PROGETTO SCIENTIFICO

 

 

 

 

PROPONENTE:

 

Palermo, Francesco

 

Titolare di assegno di ricerca presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell'Università di Trento

 

 

 

 

 

TITOLO DEL PROGETTO:

 

La prescrittività dell'assetto ideologico e politico dell'Unione europea

 

 

 

 

 

DURATA DEL PROGETTO:

 

(durata massima 12 mesi):

 

N. mesi 12

 

 

 

 

 

STRUTTURA DELL’ATENEO PRESSO LA QUALE IL PROPONENTE OPERA:

 

Dipartimento di Scienze giuridiche – Università di Trento

 

 

 

 

 

SETTORE/I SCIENTIFICO DISCIPLINARE/I DELLA RICERCA:

 

JUS 21

 

 

 

 

 

 

1. IL PROGETTO

 

 

1.1 Sommario

 

·         La prescrittività dell'assetto ideologico dell'UE. In particolare le clausole di omogeneità.

·         Prescrittività dell'assetto dell'Unione nei confronti degli Stati membri. In particolare, gli articoli 6 e 7 del Trattato sull'Unione Europea (TUE). Teoria e prassi.

·         Prescrittività dell'assetto costituzionale degli Stati membri nei confronti dell'Unione europea. In particolare, le clausole normative (implicite o esplicite) e i limiti giurisprudenziali all'integrazione europea.

·         Enucleazione degli elementi vicendevolmente prescrittivi.

 

 

1.2 Obiettivi del Progetto

 

Il progetto si propone in primo luogo di contribuire a fornire un più preciso quadro teorico e metodologico ad un problema finora inesplorato.

In secondo luogo, e soprattutto, il progetto intende provare a fornire risposte ad alcuni quesiti di immediata rilevanza pratica. In particolare la ricostruzione degli elementi caratterizzanti la normativizzazione dell'assetto ideologico del diritto costituzionale europeo può contribuire ad identificare i limiti che si frappongono alla creazione di un nuovo centralismo di più ampie dimensioni derivante dalla perdita di centralità degli Stati nazionali. Nel diritto costituzionale degli Stati membri il medesimo concetto può aiutare a comprendere i margini di sviluppo della cd. multilevel governance, nel contesto del diritto costituzionale nazionale ed europeo.

 

 

1.3 Base di partenza scientifica

 

Le costituzioni e gli assetti di potere che esse creano e disciplinano sono il portato di impostazioni ideologiche e la conseguenza di opzioni politiche circa i fini fondamentali della comunità sociale organizzata.

L’ordinamento, in altre parole, non è solo ciò che è, ma anche ciò che deve essere, è il modo di essere dello Stato medesimo dal punto di vista dell’esercizio del potere politico, dei suoi fini, delle sue modalità e dei suoi limiti, e attraverso questa chiave di lettura è possibile identificarne la tipologia.

Siffatte prescrizioni deontologiche di natura costituzionale (il dover essere politico di un assetto costituzionale) si applicano, negli ordinamenti composti, agli enti decentrati substatali, attraverso esplicite o implicite clausole di sovraordinazione della costituzione federale rispetto a quella degli stati membri, e in diversi casi (si pensi ad es. agli Stati Uniti, alla Germania, alla Svizzera) financo attraverso l’obbligo per il livello centrale di garantire che gli stati membri si conformino, nel loro assetto costituzionale, alla caratterizzazione ideologica dell’ordinamento federale.

Il progetto si propone di applicare questi parametri all’appartenenza all’Unione europea, il cui ordinamento costituzionale non prevede espressamente né il principio della prevalenza del diritto comunitario su quello degli Stati membri (pure ormai affermatosi in via pretoria e riconosciuto e garantito dagli organi nazionali di giustizia costituzionale) né una clausola di omogeneità degli assetti organizzativi degli Stati membri rispetto ad un modello statuale preordinato di derivazione comunitaria.

 

 

1.4 Descrizione del Progetto

 

Il progetto intende identificare la presenza di elementi prescrittivi di un assetto istituzionale degli Stati membri volto all’attuazione ed alla garanzia delle finalità fondamentali dell’Unione, e di conseguenza la natura costituzionale della stessa.

La chiave di lettura per l'individuazione di detti elementi sarà costituita dall'analisi trasversale delle clausole di omogeneità – interna e comunitaria – presenti negli ordinamenti degli Stati membri ed in quello dell'Unione (anche attraverso una comparazione con l'esperienza statunitense, per molti versi storicamente paradigmatica rispetto ad alcuni tratti del processo di integrazione europea), intese quali prescrizioni di un contenuto minimo di coincidenza strutturale e sostanziale tra gli ordinamenti (dell'Unione, degli Stati, delle entità substatali).

L'ambito di osservazione privilegiato di questi fenomeni è costituito dall'imposizione e dalla garanzia normativa dell'omogeneità, intesa come vincolo al rispetto di una serie di valori condivisi (che devono essere condivisi) all'interno dello spazio costituzionale europeo, dunque dagli Stati membri (e dai loro enti substatali, anche attraverso clausole di omogeneità) e dall'Unione europea. Questo elemento consente di riassumere e riprendere un'ampia gamma di considerazioni teoriche intorno a problematiche fondamentali degli assetti territorialmente plurali, quali l'esercizio del potere costituente (competenza sulle competenze), la revisione costituzionale e dei trattati ed i suoi limiti, il diritto di nullificazione, le modalità di garanzia dell'omogeneità.

A tal fine sarà necessaria la disamina degli approcci – assai diversificati – che le diverse tradizioni giuridiche adottano in riferimento al fenomeno della normativizzazione dei fini generali dello Stato (o della polity comunitaria).

Quanto al primo aspetto – la prescrittività del dover essere degli Stati membri derivante dall'ordinamento costituzionale europeo – l'analisi si incentrerà sull'evoluzione, sulla teoria e sulla prassi della garanzia del rispetto da parte degli Stati membri dei principi ora formalizzati nell'articolo 6 del TUE, con particolare riferimento all'esperienza recentemente conclusa delle cosiddette sanzioni nei confronti dell'Austria.

Il secondo filone di ricerca si concentrerà invece sui limiti posti al processo di integrazione europea dagli ordinamenti costituzionali degli Stati membri, attraverso esplicite clausole inserite nelle costituzioni nazionali, nella giurisprudenza delle corti nazionali ed in quella della Corte di giustizia.

 

1.5 Risultati attesi

 

Obiettivo ultimo dell'indagine è la verifica dell’avvenuta (o meno) subordinazione degli ordinamenti costituzionali originari degli Stati membri all’ordinamento costituzionale comunitario, storicamente derivato ma oramai giuridicamente originario.

Ciò non già al fine di ricostruire la natura dell'Unione europea secondo categorie e parametri propri dello Stato federale, quanto piuttosto per comprendere la portata giuridicamente prescrittiva del suo dover essere politico, nella duplice portata della vincolatività di tale assetto nei confronti degli Stati membri e della coercizione da parte degli Stati stessi sul dover essere dell'Unione, attraverso una duplice prescrizione di omogeneità (degli Stati all'Unione e dell'Unione agli Stati).

Il fine ultimo dello studio è pertanto la natura del "dover essere comunitario" degli Stati membri e del "dover essere integrato" dell'Unione e le rispettive garanzie.