UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRENTO

"COLLANA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE"

ELISABETTA GRANDE
Accordo criminoso e conspiracy. Tipicità e stretta legalità nell'analisi comparata
EDIZIONI CEDAM - PADOVA
1993 

copertina

INDICE
Capitolo Primo
LA CONSPIRACY E LE DESCRIZIONI AUTOCTONE
  1. Profilo storico
    1. Le origini del reato di conspiracy
    2. Il principio nullum crimen sine lege ed il sistema anglo-americano
      1. Riserva di legge e funzione creativa delle Corti di common law in campo penale
      2. Principio di legalità e garanzie dell'individuo fra civil law e common law
      3. Riserva di legge e riserva di fonte scritta in campo penale nel modello anglo-americano: a) il sistema inglese; b) il sistema statunitense
      4. Conspiracy e indeterminatezza della fattispecie: rinvio
    3. L'uso anti-sindacati ed anti-partito comunista della fattispecie di conspiracy
      1. Il sistema inglese
      2. Il sistema statunitense
  2. La fattispecie di conspiracy: aspetti sostanziali e processuali
    1. La struttura della fattispecie: elementi obbiettivi e soggettivi
      1. L'accordo fra due o più soggetti
      2. L'elemento psichico
    2. I profili processuali ed i vantaggi offerti dall'accusa da una conspiracy charge
    3. Ulteriori sviluppi della fattispecie di conspiracy
      1. La recezione statunitense e le modifiche apportate al modello inglese
      2. La riforma inglese del 1977: la conspiracy in Inghilterra oggi
Capitolo Secondo
LA CONSPIRACY E LE REGOLE OPERATIVE
  1. La conspiracy fra apparenza e realtà: il vero ruolo svolto dalla fattispecie all'interno del sistema penale anglo-americano
    1. La legittimazione formale della fattispecie
    2. Conspiracy ed anticipazione della punibilità
      1. La pratica inoperatività della funzione prodromica della fattispecie
      2. Ragioni e forme dello scarto fra apparenza e realtà
    3. Conspiracy e indeterminatezza della fattispecie
      1. La fattispecie di conspiracy quale accordo volto a commettere un fatto genericamente illecito e la pratica limitazione dell'oggetto dell'accordo punibile ai soli fatti criminosi
      2. La riforma inglese del 1977 ed il caso della conspiracy to defraud
    4. Conspiracy e concorso di persone nel reato
      1. La funzione incriminatrice svolta dalla fattispecie di conspiracy: a) nei confronti di condotte ancillari ad un fatto criminoso realizzato da altri; b) nei confronti della condotta del concorrente necessario non punibile in base alla norma principale
      2. La conspiracy e la presenza della giuria nel modello anglo-americano
    5. Conspiracy e criminalità organizzata
      1. Il modello statunitense: rinvio
      2. Il modello inglese
Capitolo Terzo
LA SOGLIA DELL'ATTIVITÀ PUNIBILE IN ITALIA E NEI SISTEMI ANGLO-AMERICANI: UNO STUDIO COMPARATO SUL TENTATIVO
  1. Il sistema italiano
    1. La soluzione legislativa
    2. La soluzione della dottrina
      1. Le scelte interpretative in ordine all'elemento della direzione non equivoca degli atti
      2. Le soluzioni relative all'elemento della "idoneità"
      3. Le soluzioni esegetiche intorno ai rapporti fra gli artt. 49, 2° comma, c.p. e 56 c.p.
      4. Nostra interpretazione
        1. Direzione non equivoca e idoneità degli atti: rapporti fra elementi obbiettivi di fattispecie
        2. Autonomia e portata del criterio dell'idoneità degli atti
        3. Il criterio proposto in relazione a differenti teoriche
        4. Il momento di formulazione dei giudizi di direzione non equivoca e di idoneità degli atti
        5. Rapporti fra 49, 2° comma, e 56 c.p. e l'inesistenza dell'oggetto
        6. Conclusioni
    3. La soluzione giurisprudenziale
      1. Un approccio "fattuale"
      2. Le Corti e l'accertamento della direzione non equivoca degli atti
      3. Le Corti e l'accertamento dell'idoneità degli atti
      4. Le Corti ed i rapporti fra l'art. 49, 2° comma, c.p. e l'art. 56 c.p.
      5. Conclusioni
  2. Il sistema anglo-americano
    1. La regola di "common law"
      1. Nascita e sviluppo del reato di attempt
      2. L'elemento obbiettivo della fattispecie tentata: una primitiva concezione troppo restrittiva
    2. La soluzione dottrinale e la "parziale" lettura delle decisioni in tema di criminal attempt
      1. Teoriche relative al necessario grado di sviluppo dell'azione criminosa
      2. L'idoneità degli atti quale elemento essenziale del tentativo punibile e la mistificazione operata dalla dottrina nella lettura delle decisioni delle Corti
        1. La factual impossibility nell'interpretazione dottrinale
        2. La legal impossibility nell'interpretazione dottrinale
      3. La giurisprudenza e la realtà operativa: un differente approccio "decodificatorio"
        1. La rilevanza concreta dell'idoneità degli atti: idoneità ex ante ed idoneità ex post
        2. Il significato ed il fondamento logico-giuridico della regola giurisprudenziale secondo cui la legal impossibility esclude la configurazione di un tentativo punibile
        3. Il necessario grado di sviluppo dell'azione criminosa e l'esigenza di una messa in pericolo del bene protetto quale dato emergente dall'analisi delle pronunce delle Corti anglo-americane
        4. Enunciati e regole: una declamata ipotesi di anticipazione della soglia dell'attività punibile a titolo di tentativo. Il caso dell'"uso" di un "innocent agent"
      4. La soluzione legislativa ed il suo impatto pratico, ovvero l'aperto contrasto fra due opposte prospettive punitive
        1. La soluzione inglese: il Criminal Attempts Act del 1981
        2. La soluzione nord-americana: il Model Penal Code ed il grado di accoglimento della sua impostazione nelle singole legislazioni statali
        3. Il reale impatto delle formule legislative nella pratica delle Corti
    3. Il fondamento della punibilità del tentativo e la soglia dell'attività punibile nei modelli italiano ed anglo-americano: analogie e differenze fra i sistemi
Capitolo Quarto
L'ACCORDO CRIMINOSO E LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA: ELEMENTI PER UNA COMPARAZIONE FRA SISTEMI GIURIDICI
  1. Il sistema statunitense ed il reato di conspiracy nel suo aspetto di fattispecie dotata di autonomia offensiva: enunciati e regole
  2. Il sistema italiano ed i reati associativi "comuni"
    1. La soluzione della dottrina
    2. La posizione della giurisprudenza
  3. La responsabilità degli associati per i reati-scopo commessi dagli altri associati: enunciati e regole
  4. La conspiracy come strumento di lotta contro la criminalità organizzata: sua efficacia sul piano processuale
  5. Conspiracy, associazione di stampo mafioso e carenza di tassatività della fattispecie: ancora un esempio di intersecazione fra piano degli enunciati e piano operazionale
Capitolo Quinto
EPILOGO