UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRENTO

"COLLANA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE"

DARIA DE PRETIS
Valutazione amministrativa e discrezionalità tecnica
EDIZIONI CEDAM - PADOVA
1995 

copertina

INDICE

Introduzione


Parte Prima
L'EVOLUZIONE STORICA DELLA NOZIONE E DEL REGIME GIURIDICO DEI CONCETTI GIURIDICI INDETERMINATI NEL DIRITTO AMMINISTRATIVO TEDESCO

Capitolo Primo
PREMESSE
  1. Premesse della ricostruzione storica: a) la rilevanza della struttura normativa nello studio della discrezionalità: unbestimmte Rechtsbegriffe (concetti giuridici indeterminati) e Ermessensermächtigungen (attribuzioni di potere discrezionale)
  2. (segue) b) l'analisi testuale: carattere formale ed apparente disomogeneità della categoria dei concetti giuridici indeterminati
  3. (segue) c) l'articolazione del procedimento di applicazione del concetto indeterminato: interpretazione e sussunzione
Capitolo Secondo
LE ORIGINI E L'EVOLUZIONE DOTTRINALE
  1. Le origini della nozione di unbestimmter Rechtsbegriff
  2. Il doppio significato degli unbestimmte Rechtsbegriffe nella ricostruzione di W. Jellinek
  3. Assoluta vincolatività degli unbestimmte Rechtsbegriffe: il principio dell'«unica decisione giusta»
  4. Critica all'assoluta vincolatività: tentativo di ricostruzione degli unbestimmte Rechtsbegriffe come categoria intermedia fra assoluta vincolatività e discrezionalità
  5. (segue): a) la teoria del Beurteilungsspielraum (dello spazio di valutazione)
  6. (segue): b) la teoria della Vertretbarkeit (della rappresentabilità)
  7. Le tendenze più recenti verso la graduale negazione di una diversità qualitativa fra concetti giuridici indeterminati e discrezionalità
Capitolo Terzo
DIVERGENZE E CONVERGENZE FRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZA
  1. La posizione della giurisprudenza: la regola della piena controllabilità dell'applicazione dei concetti giuridici indeterminati
  2. (segue) e l'eccezionale riconoscimento di uno spazio di valutazione
  3. Stato attuale della questione
Parte Seconda
ASPETTI DELL'EVOLUZIONE DELLA NOZIONE DI DISCREZIONALITÀ TECNICA NEL DIRITTO AMMINISTRATIVO ITALIANO

Capitolo Primo
INTRODUZIONE ALLA RICOSTRUZIONE STORICA
  1. Le ragioni di una premessa storica
  2. La norma, la discrezionalità e la tecnica come termini del dibattito dottrinale e come elementi di lettura dell'evoluzione della nozione
Capitolo Secondo
L'ORIGINARIA CONTRADDIZIONE DELLE TEORIE ITALIANE SULLA NORMA IMPRECISA
  1. L'influenza della dottrina tedesca sulle teorie italiane sulla norma imprecisa
  2. L'intrinseca coerenza del profilo definitorio del fenomeno
  3. Il regime giuridico di insindacabilità: carattere estrinseco della contraddizione
Capitolo Terzo
DALLA NORMA IMPRECISA ALLA DISCREZIONALITÀ
  1. La vicinanza con la discrezionalità amministrativa come fondamento sistematico del regime di insindacabilità della discrezionalità tecnica
  2. L'unitarietà del concetto di discrezionalità amministrativa (pura e tecnica) nelle teorie di O. Ranelletti e di A. Raselli
  3. Forme di apparentamento della discrezionalità tecnica con la discrezionalità amministrativa come costanti del dibattito dottrinale sulla discrezionalità tecnica
Capitolo Quarto
DALLA DISCREZIONALITÀ ALLA TECNICA
  1. Necessità di un diverso criterio di individuazione del fenomeno a seguito della precisazione del concetto di discrezionalità amministrativa
  2. L'evoluzione del significato di «tecnica» nella formula «discrezionalità tecnica»: a) la tecnicità come non politicità della valutazione
  3. (segue): b) la tecnicità come scientificità dei criteri applicati alla valutazione
  4. Emersione di profili di inadeguatezza sistematica della ricostruzione della discrezionalità tecnica come attività applicativa di cognizioni di carattere scientifico: a) nelle teorie che negano utilità concettuale alla nozione
  5. (segue): b) nelle teorie che approfondiscono le tematiche del rapporto fra amministrazione e tecnica
  6. Il rilievo del carattere «tecnico» del giudizio in funzione della definizione del regime giuridico della discrezionalità tecnica: a) nella giurisprudenza
  7. (segue): b) e nella dottrina
  8. Stato attuale del problema
Parte Terza
SPUNTI RICOSTRUTTIVI

Capitolo Primo
CRITICA ALLA CATEGORIA DELLA DISCREZIONALITÀ TECNICA
  1. Carattere non esaustivo delle categorie dell'attività amministrativa vincolata e dell'attività amministrativa discrezionale
  2. Progressivo rilievo di un ambito di attività valutativa, ma non discrezionale (in senso stretto) della pubblica amministrazione
  3. Verifica dei rapporti fra la categoria della discrezionalità tecnica e l'ambito dell'attività valutativa non discrezionale della pubblica amministrazione: limiti sistematici di carattere estrinseco della categoria
  4. Limiti sistematici di carattere intrinseco della categoria della discrezionalità tecnica: a) nei suoi rapporti con l'attività amministrativa vincolata
  5. (segue): b) nei suoi rapporti con l'attività amministrativa discrezionale
  6. Inadeguatezza della categoria con riguardo al fondamento del suo regime giuridico: verifiche su posizioni dottrinali particolarmente significative
  7. (segue)
  8. Conclusioni: sostanziale irrilevanza della tecnica per la soluzione del problema del trattamento giuridico dell'attività valutativa non discrezionale della pubblica amministrazione
Capitolo Secondo
CONFIGURABILITÀ DI UN POTERE AMMINISTRATIVO RISERVATO DI VALUTAZIONE (NON DISCREZIONALE IN SENSO STRETTO): IL PROFILO ORGANIZZATORIO DELLA LEGITTIMAZIONE
  1. Alcune considerazioni intorno alla questione della valutazione degli interessi come possibile oggetto di una scelta tecnica
  2. La soggettività della scelta e il rilievo del profilo organizzatorio della pubblica amministrazione
  3. Ammissibilità dell'estensione del criterio di legittimazione organizzatorio anche ad ambiti valutativi diversi da quelli aventi ad oggetto interessi (cioè diversi dalle scelte discrezionali in senso stretto)
  4. Un riscontro: la potestà di autorganizzazione come esempio di potere non avente (necessariamente) ad oggetto diretto la valutazione degli interessi e come espressione di un principio generale di elasticità
  5. Il potere di valutazione (non discrezionale) dal punto di vista della sua legittimazione organizzatoria
Capitolo Terzo
PER UN PASSAGGIO DALLA TECNICA ALLA CENTRALITÀ DELLA NORMA: IL PROFILO SOSTANZIALE DELLA LEGITTIMAZIONE
  1. Il potere di valutazione (non discrezionale): la norma come criterio di identificazione sostanziale delle ipotesi di affidamento riservato. La condizione di operatività «rafforzata» del principio di legalità
  2. Per un ritorno alla centralità della norma: a) dalla norma imprecisa all'attribuzione normativa del potere di valutazione (non discrezionale)
  3. (segue): b) la norma come riferimento essenziale per la qualificazione delle condizioni di azione dell'amministrazione (potere discrezionale, potere di valutazione non discrezionale, mere valutazioni), con particolare riguardo ai rapporti fra (mere) valutazioni e potere di valutazione
  4. (segue): c) i rapporti fra la norma e il c.d. «potere di valutazione del fatto»
  5. Aspetti di costituzionalità dell'attribuzione all'amministrazione di poteri di valutazione con particolare riguardo alle garanzie di tutela
  6. Indice degli Autori