i termini di cui al comma precedente sono triplicati.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-septies(1)
    Provvedimento negativo


    L'ordinanza di incompetenza non preclude la riproposizione della domanda. L'ordinanza di rigetto non preclude la riproposizione dell'istanza per il provvedimento cautelare quando si verifichino mutamenti delle circostanze o vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto.
    Se l'ordinanza di incompetenza o di rigetto é pronunciata prima dell'inizio della causa di merito, con essa il giudice provvede definitivamente sulle spese del procedimento cautelare.
    La condanna alle spese é immediatamente esecutiva ed é opponibile ai sensi degli articoli 645 e seguenti in quanta applicabili, nel termine perentorio di venti giorni dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-octies(1)
    Provvedimento di accoglimento


    L'ordinanza di accoglimento, ove la domanda sia stata proposta prima dell'inizio della causa di merito, deve fissare un termine perentorio non superiore a trenta giorni per l'inizio del giudizio di merito, salva l'applicazione dell'ultimo comma dell'articolo 669-novies.
    In mancanza di fissazione del termine da parte del giudice, la causa di merito deve essere iniziata entro il termine perentorio di trenta giorni.
    Il termine decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione.
    Nei caso in cui la controversia sia oggetto di compromesso o di clausola compromissoria, la parte, nei termini di cui ai commi precedenti, deve notificare all'altra un atto nei quale dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.
    (2) Comma aggiunto dall'articolo 1 della legge 25/1994 in materia di arbitrato e disciplina dell'arbitrato internazionale.

    Articolo 669-novies(1)
    Inefficacia del provvedimento cautelare


    Se il procedimento di merito non é iniziato nel termine perentorio di cui all'articolo 669-octies, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue il provvedimento cautelare perde la sua efficacia.
    In entrambi i casi, il giudice che ha emesso il provvedimento, su ricorso della parte interessata, convocate le parti con decreto in calce al ricorso, dichiara, se non c'é contestazione, con ordinanza avente efficacia esecutiva, che il provvedimento é divenuto inefficace e da le disposizioni necessarie per ripristinare la situazione precedente. In caso di contestazione ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il provvedimento cautelare decide con sentenza provvisoriamente esecutiva, salva la possibilitá di emanare in corso di causa i provvedimenti di cui all'articolo 669-decies.
    Il provvedimento cautelare perde altresí efficacia se non é stata versata la cauzione di cui all'articolo 669-undecies, ovvero se con sentenza, anche non passata in giudicato, e dichiarato inesistente il diritto a cautela del quale era stato concesso. In tal caso i provvedimenti di cui al comma precedente sono pronunciati nella stessa sentenza o, in mancanza, con ordinanza a seguito di ricorso al giudice che ha emesso il provvedimento.
    Se la causa di merito é devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato italiano o estero, il provvedimento cautelare, oltre che nei casi previsti nel primo e nel terzo comma, perde altresí efficacia:
  • 1) se la parte che l'aveva richiesto non presenta domanda di esecutorietá in Italia della sentenza straniera o del lodo arbitrale entro i termini eventualmente previsti a pena di decadenza dalla legge o dalle convenzioni internazionali;
  • 2) se sono pronunciati sentenza straniera, anche non passata in giudicato, o lodo arbitrale che dichiarino inesistente il diritto per il quale il provvedimento era stato concesso. Per la dichiarazione di inefficacia del provvedimento cautelare e per le disposizioni di ripristino si applica il secondo comma del presente articolo.
  • (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-decies(1)
    Revoca e modifica


    Nel corso dell'istruzione il giudice istruttore della causa di merito puó, su istanza di parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare anche se emesso anteriormente alla causa se si verificano mutamenti nelle circostanze.
    Se la causa di merito é devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato, ovvero se l'azione civile é stata esercitata o trasferita nei processo penale i provvedimenti previsti dal presente articolo devono essere richiesti al giudice che ha emanato il provvedimento cautelare.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-undecies(1)
    Cauzione


    Con il provvedimento di accoglimento o di conferma ovvero con il provvedimento di modifica il giudice puó imporre all'istante, valutata ogni circostanza, una cauzione per l'eventuale risarcimento dei danni.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-duodecies(1)
    Attuazione


    Salvo quanto disposta dagli articoli 677 e seguenti in ordine ai sequestri, l'attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto somme di denaro avviene nelle forme degli articoli 491 e seguenti in quanto compatibili, mentre l'attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto obblighi di consegna, rilascio, fare o non fare avviene sotto il controllo del giudice che ha emanato il provvedimento cautelare il quale ne determina anche le modalitá di attuazione e, ove sorgano difficoltá o contestazioni, da con ordinanza i provvedimenti opportuni, sentite le parti. Ogni altra questione va proposta nel giudizio di merito.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1990.

    Articolo 669-terdecies(1)
    Reclamo contro i provvedimenti cautelari


    Contro l'ordinanza con la quale, prima dell'inizio o nel corno della causa di merito, sia stato concesso un provvedimento cautelare é ammesso reclamo nei termini previsti dall'articolo 739, secondo comma.
    Il reclamo contro i provvedimenti del pretore si propone al tribunale, quello contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio, del quale puó far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. Quando il provvedimento cautelare é stato emesso dalla Corte d'appello, il reclamo si propone ad altra sezione della stessa Corte o, in mancanza, alla Corte d'appello piú vicina.
    II procedimento é disciplinato dagli articoli 737 e 738.
    Il collegio, convocate le parti, pronuncia, non oltre venti giorni dal deposito del ricorso, ordinanza non impugnabile con la quale conferma, modifica o revoca il provvedimento cautelare.
    Il reclamo non sospende l'esecuzione del provvedimento; tuttavia il presidente del tribunale o della Corte investiti del reclamo, quando per motivi sopravvenuti il provvedimento arrechi grave danno, puó disporre con ordinanza non impugnabile la sospensione dell'esecuzione o subordinarla alla prestazione di congrua cauzione.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1 990.

    Articolo 669 quaterdecies(1)
    Ambito di applicazione


    Le disposizioni della presente sezione si applicano ai provvedimenti previsti nelle sezioni II, III e V di questo capo, nonchè, in quanta compatibili, agli altri provvedimenti cautelari previsti dal codice civile e dalle leggi speciali. L'articolo 669-septies si applica altresí ai provvedimenti di istruzione preventiva previsti dalla sezione IV di questo capo.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 74 della legge 353/1 990.

    Articolo 672
    Sequestro anteriore alla causa


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 673
    Sequestro in corso di causa


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1 990.

    Articolo 674
    Cauzione


    abrogato(1)

    (1 ) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 678
    Esecuzione del sequestro conservativo dei mobili


    Il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o presso terzi. In quest'ultimo casa il sequestrante deve, con l'atto di sequestro, citare il terzo a comparire davanti al pretore del luogo di residenza del terzo stesso per rendere la dichiarazione di cui all'articolo 547. Il giudizio sulle controversie relative all'accertamento dell'obbligo del terzo é sospeso fino all'esito di quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l'immediato accertamento dei propri obblighi(1).
    Se il credito é munito di privilegio sugli oggetti da sequestrare, il giudice puó provvedere nei confronti del terzo detentore, a norma del secondo comma dell'articolo precedente.
    Si applica l'articolo 610 se nei corso dell'esecuzione del sequestro sorgono difficoltá che non ammettono dilazione.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 75 della legge 353/1990.

    Articolo 680
    Convalida del sequestro autorizzato anteriormente alla causa


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 681
    Convalida del sequestro autorizzato in corso di causa


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 682
    Decisione separata sulla convalida


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 683
    Inefficacia del sequestro


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Dei procedimenti di denuncia di nuova opera e di danno temuto(1)

    ----

    Articolo 688
    Forma dell'istanza


    La denuncia di nuova opera o di danno temuto si propone con ricorso al pretore competente a norma dell'articolo 21.
    Quando vi é causa pendente per il merito, la denuncia si propone a norma dell'articolo 669-quater(2).

    (1) La numerazione della sezione 6 stata cosí modificata dall'articolo 74, comma primo, della legge 353/1990.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 76 della legge 353/1990.

    Articolo 689
    Provvedimenti immediati


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 690
    Pronuncia sui provvedimenti immediati


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 701
    Competenza


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990.

    Articolo 702
    Procedimento


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990. ----

    Articolo 703
    Domande di reintegrazione e di manutenzione nei possesso


    Le domande di reintegrazione e di manutenzione nei possesso si propongono con ricorso a1 pretore competente a norma dell'articolo 21.
    Il giudice provvede ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti(1).

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 77 della legge 353/1990. ----

    Articolo 818
    Provvedimenti cautelari


    Gli arbitri non possono concedere sequestri ne altri provvedimenti cautelari.
    abrogato(1)

    (1) Comma abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990. ----

    Articolo 66
    Tempo degli atti dei conciliatori


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 47 della legge 374/1991.

    Articolo 67
    Luogo delle udienze


    abrogato(1)
    (1) Articolo abrogato dall'articolo 47 della legge 374/1991. ----

    Articolo 69-bis(1)
    Determinarione delle udienze di prima comparizione


    Il decreto del presidente del tribunale, che stabilisce, a norma del secondo comma dell'art. 163 del codice, i giorni della settimana é le ore delle udienze destinate esclusivamente alla prima comparizione delle parti, deve essere aflisso in tutte le sale d'udienza del tribunale entro il 30 novembre di ogni anno é rimanervi durante il suc- cessivo anno giudiziario cui si riferisce.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 78 della legge 353/1990.

    Articolo 76(1)
    Potere delle parti sui fascicoli


    Le parti o i loro difensori muniti di procura possono esa- minare gli atti é i documenti inseriti nei fascicolo d'uEicio é in quelli delle altre parti é farsene rilasciare copia dal cancelliere, osservate le leggi sul bollo.

    (1) Articolo cosí modificato dall'articolo 7 del DI 571/1994 convertito, con modificazioni, dalla legge 673/1994. ----

    Articolo 82
    Rinvio delle udienze di prima comparizione é d'istruzione


    Qualora il giudice istruttore designato non tenga udienza neI giorno Bssato per la prima comparizione del- le parti, questa si intende rinviata d'uflicio alla udienza di prima comparizione immediatamente successiva, as- segnata allo stesso giudice(1).
    La stessa disposizione si applica anche nei casa che il presidente abbia designato un giudice diverso da quelli che tengono udienze di prima comparizione neI giorno fissato dall'attore(1).
    Se neI giorno fissato non si tiene udiema d'istruzione per festivita sopravvenuta o impedimento del giudice istrut- tore, ovvero per qualsiasi altro motivo, la causa s'intende rinviata d'ut1icio alla prima udienza d'istruzione imme- diatamente successiva.
    II giudice istruttore puo, su istanza di parte o d'ufficio, fissare altra udienza di istruzione, ferme le disposizioni dell'articolo precedente. Il decreto é comunicato dal cancelliere alle parti non presenti alla pronuncia del provvedimento.
    Se le parti alle quali deve essere fatta la comunicazione prevista nel primo e nel terzo comma precedenti, o alcu- na di esse, non compariscono nella nuova udienza, il giu- dice istruttore verifica la regolarita della comunicazione e ne ordina, quando occorre, la rinnovazione, rinviando la causa, secondo i casi, all'udienza di prima compari- zione immediatamente successiva, ovvero ad altra udien- za d'istruzione.

    (1) Commi sos5tuiti dall'articolo 79 della legge 353 1990.

    Articolo 110
    Fissazione dell'udienza di trattazione


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353 1990.

    Articolo 112-bis
    Rimessione della causa al collegio in pendenza di reclamo


    abrogato(1)

    (1) Articolo abrogato dall'articolo 89 della legge 353/1990. ----

    Articolo 113(1)
    Determinazione dei giorni delle camere di consiglio e composizione dei collegi


    Al principio di ogni trimestre il presidente del tribunale o della sezione determina con decreto i giorni in cui si tengono le camere di consiglio e la composizione dei relativi collegi giudicanti.
    Se alla camera di consiglio sono chiamati giudici in numero superiore a quello stabilito, il collegio, per ciascuna causa, é formato dai presidente, dal relatore e dal giudice piú anziano.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 80 della legge 353/1990.

    Articolo 114(1)
    Determinazione dei giorni d'udienza e composizione dei collegi


    All'inizio di ciascun anno giudiziario, il presidente del tribunale stabilisce, con decreto approvato dal primo presidente della Corte d'appello, i giorni della settimana e le ore in cui il tribunale o le sezioni tengono le udienze di discussione di cui ai commi terzo e quarto dell'art. 275 del codice.
    Il decreto del presidente deve restare affisso per tutto l'anno in ciascuna sala di udienza del tribunale.
    Al principio di ogni trimestre il presidente del tribunale determina con decreto la composizione del collegio giudicante per ogni udienza di discussione di cui ai commi terzo e quarto dell'art. 275 del codice.
    Se all'udienza sono chiamati giudici in numero superiore a quello stabilito, il collegio, per ciascuna causa, é formato dal presidente, dai relatore e dal giudice piú anziano.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 80 della legge 353/1990. ----

    Articolo 128
    Determinazione dei giorni d'udienza


    Il decreto del primo presidente della Corte d'appello, che stabilisce, a norma dell'articolo 163 secondo comma del Codice, i giorni della settimana e le ore delle udienze destinate esclusivamente alla prima comparizione delle parti, deve essere affisso in tutte le sale d'udienza della Corte d'appello entro il 30 novembre di ogni anno, e rimanervi durante il successivo anno giudiziario cui si riferisce.
    Il primo presidente della Corte d'appello stabilisce con decreto, al principio e alla meta dell'anno giudiziario, i giorni della settimana e le ore in cui debbono tenersi le udienze destinate esclusivamente alla prima comparizione delle parti, e le udienze d'istruzione. Il decreto deve rimanere affisso in tutte le sale di udienza della Corte d'appello durante il periodo al quale si riferisce(1).

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 81 della legge 353/1990.

    Articolo 130 (1)
    Appello contro la sentenza di estinzione del processo


    Nel giudizio d'appello contro la sentenza che ha dichiarato l'estinzione del processo a norma dell'art. 308 del codice o che ha provveduto sul reclamo previsto nell'art. 630 del codice stesso, i1 collegio, quando é necessario, autorizza le parti a presentare memorie, fissando i rispettivi termini, e provvede in camera di consiglio con sentenza.

    (1) Articolo cosí sostituito dall'articolo 82 della legge 353/1990. ----

    Articolo 138
    Procedimento in camera di consiglio


    Il primo presidente della Corte suprema di cassazione, nei casi d'inammissibilitá e d'improcedibilitá del ricorso e negli altri casi previsti nell'articolo 375 del Codice, dispone 1'invio al pubblico ministero dei ricorsi che debbono essere decisi in camera di consiglio e di quelli dei quali il pubblico ministero stesso ha fatto richiesta.
    II pubblico ministero, se ritiene che i ricorsi debbano essere trattati in camera di consiglio, stende per iscritto le sue requisitorie in calce ai ricorsi stessi e restituisce gli atti alla cancelleria della Corte.
    Il cancelliere provvede alla notificazione delle requisitorie ai difensori delle parti a norma dell'articolo 375 quarto comma del Codice(1).

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 83 della legge 353/1990.

    Articolo 144-bis(1)(2)
    Attestazione de cancelliere in caso di mancata integrazione del contraddittorio


    Qualora non sia stato osservato il disposto di cui all'articolo 371-bis del codice, il cancelliere lo attesta con apposita dichiarazione, da allegare al fascicolo d'ufficio, per gli adempimenti di cui all'articolo 138.

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Articolo aggiunto dall'articolo, 84 della legge 353/1990.
    ----

    Articolo 156
    Esecuzione sui beni sequestrati


    Il sequestrante che ha ottenuto la sentenza di condanna esecutiva prevista nell'articolo 686 del codice deve depositarne copia nella cancelleria del giudice competente per 1'esecuzione nei termine perentorio di sessanta giorni dalla comunicazione, é deve quindi procedere alle notificazioni previste nell'articolo 498 del Codice(1).
    Se oggetto del sequestro sono beni immobili, il sequestrante deve inoltre chiedere, nel termine perentorio di cui al comma precedente, l'annotazione della sentenza di condanna esecutiva in margine alla trascrizione prevista nell'articolo 679 del Codice.

    (1) Comma cosí sostituito dall'articolo 85 della legge 353/1990.

    Articolo 156-bis(1)
    Esecuzione sui beni sequestrati in forza di sentenza straniera o di lodo arbitrale


    Se la causa di merito é devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o é compromessa in arbitri, il sequestrante deve, a pena di perdita di efficacia del sequestro conservativo ottenuto, proporre domanda di esecutorietá in Italia della sentenza straniera o del lodo entro il termine perentorio di sessanta giorni, decorrente dal momento in cui la domanda di esecutorietá é proponibile.
    La dichiarazione di esecutorietá produce gli petti di cui all'articolo 686 del Codice é diventa applicabile il precedente articolo 156.

    (1) Articolo aggiunto dall'articolo 86 della legge 353/1990.

    Articolo 159(1)
    Istituti autorizzati all'incanto e alla amministrazione dei beni


    Gli istituti ai quali possono essere affidate la vendita all'incanto dei beni mobili a norma dell'articolo 534 del Codice o l'amministrazione giudiziaria dei beni immobili a norma dell'articolo 592 del Codice sono autorizzati con decreto del Ministro di grazia e giustizia.
    Agli istituti autorizzati alle vendite all'incanto dei mobili pignorati puó essere affidata anche la custodia e la vendita dei mobili stessi previste negli articoli 520 secondo comma e 532 del Codice; ad essi puó essere inoltre affidata qualsiasi altra vendita mobiliare disposta dall'autoritá giudiziaria.
    Il Ministro di grazia e giustizia stabilisce le modalitá e i controlli per l'esecuzione degli incarichi indicati nei commi precedenti, nonchè la misura dei compensi dovuti agli istituti(2).

    (1) Applicabile ai giudizi pendenti alla data del 1 gennaio 1993.
    (2) Comma cosí sostituito dall'articolo 87 della legge 353/1990.

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