Università degli Studi di Trento
Università degli Studi di Trento - Dipartimento di Scienze Giuridiche
Il diritto penale dell'informatica
nell'epoca di Internet
Facoltà di Giurisprudenza - Dipartimento di Scienze Giuridiche

PRESENTAZIONE

La rapida evoluzione delle tecnologie informatiche e telematiche, che consentono di elaborare, memorizzare, trasmettere dati ed informazioni di ogni genere, con una velocità e semplicità prima sconosciute, ha trasformato l'accesso e l'uso di tali mezzi da specifica competenza professionale di pochi ad indispensabile conoscenza di base alla portata di tutti, come dimostra l'esplosione "di massa" del fenomeno Internet.

Alla loro capillare diffusione - a ragione considerata un obiettivo fondamentale da perseguire, per lo sviluppo non solo degli scambi economici e commerciali, ma anche dei rapporti sociali in genere, dati i vantaggi che può portare ai singoli ed alla collettività - si accompagna però anche la parallela comparsa ed estensione di nuovi tipi di comportamento dannosi o pericolosi, noti in specie con il nome di criminalità informatica (o "da computer").

Si tratta di aggressioni illecite, realizzate attraverso ovvero a danno di dati o sistemi informatici o telematici, che offendono svariati tipi di interessi: da quelli tradizionali, di contenuto patrimoniale o meno, lesi però con nuove modalità di aggressione (ad es.: con manipolazioni informatiche, nel caso di frodi e falsità informatiche; con la diffusione telematica di contenuti illeciti, nel caso di pornografia minorile o altri reati di manifestazione del pensiero commessi via Internet), fino a quelli direttamente nascenti dall’applicazione stessa dell’informatica: come, ad es., i diritti di esclusiva sui programmi per elaboratore o le banche di dati; la sicurezza e la riservatezza dei dati e dei sistemi informatici; per molti aspetti la privacy, offesi - rispettivamente - da riproduzioni non autorizzate; danneggiamenti e virus; spionaggi, intercettazioni, accessi abusivi o "trattamenti" illeciti.

Questo articolato complesso di reati informatici - sparsi nel codice penale ed in numerose leggi speciali - sono stati più o meno felicemente tipizzati nel nostro ordinamento da un’ondata di leggi novellistiche degli anni ’90, spesso attuative - con più o meno sensibili ritardi - di convenzioni, raccomandazioni e direttive di organismi sovranazionali (Consiglio d’Europa e Comunità europea in specie), che hanno dato vita ad un diritto penale dell’informatica tuttora bisognoso di sistematica analisi ed approfondita riflessione critica.

Obiettivo del Convegno è stimolare un confronto, fra qualificati studiosi ed operatori della materia, che considerando organicamente i vari gruppi di disposizioni incriminatrici, consenta di valorizzarne i nessi ed evidenziarne le eventuali incongruenze o parziali sovrapposizioni, ovvero i perduranti vuoti di tutela di fronte ai sempre nuovi problemi che la prassi e la costante evoluzione tecnologica pongono, tenendo altresì conto delle diverse discipline extrapenali che vi sono coinvolte (soprattutto in materia di protezione di programmi e di dati personali), degli specifici profili di natura processuale che possono venire in rilievo (in particolare in tema di intercettazioni dei flussi di dati ed acquisizione e valutazione delle prove) e del quadro giuridico sovranazionale e comparato, con cui ci si deve necessariamente confrontare, data la dimensione transnazionale del fenomeno da combattere.