MINISTERO DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
PROGRAMMI DI RICERCA ANNO 2000
COMPITI E SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI RICERCA
Dipartimento Affari Economici

       
Coordinatore     GAETANO LO CASTRO
Titolo della Ricerca     DINAMICHE DI TRASFORMAZIONE DELLE ISTITUZIONI RELIGIOSE CON PARTICOLARE RIGUARDO ALL'ORDINAMENTO CANONICO, E LORO INFLUSSO SUGLI ORDINAMENTI CIVILI
Finanziamento assegnato     136 , Euro 70238
Rd+Ra     71 , Euro 36668 (dichiarata all'atto della domanda)   
Durata     24 mesi
 Obiettivo della Ricerca


Obiettivo della presente ricerca è verificare se e in che modo la religione abbia contribuito, e tuttora contribuisca, alla costruzione degli ordinamenti giuridici civili, con particolare riferimento a quello
italiano come inserito nel contesto dell'Unione Europea.
A tal fine, si studieranno alcuni istituti che, meglio di altri, appaiono al riguardo significativi. Gli enti ecclesiastici, per verificare se le modalità di riconoscimento civile salvaguardino la peculiare natura degli enti religiosi; la collegialità come modo di agire delle persone giuridiche, con particolare riferimento agli influssi della dottrina canonistica su quella civile; il matrimonio, nel suo passaggio da un modello esclusivamente religioso a quello deistituzionalizzato e contrattualistico proprio dell'attuale ordinamento civile; la figura dell'eretico, quale soggetto "dissenziente" all'interno di una comunità religiosa.
Naturalmente, sarà affrontato anche il tema della tutela della libertà religiosa, in una società pluralista come ormai afferma di essere la nostra. In particolare, si studierà se gli attuali problemi di libertà e discriminazione religiosa si esprimono in termini di aggressioni dirette, ovvero in sede di aggressioni indirette, tali da richiedere specifici interventi giurisprudenziali con una accentuata funzione nomopoietica.
La fede, valore di per sè assoluto non solo nel cristianesimo ma in ogni società religiosa nell'ambito del quale è opportuno studiare i comportamenti dei battezzati che contrastano con essa, è stata l'ispiratrice di taluni valori essenziali all'idea di Europa: come non pensare al concetto stesso di persona, o a quelli prima di tolleranza e poi di libertà religiosa. E tra questa valori spicca anche, e indubbiamente, il principio dualista. Il cristianesimo cioè, togliendo la religione dalle mani della politica, introdusse, si può dire per la prima volta nel mondo occidentale, una chiara distinzione fra società religiosa e società civile. Un dualismo che è stato sempre di fatto presente all'interno dell'orizzonte culturale europeo, seppur l'equilibrio, la complementarietà si può altresì dire dei suoi elementi costitutivi, sia stata non di rado travisata e compromessa da reciproche "invasioni di campo". Si cercherà così di comprendere quanto l'ideologia, o comunque in generale il pensiero culturale e politico, non sia qualcosa di disgiunto dalla realtà giuridico-ordinamentale, ma abbia esercitato e tuttora eserciti uno specifico influsso nella costruzione e determinazione della stessa.


Innovazione rispetto allo stato dell'arte nel campo


La ricerca nell'ambito da noi proposto è, al momento attuale, incentrata soprattutto sull'idea di libertà religiosa. Invero, l'elemento più rilevante che si può evincere dal panorama internazionale, non diversamente da quello nazionale, è probabilmente l'impegno per radicare in modo duraturo l'idea che ogni confessione religiosa ha diritto alla libertà, astrazion fatta da che sia una delle Chiese tradizionali, ovvero un gruppo recente e per certi versi atipico nella nostra tradizione. In altre parole, soprattutto per via giurisprudenziale, non meno che per quella dottrinale, si sta affermando l'idea che tutte le denominazioni religiose debbono avere la libertà di agire liberamente in ogni nazione, senza essere oggetto di ingiustificate restrizioni o persecuzioni, anche se si tratta di minoranze, ed anche se difendono valori morali diversi, forse in conflitto con quelli comunemente accettati dalle società "occidentali".
La Corte europea dei diritti dell'Uomo ha enucleato taluni principi che attengono specificamente alle relazioni fra Stato e religione. La Corte ha implicitamente ammesso che può esistere una cooperazione fra
Stato e confessioni religiose, anche qualora siffatta cooperazione non si svolga su un piano di parità sostanziale e giuridica. L'uguaglianza, quale sancita nell'art. 14 della Convenzione europea per i diritti umani del 1950, deve essere applicata in modo rigoroso alla libertà, ma non necessariamente alla cooperazione. Persino situazioni di privilegio per una confessione (come il caso della religione ortodossa, in Grecia) o la presenza di Chiese di Stato (Inghilterra, Paesi scandinavi) non sono state considerate contrarie alla libertà di religione quale formalizzata nella detta Convenzione. Ciò che importa, per la Corte, è che tale privilegi non comportino, come effetti collaterali, ingiustificate restrizioni alla libertà del singolo e dei gruppi dei quali egli è membro.
Insomma, non si tratta di stabilire dei criteri uniformi per regolare le relazioni fra una Chiesa e gli Stati, né di imporre una laicità che significhi indifferenza per il fenomeno religioso. Ma il punto fondamentale
del ragionamento della Corte europea è che l'atteggiamentio dello Stato nei riguardi del fenomeno religioso è essenzialmente un problema politico, ed è il risultato delle tradizioni storiche e culturali di ogni Paese.
In una società ormai multietnica e, per certi aspetti multireligiosa quale si sta prospettando quella italiana, risulta così interessante, e innovativo rispetto alle conclusioni cui si è sinora pervenuti, ricercare la permanenza di idee religiose, cristiane soprattutto, che continuino a ispirare mentalità, comportamenti, legislazione. Soprattutto per verificare una linea di continuità, ovvero di discontinuità, fra il diritto della Chiesa e quello secolare. Le determinazioni cui si giungerà con riferimento al diritto canonico, potranno poi servire come base logico-intepretativa per altri diritti religiosi, che ora si affacciano al nostro ordinamento,ponendo non pochi problemi agli amministratori e ai giudici.


Criteri di verificabilità

1) Al diritto della Chiesa si impongono riferimenti obiettivi e razionali, fondati sulla relazionalità del soggetto e sul diritto divino. Alla luce di ciò si potrà valutare una ricerca che avrà ad oggetto i caratteri peculiari dell'ordinamento ecclesiale (e non di rado di altre confessioni), e che, riflettendo sugli assetti istituzionali
delle società secolari e di quella religiosa, analizzerà le reciproche relazioni in un rapporto interordinamentale, con particolare riferimento alla materia degli enti, del matrimonio, della volontà collegiale, della procedura amministrativa, nonchè all'interno dell'ordinamento ecclesiale al problema dello stato giuridico dell'eretico.

2) Verifica di una analisi avente ad oggetto l'attuazione per via amministrativa e giurisprudenziale della legislazione italiana in tema di rapporti interordinamentali stato-confessionali, nel suo confronto con quella degli altri Stati dell'Unione europea. Lo studio riguarderà da un lato soprattutto quegli istituti che, sorti in un ordinamento religioso, sono stati poi recepiti da quello civile (come ad es. il matrimonio) ovvero figure giuridiche "a cavallo" fra i due ordinamenti, regolate cioè da disposizioni normative dettate da diversi soggetti dotati di una loro sovranità (ad es. gli enti ecclesiastici), dall'altro le posizioni giuridiche soggettive che, mutate all'interno dell'ordinamento canonico per scelte dei soggetti che ne fanno parte (es.eresia),si riflettono anche negli ordinamenti secolari per effetto dell'unicità dei soggetti sui quali diritto canonico e diritto civile insistono.

3) Delimitazione legislativa e giurisprudenziale della sovranità dello Stato nei riguardi delle confessioni religiose: una verifica storica e giurisprudenziale

4) La religione come limite a una piena affermazione della sovranità politica statuale: dalle confessioni tradizionali al rispetto delle minoranze e nuovo desiderio del sacro

Unità di Ricerca

1]  Unità di       Universita' degli Studi di ROMA "La Sapienza"
     Responsabile Gaetano LO CASTRO
     Rd+Ra      M£ 20 , Euro 10329 (dichiarata all'atto della domanda)
     Finanziamento   M£ 37 , Euro 19108
 
     Compito
     

L'approvazione del decr. leg. n. 460 del 1997, recante la disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle c.d. ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale), ha contribuito a creare una situazione di maggior certezza rispetto al passato, anche in relazione alla compatibilità tra l'attività dinatura commerciale e quella c.d. non-profit.
Per quanto specificamente riguarda la relazione fra il citato decreto e gli enti ecclesiastici, la legislazione di derivazione pattizia ha in un certo senso crato le premesse per una generale semplificazione della procedura di riconoscimento degli enti non commerciali, e ha contribuito a determinare
l'introduzione e l'affermazione di ulteriori istituti che sono ripresi dalla disciplina più recente, attinente a tutti gli enti non profit (basti pensare alla liberalità quale sistema di autofinanziamento degli enti assieme all'otto per mille dell'IRPEF; o alla differente disciplina da applicare alle attività costitutive ed essenziali dell'ente e a quelle che tali non sono).
Ci si può allora chiedere se, anche in seguito al decreto sulle c.d. ONLUS, e ancor prima, mediante l'abrogazione dell'art. 17 del c.c. nel 1997, non si sia di fatto, non men che di diritto, vanificata la specialità della disciplina bilaterale tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica quale formalizzata nella l. 222 del 1985, perché ricompresa in un diritto comune emanato in modo unilaterale dal legislatore statale nei riguardi degli enti non profit, ivi compresi gli enti ecclesistici della Chiesa cattolica e quelli delle confessioni che hanno stipulato intese con lo Stato.


2]  Unità di       Universita' degli Studi di TORINO
     Responsabile Ilaria ZUANAZZI
     Rd+Ra      M£ 7 , Euro 3615 (dichiarata all'atto della domanda)
     Finanziamento   M£ 12 , Euro 6197
 
     Compito
     

La ricerca di questa unità mira ad approfondire lo studio comparativo tra ordinamento canonico e sistemi civili degli istituti che riguardano la condizione giuridica della persona. Vengono presi in particolare considerazione il matrimonio, la repressione penale e la tutela dei diritti soggettivi di fronte alle autorità di governo. Per ciascuno di questi istituti viene svolto un esame dello sviluppo storico del diritto canonico in parallelo con i contemporanei istituti secolari, ponendo attenzione sia alla fondazione teorica, sia alla disciplina concreta.


3]  Unità di       Universita' degli Studi di CATANIA
     Responsabile Andrea BETTETINI
     Rd+Ra      M£ 20 , Euro 10329 (dichiarata all'atto della domanda)
     Finanziamento   M£ 38 , Euro 19625
 
     Compito
     

Scopo dell'unità locale è la ricerca di regole sulla formazione della volontà negli enti afferenti ai diritti confessionali, con particolare riferimento a quello della Chiesa. Il codice di diritto canonico ne tratta nel can. 119, con riferimento alla formazione della volontà c.d. collegiale, cioè di quelle "universitates personarum" (collegi, corporazioni, tribunali pluripersonali) e "universitates rerum" (fondazioni) rette da un "collegium" che ne determina l'azione a norma del diritto o degli statuti (can. 115).
Il terzo alinea del can. 119 contiene una disposizione non certo nuova alla tradizione canonica,in quanto, ripresentando, come già il can. 101, § 1 del codice del 1917 una celebre "regula iuris" di Bonifacio VIII, la XXIX ("quod omnes tangit debet ab omnibus approbari), recita che "quod autem omnes uti singuli tangit, ab omnibus approbari esse debet".
Tale norma è intimamente connessa sia con con il problema del giudizio dettato da un organo collegiale quale il tribunale; sia con quello della creazione di una figura giuridica oggettiva intesa alla produzione di un'attività giuridica. Ed è specificamente norma che crea un limite alla volontà della maggiornaza,ogniqualvolta un collegio sia chiamato a manifestare la propria volontà sui diritti di ognuno dei membri della comunità.
E' evidente, già a prima lettura, la differente redazione fra la regola e la norma codiciale, apponendo questa una restrizione non presente in quella. Infatti il codice prevede che non ogni deliberazione che riguardi tutti i membri del collegio debba necessariamente essere presa all'unanimità, ma solamente abbisognano di tale requisito le decisioni che riguardano tutti "uti singuli". E, come la più attenta dottrina
ha dimostrato, l'apposizione di tale specificazione alla regola è stata sia la risposta tecnico giuridica in tema di formazione della volontà di un "corpus" che trascendesse i singoli suoi componenti (risposta destinata ad avere anche ampi sviluppi nel diritto secolare); sia essa è stata dettta anche de precise esigenze di ordine dottrinale e di tutela della "libertas Ecclesiae" nei riguardi degli Stati sorte con lo sviluppo storico del diritto canonico, soprattutto nei sec. XIII-XV.
Ci si soffermerà anche sulla sentenza, quale modalità di espressione della volontà di un organo collegiale o singolo che ha particolare riferimento con uno dei temi più specifici dei diritti religiosi: la relazione fra verità sostanziale e quella processuale.


4]  Unità di       Universita' degli Studi di TRENTO
     Responsabile Ruggero MACERATINI
     Rd+Ra      M£ 18 , Euro 9296 (dichiarata all'atto della domanda)
     Finanziamento   M£ 37 , Euro 19108
 
     Compito
     

La ricerca di questa unità mira ad approfondire lo studio del diritto penale canonico relativo ai delitti contro la fede ed in particolare alla problematica dell’eresia. Si tratta di un’indagine di carattere prevalentemente storico, ma di particolare importanza per l’epoca considerata: quella del diritto canonico classico, nella quale vi è una unità dei sistemi: civile e canonico, sia teorica che pratica. Ciò conduce ad interessanti riflessioni ed analogie anche con l’epoca attuale, sia per il diritto canonico che per quello civile, sullo stato giuridico della persona. La ricerca verrà Contemporaneamente svolta sulla letteratura giuridica, sulla legislazione:le decretali,e sulla giurisprudenza poiché, come è noto, tali argomenti,nel periodo considerato,sono tra loro inscindibili. Quindi si tratta di uno studio che ha attenzione sia alla fondazione teorica che alla disciplina concreta della materia concernente lo stato delle persone.


5]  Unità di       Universita' degli Studi di PAVIA
     Responsabile Luciano MUSSELLI
     Rd+Ra      M£ 6 , Euro 3098 (dichiarata all'atto della domanda)
     Finanziamento   M£ 12 , Euro 6197
 
     Compito
     

La base di partenza per il lavoro di questa unità di ricerca è costituita dalla bibliografia e dalla letteratura esistente in materia di secolarizzazione, di mass media e di matrimonio.
Scopo della ricerca è quello di verificare in che misura i mutamenti culturali e l'influsso dei mass-media(compreso il settore della pornografia)possono determinare la nullità del matrimonio canonico o comunque modificare il modello occidentale di matrimonio quale plasmato sulla dottrina ecclesiale.
Compito del gruppo di ricerca è primariamente un esame analitico della giurisprudenza per poi procedere a valutazioni in ambito dottrinale e teorico.