LABORATORI APPLICATIVI

LABORATORI APPLICATIVI APERTI AGLI STUDENTI DEI CORSI DI LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE GIURIDICHE E SCIENZE GIURIDICHE EUROPEE E TRANSNAZIONALI

 

 

LABORATORI APPLICATIVI APERTI AGLI STUDENTI DELLA LAUREA MAGISTRALE


Laboratorio applicativo: “I princìpi comunitari del diritto amministrativo”
1° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Giulia Bertezzolo

Scopo: L’integrazione europea ha dato avvio, sul piano giuridico, ad un processo tale per cui i principi elaborati nei diversi Stati membri, una volta trasposti nel diritto comunitario e rielaborati all’interno di questo sistema, divengono a loro volta modello per i diversi sistemi nazionali. Questo processo è frutto, nel diritto amministrativo comunitario, prevalentemente dell’opera giurisprudenziale della Corte di Giustizia. Con il laboratorio ci si propone quindi di introdurre gli studenti alla conoscenza del diritto amministrativo comunitario attraverso l’analisi del ruolo svolto dalla Corte, in particolare dal punto di vista della elaborazione “creativa” dei principi del diritto comunitario e della dialettica con le magistrature interne.

Oggetto: Il laboratorio sarà dedicato all’analisi dei principi di diritto amministrativo elaborati a livello comunitario e dell’influenza che essi svolgono nel diritto interno. A seguito di una breve introduzione si passerà dunque all’esame di alcune sentenze significative della Corte di giustizia.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articola in 20 ore con esame finale. La frequenza è obbligatoria.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo:“Il procedimento amministrativo tedesco” 
1° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Cristina Fraenkel-Haeberle

Scopo: Il laboratorio si propone di approfondire in una prospettiva comparata i principi dell’attività amministrativa procedimentalizzata. Il procedimento amministrativo viene analizzato come il luogo della partecipazione in cui si esprime il rapporto dialettico tra amministrazione, destinatari del provvedimento e terzi.

Oggetto: Oggetto di analisi sarà in particolare il modello tedesco di procedimento amministrativo, disciplinato fin dal 1976 in maniera organica dalla Legge federale sul procedimento amministrativo (Verwaltungsverfahrensgesetz – VwVfG).
In particolare verranno analizzati la genesi della Legge, i principi fondamentali del procedimento, il concetto di provvedimento amministrativo particolare e generale (Verwaltungsakt, Allgemeinverfügung) e di contratto di diritto pubblico (öffentlich-rechtlicher Vertrag); verranno studiate le diverse gradazioni dei vizi del provvedimento (manifeste inesattezze, vizi formali e loro sanatoria, conversione, annullamento e nullità), i provvedimenti di secondo grado ad esito demolitorio (Rücknahme, Widerruf) e la riapertura del procedimento (Wiederaufgreifen des Verfahrens).
Per la frequenza del laboratorio non è richiesta la conoscenza del tedesco.

Modalità di svolgimento: L’insegnamento teorico in forma seminariale sarà accompagnato dall’esame e dalla discussione di casi pratici. Il materiale necessario alla partecipazione sarà indicato all’inizio del laboratorio che si concluderà con una prova scritta.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “L’ente pubblico e l’organismo di diritto pubblico”
1° semestre - 2 crediti

Dott. Antonio Cassatella

Oggetto: Il laboratorio mira ad esaminare, innanzitutto, il concetto di “ente pubblico” affermatosi nell’ordinamento italiano, cogliendo le peculiarità delle varie elaborazioni intervenute in materia. Verrà successivamente esaminato il concetto di “organismo di diritto pubblico”, avente origine nell’ordinamento comunitario, illustrandone quindi l’impatto nell’ordinamento interno.

Scopo: Condurre una riflessione sul rapporto fra diritto interno e diritto comunitario nella definizione delle soggettività giuridiche pubbliche, anche alla luce della giurisprudenza prodotta in materia sia dalle corti nazionali che dalle corti comunitarie.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articola in 20 ore di lezione, basate sulla spiegazione generale dell’argomento e sulla discussione di casi pratici. Durante il laboratorio verranno indicati agli studenti i materiali per consentire una partecipazione attiva e consapevole alle lezioni. Il conseguimento dei crediti è subordinato al superamento di una prova scritta che si terrà alla fine del laboratorio. La frequenza è obbligatoria.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “L’interpretazione nella tradizione giuridica tardomedievale e moderna”
1° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Lucia Bianchin

Oggetto: Il laboratorio è destinato agli studenti che frequentano il corso di Storia del diritto italiano ed è dedicato all’approfondimento del problema dell'interpretatio nella scienza giuridica tardomedievale e moderna. La didattica consisterà nell'analisi e nel commento di fonti di primaria importanza nella tradizione giuridica dell’età intermedia e della prima modernità.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si articolerà in 20 ore, che affiancheranno il corso di Storia del diritto italiano.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “La responsabilità civile della pubblica amministrazione nelle sentenze dei giudici amministrativi”
1° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Silvia Pellizzari

Scopo: Il laboratorio mira ad approfondire la tematica della responsabilità civile della Pubblica Amministrazione attraverso l’analisi della giurisprudenza amministrativa. in particolare, sarà affrontato il tema della responsabilità da atto amministrativo illegittimo.

Oggetto: Il laboratorio sarà dedicato innanzitutto all’evoluzione legislativa e giurisprudenziale che ha condotto all’affermazione della risarcibilità delle posizioni soggettive di interesse legittimo. Oggetto di analisi puntuale saranno poi gli aspetti applicativi della responsabilità: particolare attenzione verrà riservata alla natura giuridica della fattispecie risarcitoria e ai suoi elementi costitutivi (oggettivi e soggettivi), nonché ai profili processuali correlati al riparto di giurisdizione tra giudice amministrativo e giudice ordinario.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articola in 20 ore con esame finale. La frequenza è obbligatoria.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “La struttura retorica degli atti giudiziari”
1° semestre - 2 crediti

Dott. Federico Brangian

Scopo: Il laboratorio applicativo è finalizzato ad approfondire lo studio della struttura e del metodo di argomentare negli atti giudiziari al fine di riscoprire l’utilità dell’impiego della retorica classica nel dibattito giudiziale.

 

Oggetto: Dopo aver preliminarmente chiarito cosa si debba intendere con l’espressione “retorica forense” (l’arte dell’argomentazione difensiva dell’avvocato, ove il giurista pratico non dispone di premesse unitamente condivise e deve addestrarsi a sostenere persuasivamente le proprie ragioni nel contraddittorio dell’agone giudiziale), si dedicherà attenzione alla struttura dialettico-retorica del ragionamento giuridico. Ci si soffermerà, in particolare, sul reperimento, la disposizione e lo stile degli argomenti retorici. Le lezioni saranno integrate con discussioni su casi pratici.

 

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 15 (quindici) ore a carattere seminariale. Agli studenti verrà fornito il materiale necessario per poter svolgere un attivo lavoro di ricerca e per poter leggere in maniera critica i principali testi di riferimento.

 

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo:“La vendita dei beni a consumo” 
1° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Elena Corso

Scopo: Il corso si propone di analizzare la disciplina della vendita dei beni di consumo alle luce delle innovazioni di modifica del codice civile, introdotte dal decreto legislativo 1 febbraio 2002 in attuazione della Direttiva 1999/44/CEE.

Oggetto: Il laboratorio intende considerare i soggetti ed i valori protetti dalla nuova disciplina ed esaminarne l’impatto sulle figure contrattuali tradizionali. Particolare attenzione sarà dedicata ai più incisivi strumenti di protezione del consumatore e del produttore.
Ampio spazio sarà dedicato alla responsabilità per la pubblicità ed alle specifiche garanzie introdotte, le quali estendono la protezione offerta anche in riferimento a garanzie previste per contratti tipici diversi.

Requisiti: Il laboratorio è destinato agli studenti che hanno frequentato il corso di diritto commerciale e diritto commerciale europeo e transnazionale.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si svolgerà in forma seminariale per un complessivo impegno di 20 ore. La frequenza è obbligatoria.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “Organi politici e organi dirigenziali nella pubblica amministrazione”
1° semestre - 2 crediti

Dott. Fulvio Cortese
 

Scopo: L’obiettivo del laboratorio consiste nello studio critico dell’evoluzione storica e della configurazione attuale dei rapporti tra organi politici ed organi dirigenziali nel sistema amministrativo italiano.

Oggetto: Premessi brevi cenni storici e comparatistici sui diversi approcci mediante i quali il problema del rapporto tra politica e amministrazione può trovare soluzione sul piano dell’organizzazione pubblica, si passerà ad un esame dettagliato della disciplina costituzionale e dei principi legislativi vigenti nell’ordinamento italiano, sia per ciò che concerne l’amministrazione statale, sia per quanto riguarda l’amministrazione locale. In particolare, saranno oggetto di specifico esame: 1) il processo di graduale affermazione di un trasversale criterio di “separazione” tra organi politici e organi tecnici; 2) le ragioni funzionali di simili sviluppi in relazione alla progressiva diffusione di un modello amministrativo cd. “di risultato”; 3) le conseguenze operative di detto approccio in ordine alla definizione dello status di dirigente pubblico; 4) il peculiare regime delle nomine “fiduciarie” nei contesti organizzativi di “alta amministrazione”; 5) l’impatto sul sistema complessivo della previsione eccezionale di forme ibride di “spoil system” (ex lege n.145/02).

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si svolgerà in forma seminariale per un complessivo impegno di 20 ore. Sarà dedicato ampio spazio all’analisi delle ricostruzioni dottrinali maggiormente condivise e dei più recenti orientamenti giurisprudenziali, con discussione collettiva e ragionata di alcune pronunce particolarmente significative. La frequenza è obbligatoria. Il laboratorio si chiuderà con una breve prova scritta.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “Politica e storia nel pensiero di Walter Benjamin”
1° semestre - 2 crediti

Dott. Maurizio Cau

Oggetto: Il laboratorio è destinato agli studenti che frequentano il corso di Storia delle dottrine politiche ed è dedicato al pensiero politico di Walter Benjamin, con particolare riferimento alle riflessioni compiute dal pensatore tedesco intorno alle idee di storia, rivoluzione e potere.
La didattica sarà condotta a partire dall’esame e dal commento degli scritti benjaminiani e delle principali fonti dottrinali del pensiero politico novecentesco.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si articolerà in 20 ore di lezione.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “Atti del processo civile e questioni di clinica processuale”
2 semestre - 2 crediti

Prof. Marino Marinelli - Dott.ssa Raffaella Muroni

Prerequisiti: aver superato l’esame di diritto processuale civile.

Oggetto: il programma e la bibliografia verranno comunicati all’inizio del laboratorio.
 


Laboratorio applicativo: “Tecniche di assiomatizzazione del ragionamento giudiziale e problemi connessi nell'informatica giuridica”
2 semestre - 2 crediti

Dott. Federico Puppo

Scopo: analisi critica di alcune recenti teorie assiomatiche del diritto, con particolare attenzione ai profili logico-sistematici dell’informatica giuridica.

Oggetto: la concezione tipica delle teorie di tipo normativistico, secondo la quale il giudizio nel processo sarebbe rappresentabile dal modello noto come “sillogismo pratico”, dopo lunga crisi gode da qualche tempo di una rinnovata attenzione. Ciò è dovuto all’aspirazione, avvertita da taluni, di ricondurre la logica del processo ai modelli matematico-informatici dell’algoritmo: attraverso un approccio di tipo cognitivo, si metteranno in luce i punti deboli e maggiormente problematici di queste aspirazioni, nel contempo riflettendo sulla struttura originaria dell’esperienza processuale e sul metodo suo proprio.

Modalità di svolgimento: il laboratorio si articolerà in 20 ore a carattere seminariale, in cui si metterà a disposizione degli studenti il materiale prescelto. Attraverso la lettura e la discussione in aula, avvalendosi di esemplificazioni tratte dalla concreta prassi giudiziale, gli studenti saranno condotti all’approfondimento critico del tema. Al termine del laboratorio, ai fini dell’accreditamento è previsto il superamento di una prova scritta con domande “a risposta aperta”.

Numero massimo di partecipanti: data la natura del laboratorio, il numero massimo di iscritti è fissato nel numero di 30; la frequenza è obbligatoria.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti al corso del nuovo ordinamento e 0,20 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.

 


Laboratorio applicativo: “Gli strumenti del giurista romanista: l’accesso alle fonti di cognizione del diritto romano”
1° semestre - 2 crediti

Dott. Nicola Luisi – Prof. Gianni Santucci

Scopo: Scopo del laboratorio è quello di introdurre gli studenti alla diretta cognizione delle fonti giuridiche romane e delle loro principali traduzioni nelle lingue europee, nella convinzione di offrire una potenzialità ulteriore di arricchimento del proprio bagaglio ermeneutico ai futuri giuristi destinati sempre più ad operare nella dimensione europea.

Oggetto: Il laboratorio sarà articolato nel modo seguente:
1) descrizione delle principali fonti di cognizione del diritto privato e pubblico romano
2) descrizione degli strumenti per l’accesso diretto alle fonti del diritto romano
3) esercitazioni su ricerca ed esegesi delle fonti di cognizione del diritto romano

Modalità di svolgimento: Il laboratorio ha la durata di 20 ore a carattere seminariale con accertamento finale delle abilità conseguite. La partecipazione dei frequentanti dovrà essere attiva e critica.

Numero massimo di partecipanti: 25.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “Gli strumenti del lavoro giuridico”
2° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Antonella Iunti

Scopo: L’obiettivo del laboratorio consiste nel far acquisire agli studenti le competenze necessarie a svolgere attività di ricerca giuridica, in particolare nell’ambito del Diritto pubblico, attraverso l’apprendimento di un corretto uso sia degli strumenti cartacei tradizionali (raccolte di leggi e giurisprudenza, riviste, commentari) sia degli strumenti informatici (banche dati, riviste informatizzate, siti istituzionali).

Oggetto: I dati, le informazioni e i documenti reperibili sia in forma cartacea sia nella rete informatica sono attualmente moltissimi e ciò comporta la necessità di sapersi orientare e di saper scegliere e selezionare i materiali a disposizione. Tale cernita è indubbiamente ardua, soprattutto per gli studenti, che spesso giungono alla fase di redazione della tesi senza le minime conoscenze necessarie a reperire i materiali giuridici utili alla loro ricerca.
Si ritiene, pertanto, necessario fornire metodi di conoscenza e di ricerca idonei ad un migliore e più efficace utilizzo degli strumenti suddetti.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si articolerà in 20 ore e consentirà agli studenti di sperimentare, sotto la guida dei docenti, l’accesso diretto agli strumenti di lavoro, operando vere e proprie ricerche guidate di documenti e materiali relativi al Diritto pubblico.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.

 


Laboratorio applicativo: “I contratti in materia di diritti d’autore: modelli e tecniche di redazione”
2° semestre - 2 crediti

Dott. Franco Ronconi

Scopo: Il laboratorio applicativo si propone di effettuare una prima esplorazione delle tecniche di redazione dei contratti in un campo – quello del diritto d’autore – caratterizzato da un’estrema dinamicità della prassi negoziale. Il mercato delle opere dell’ingegno è infatti quello maggiormente influenzato dalla rivoluzione informatica. Le tecnologie digitali mutano i tradizionali modelli di business e consentono l’emersione di nuove forme di produzione, distribuzione e fruizione dell’informazione. Si pensi, per fare solo un esempio, alla carica innovativa della prassi dei contratti di licenza d’uso del software (licenze c.d. “proprietarie” e, soprattutto, licenze per la distribuzione di “software libero e aperto”).

Oggetto: Premessi brevi cenni alla materia del diritto d’autore, si procederà alla raccolta ed allo studio di modelli contrattuali per la trasmissione di diritti sulle opere dell’ingegno tradizionali e digitali. L’analisi dei modelli contrattuali costituisce la premessa della fase del laboratorio finalizzata all’insegnamento delle tecniche di redazione dei contratti in materia di diritti d’autore.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si svolgerà in forma seminariale per un complessivo impegno di 20 ore. Il materiale di base – costituito principalmente da modelli di contratti sui diritti d’autore - in parte verrà fornito dal docente, in parte verrà raccolto dagli studenti.

Numero massimo di partecipanti: 20.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “I diritti differenziati delle identità religiose nel diritto costituzionale comparato”
2° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Cinzia Piciocchi

Scopo: Il laboratorio applicativo propone l’analisi comparata del fondamento costituzionale dell’attribuzione di diritti differenziati ad alcuni gruppi, in ragione della loro identità religiosa. Il laboratorio mira ad analizzare e ad evidenziare eventuali tratti comuni nel riconoscimento della rilevanza giuridica delle identità religiose da parte di alcuni ordinamenti ed in particolare il fondamento costituzionale dell’attribuzione di diritti differenziati.
 

Oggetto: Il percorso didattico prende le mosse dall’analisi comparata dei “diritti d’esenzione” riconosciuti dagli ordinamenti giuridici (in ambito sia legislativo, sia giurisprudenziale), in virtù della richiesta di differenziazione da parte di alcuni gruppi religiosi. In particolare, saranno considerate l’esperienza giuridica statunitense, britannica ed italiana nonché quella francese, che presenta profili contrastati. Attraverso l’analisi e la discussione di casi, si cercherà di comprendere quali siano i tratti costitutivi delle identità religiose giuridicamente rilevanti.
In una seconda parte, si cercherà di comprendere quali problematiche ponga il riconoscimento di diritti differenziati da parte degli ordinamenti giuridici. Alla luce dei casi analizzati e discussi, si condurrà un’analisi induttiva volta, da un lato, a tratteggiare in prospettiva comparata i diversi approcci giuridici verso la richiesta di riconoscimento dei gruppi religiosi e, d’altro lato, volta a comprendere i possibili significati della “laicità” degli ordinamenti costituzionali.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio ha una durata di 20 ore a carattere seminariale e richiede la partecipazione attiva all’analisi dei casi ed alla discussione. È richiesta la conoscenza almeno passiva della lingua inglese. I materiali saranno distribuiti durante il laboratorio, che si avvarrà della collaborazione dei dott. T. Leonardi e S. Penasa.

Numero massimo di partecipanti: 40 con frequenza obbligatoria.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “I patti parasociali”
2° semestre - 2 crediti

Dott. Gianluca Riolfo

Obiettivi: La problematica inerente i patti parasociali in generale non è certo nuova nel panorama italiano: fin dagli anni ’30 la giurisprudenza e la dottrina si sono occupate delle questioni sollevate dall’utilizzo di questo particolare istituto, il quale ha sempre avuto un grande rilievo pratico.
Il legislatore, fin dalla redazione del Codice Civile, ha preferito non disciplinare la materia, lasciando invece all’interprete il compito di individuare le soluzioni più adatte ai singoli casi di specie. E ciò sino alla fine degli anni ’80.
Successivamente, si è assistito al proliferare di una serie di disposizioni che, pur non disciplinando direttamente l’istituto in questione, hanno cominciato a prenderlo in considerazione. Il Testo Unico della Finanza (d. lgs. 24.2.1998 n.58) ha finalmente preso posizione in modo più deciso, ma non per questo le questioni aperte in tema di accordi di sindacato possono considerarsi risolte.
La stessa riforma del diritto societario pare aver preso in considerazione l’istituto per dettarne una qualche disciplina. La giurisprudenza, con orientamento quasi costante, si è espressa negli anni con disfavore verso i patti parasociali ed in particolare verso i cosiddetti sindacati di voto a maggioranza. Solo nel 1995 la Cassazione, recependo una serie consistente di spinte al cambiamento, pare aver mutato rotta: la pronuncia è poi stata seguita sia dalla giurisprudenza di merito che (molto di recente) da quella stessa di legittimità. Infine il formante dottrinale, all’interno del quale fin dai primi anni ’40 si è cominciato ad assistere ad una apertura nel senso della legittimità e validità degli accordi parasociali da parte di vari Autori. Con un’evoluzione che vede oggi in minoranza la posizione negativa (che resta comunque autorevolmente sostenuta).

Programma: Oggetto del laboratorio saranno quindi gli intrecci evolutivi dei tre formanti (giurisprudenziale, dottrinale e legislativo), nel tentativo di comprendere lo stato attuale della materia grazie alla disamina del cammino svolto nel passato.
A tal fine verranno prese in considerazione:
- le principali pronunce della Cassazione e le più rilevanti pronunce di merito, con particolare attenzione alle motivazioni che hanno giustificato il mutamento di orientamento (se di mutamento si può parlare …) della Suprema Corte;
- le principali correnti dottrinarie che si sono confrontate (e che tuttora si confrontano) sulla materia, con l’intento di individuare i punti di contatto e quelli di divergenza tra i vari Autori, e le giustificazioni di natura sistematica, logico-giuridica o di convenienza che fungono da substrato teorico alla posizione sostenuta;
- i principali provvedimenti legislativi che si sono occupati di patti di sindacato, per individuare le modalità concrete con cui il legislatore si è occupato della materia. L’attenzione sarà per ovvie ragioni rivolta in particolare al d. lgs. 24.2.1998, n.58, nonché (qualora le commissioni competenti abbiano ultimato il testo normativo da sottoporre all’esame del Governo) alla legge di riforma del diritto societario.
Il tutto con un approccio tendente al coinvolgimento dello studente nella ricerca del materiale, ma soprattutto attraverso la discussione in aula, che permetta così di enucleare le maggiori problematiche in materia.

Modalità di svolgimento: Il corso avrà una durata di 20 (venti) ore di tipo seminariale, secondo le modalità proprie di un laboratorio, funzionale cioè ad una partecipazione attiva e costante degli studenti.
Il materiale verrà suggerito durante il corso stesso, e sarà calibrato anche in base al numero dei frequentanti.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “I principi costituzionali in materia penale”
2 semestre - 2 crediti

Dott. Sergio Bonini

Scopo: il laboratorio intende approfondire il rilievo dei principi costituzionali in ambito penale attraverso l’analisi dell’evoluzione della giurisprudenza della Corte costituzionale.

Oggetto: in un diritto penale moderno nel quale la Costituzione assurge a fondamento delle scelte di incriminazione, essenziale è l’approfondimento delle norme che la Carta costituzionale espressamente dedica alla materia penale. Il laboratorio è rivolto allo studio delle esigenze di natura costituzionale, espresse dall’art. 25, II comma, Cost. ed enucleate nel principio di legalità, il quale opera su tre piani − fonti, formulazione tecnica e interpretazione delle norme, validità della legge penale nel tempo −, i quali corrispondono a quattro principi: riserva di legge, tassatività o sufficiente determinatezza della legge penale, divieto di analogia in malam partem, irretroattività della norma penale. Altrettanto spazio meritano altri principi “dimostrativi” quali il principio di colpevolezza, desumibile dal carattere personale della responsabilità penale (art. 27, I comma, Cost.), e il principio del finalismo rieducativo della pena (art. 27, III comma, Cost.). A quest’ultimo riguardo, è prevista anche una visita guidata all’Istituto penitenziario di Trento e relativo incontro con i detenuti. Contribuiscono a scolpire il “volto” costituzionale dell’illecito penale il principio di materialità e, seppure con “statuto” più controverso, il principio di laicità e il principio di offensività. Nel corso delle lezioni, notevole importanza sarà assegnata allo studio delle principali pronunce della Corte costituzionale in materia.

Modalità di svolgimento: il laboratorio avrà una durata di 20 ore a frequenza obbligatoria e a carattere seminariale, nel contesto delle quali agli studenti sarà richiesta una partecipazione sempre critica e attiva. Al termine del ciclo di incontri è prevista una verifica scritta per procedere all’attribuzione dei crediti.

Numero massimo di partecipanti: 30. È consentita la partecipazione a un solo laboratorio applicativo di diritto penale per ciascuno studente.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “Il metodo nella costruzione del ius publicum europaeum”
2° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Lucia Bianchin

Oggetto: Il laboratorio è destinato agli studenti che frequentano il corso di Storia del pensiero giuridico moderno ed è dedicato all’approfondimento del problema del metodo nella scienza di diritto pubblico della prima modernità, in un panorama europeo. La didattica consisterà nell’analisi e nel commento di fonti dottrinali di primaria importanza nella tradizione giuspubblicistica europea, come in particolare la Politica methodice digesta di Johannes Althusius.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si articolerà in 20 ore, che affiancheranno il corso di Storia del pensiero giuridico moderno.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.

 


Laboratorio applicativo: “IL QUANTUM DEL DANNO NON PATRIMONIALE: costruzione collaborativa di una banca dati di pronunce giurisprudenziali in tema di liquidazione del danno non patrimoniale emanate dagli uffici giudiziari del distretto della Corte d’appello di Trento” 
2° semestre - 2 crediti

Dott. Umberto Izzo – Dott.ssa Silvia Winkler – Dott. Matteo Ferrari

 

Scopo: Il laboratorio applicativo si propone di introdurre gli studenti all’analisi giurisprudenziale della quantificazione del danno non patrimoniale. Il metodo che il laboratorio intende seguire differisce da quello usuale: invece di raccogliere le pronunce giurisprudenziali edite sul tema, operazione del resto già condotta dalla dottrina, i partecipanti avranno la possibilità di confrontarsi con il dato giurisprudenziale prima che il medesimo sia sottoposto al filtro sistematizzante degli annotatori e del circuito dell’editoria giuridica. A tal fine gli studenti saranno chiamati a svolgere un’attività di ricerca e raccolta che dovrà essere condotta sul campo, presso gli archivi degli uffici giudiziari del distretto della Corte d’appello di Trento. Ciò consentirà ai partecipanti di acquisire dimestichezza con un momento importante della prassi forense, che solitamente non riceve la giusta attenzione nel corso degli studi universitari. Alla fase di raccolta delle pronunce giurisprudenziali inedite seguirà l’organizzazione del lavoro di sistematizzazione dei dati, attraverso il quale gli studenti avranno la possibilità di conoscere e superare le insidie della massimazione (nell’unico modo possibile, e cioè affrontandole personalmente), per poi procedere a distribuire il materiale così elaborato secondo criteri che terranno conto dei diversi ambiti tematici entro cui vive il problema della quantificazione del danno non patrimoniale. La fase applicativa del laboratorio si concluderà trasponendo il testo integrale delle sentenze raccolte, opportunamente anonimizzate per garantire il rispetto della normativa in tema di protezione dei dati personali e filtrate dall’opera di massimazione e classificazione, in una banca dati che sarà resa consultabile su supporto digitale. Al termine del laboratorio i partecipanti avranno modo di analizzare il risultato del proprio lavoro in una duplice prospettiva: identificare le regole operazionali seguite dalle corti trentine nel liquidare il danno non patrimoniale, per mettere in evidenza le linee evolutive della giurisprudenza locale sul tema; valutare, in una prospettiva di politica del diritto, se ed in che misura il trend emergente dal campione territorialmente omogeneo della giurisprudenza esaminata si uniformi o si discosti dalle proposte ricostruttive proposte in dottrina con riferimento ad una tematica che la giurisprudenza costituzionale e di legittimità ha recentemente innovato, rimodellando alla luce dei valori costituzionali il significato dell’art. 2059 c.c.

Oggetto: Il codice del 1942 guardava con sospetto al danno non patrimoniale, una voce risarcitoria ontologicamente sfornita di indici di apprezzamento agganciabili a valori di mercato ed inevitabilmente rimessa alla determinazione equitativa del giudicante. In principio risarcibile solo nei casi previsti dalla legge, ovvero il più delle volte subordinato al riscontro di una condotta illecita qualificabile come reato, il danno non patrimoniale è stato oggetto di una sofferta opera di adeguamento ai valori costituzionali, che si è protratta per quasi mezzo secolo. In questo cammino, la dottrina (prima) e la giurisprudenza di merito (poi) hanno tenuto a battesimo nuove lesioni risarcibili, come il danno biologico ed il più controverso danno esistenziale, salvo infine trovare nella configurazione concettuale dell’art. 2059 c.c., formulata nel 2003 dalla Consulta su invito dei giudici di legittimità, una lettura del danno non patrimoniale finalmente in grado di accogliere senza sotterfugi argomentativi le esigenze di tutela a cui queste nuove voci di danno miravano a dar risposta. Oggi, sulle macerie del muro eretto al danno non patrimoniale dal codificatore del 1942, resta più che mai attuale un problema che nessuna ricostruzione dogmatica o tecnica argomentativa può essere sufficiente a dirimere, ovvero la necessità di parametrare la quantificazione del danno non patrimoniale ad indici valutativi che assicurino un accettabile grado di prevedibilità ed uniformità alla liquidazione operata dal giudice, senza imbrigliare tale commisurazione entro argini troppo rigidi, tali da precludere gli opportuni aggiustamenti nella misura segnata dalle caleidoscopiche esigenze di giustizia del caso concreto. I valori costituzionali a cui il danno non patrimoniale oggi dà voce restano dunque valori accomunati da un indice di incommensurabilità che rende arduo praticare operazioni di stima fondate su ragionamenti deduttivi, ove la misura del risarcimento sia ricercata su parametri oggettivi, e che probabilmente solo la determinazione induttiva, fondata sull’analisi quantitativa delle liquidazioni giudiziali operate con riferimento a classi di casi riferibili a fattispecie simili sotto il profilo fattuale, consente di effettuare con apprezzabili margini di successo.
Da qui l’interesse per lo studio sistematico delle concrete modalità impiegate dai giudici di merito, quando, al cospetto delle più svariate fattispecie, sono costretti a monetizzare valori ed utilità che per loro natura non conoscono stime di mercato se non dopo la liquidazione in somme di danaro che concretizza la “tutela per equivalente” conseguente alla riscontrata vanificazione di tali “beni”. Un’analisi questa, che pare tanto più destinata a sortire i risultati sperati quanto più sia possibile restringere l’indagine empirica ed induttiva legata allo sfuggente tema della quantificazione del danno non patrimoniale a decisioni emanate da corti situate nell’ambito di un medesimo distretto di Corte d’Appello, onde formulare indicazioni di massima affidanti per gli operatori del diritto e per le imprese assicurative che guardino ad una medesima realtà territoriale.

Argomenti del laboratorio:
1. La ricerca delle sentenze negli archivi giudiziari
2. Il metodo della massimazione
3. La creazione di una banca dati giurisprudenziale in formato digitale
4. Il danno non patrimoniale in tutte le sue multiformi epifanie concrete, fra cui il danno biologico, il danno esistenziale, il danno da reato, il danno da irragionevole durata del processo, il danno da dequalificazione professionale e da “mobbing”.

 

Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si svolgerà in venti ore e richiede un notevole impegno pratico e teorico. In considerazione della necessità di distribuire il compito di ricercare le sentenze negli archivi giudiziari fra gruppi composti da un numero ristretto di partecipanti (onde non creare problemi alla logistica degli uffici giudiziari), il laboratorio è aperto alla partecipazione di non più di venticinque studenti. In via preliminare i partecipanti riceveranno dal responsabile un inquadramento teorico generale sul tema oggetto dell’indagine applicativa, unitamente all’indicazione degli opportuni riferimenti legislativi, giurisprudenziali e dottrinali di partenza. Nella prima fase del laboratorio, ciascun gruppo sarà avviato alla ricerca negli archivi giudiziari sotto la guida dei responsabili del laboratorio. Nella seconda fase, dedicata alla massimazione ed alla sistematizzazione delle sentenze, il lavoro sarà diviso fra gruppi dimensionati al numero delle sentenze reperite. Seguirà l’espletamento del compito di trasporre i dati giurisprudenziale su supporto digitale. Il laboratorio si concluderà con la discussione e l’analisi del materiale raccolto, ove ciascun partecipante, accedendo al database creato ed ai tradizionali strumenti di ricerca giuridica su supporto digitale, predisporrà una relazione di sintesi e commento della giurisprudenza reperita.

 

Numero massimo di partecipanti: 25.

 

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “Il sistema sanzionatorio penale”
2 semestre - 2 crediti

Dott.ssa Antonia Menghini
 

Scopo: il Laboratorio ha la finalità di trattare, nella prospettiva nazionale e comparata, il sistema delle sanzioni penali, con particolare riferimento a quelle diverse dalla reclusione, a quelle di natura interdittiva ed a quelle previste per le persone giuridiche.

Oggetto: il Laboratorio inizierà con una introduzione alla nozione di sanzione penale; verrà poi illustrata, in termini di comparazione diacronica e sincronica, l'evoluzione del sistema delle sanzioni penali, per approdare infine all'inquadramento della situazione attuale e delle prospettive di riforma, anche nel quadro della armonizzazione europea del nostro diritto penale.

Modalità di svolgimento: il Laboratorio è destinato agli studenti che abbiano frequentato o frequentino il corso di diritto penale di uno dei due trienni, ha una durata di 20 ore, si svolgerà su materiale fornito dal docente e richiederà una partecipazione critica ed attiva.

Numero massimo di partecipanti: 30.

Crediti: lo svolgimento di una breve verifica finale sarà la premessa per il riconoscimento ai frequentanti di 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea ante riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “L’influenza del diritto comunitario sul diritto penale nazionale”
2° semestre - 2 crediti

Dott.ssa Emanuela Fronza

Scopo: Il laboratorio intende fornire, attraverso un’analisi della legislazione vigente e della giurisprudenza, le conoscenze fondamentali sull’attuale interazione tra diritto penale e diritto comunitario.

Oggetto: Il Laboratorio avrà ad oggetto innanzi tutto il diritto esistente. In tale quadro, verranno esaminati i rapporti tra diritto comunitario e diritto italiano (così come disciplinati dalla nostra Costituzione), i principi di diritto comunitario del primato e dell’efficacia diretta di quest’ultimo, il significato della sussidiarietà comunitaria e della sussidiarietà penale e il principio di proporzione. In un secondo momento, verranno prese in esame le diverse forme di interazione tra diritto penale nazionale e diritto comunitario. A tale riguardo si analizzeranno alcune sentenze, in particolare della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, rilevanti per la materia trattata e verrà a tal fine richiesto un contributo attivo dei partecipanti.
Si passerà poi all’analisi delle prospettive de iure condendo: questa avrà ad oggetto innanzitutto il trattato Costituzione europea e segnatamente l’analisi delle norme rilevanti per il diritto penale sostanziale.

Numero massimo di partecipanti: 30. É consentita la partecipazione ad un solo Laboratorio applicativo di diritto penale per ciascuno studente.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “La Corte dei Conti e le sue funzioni

Prof. G. Falcon

Scopo: Il laboratorio si articola in cinque incontri tenuti da magistrati della Corte dei conti con il coordinamento del prof. Falcon. Esso è diretto ad approfondire lo studio della Corte dei Conti e delle sue tradizionali funzioni di controllo e di giurisdizione, nonché delle più nuove funzioni nel sistema delle autonomie regionali e locali.


Oggetto: Il laboratorio sarà dedicato innanzitutto all’esame del sistema organizzativo e funzionale generale della Corte dei conti.  In questo contesto saranno poi esaminate le funzioni di controllo, le funzioni giurisdizionali in materia di responsabilità amministrativa e in materie diverse, nonché le funzioni “collaborative” nell’ambito delle autonomie. Particolare attenzione sarà dedicata al regime della responsabilità amministrativa degli impiegati e dei funzionari, mediante l’esame delle  fattispecie di danno e dei loro presupposti. La  parte finale del laboratorio avrà a specifico oggetto il processo contabile.


Modalità di svolgimento: Il laboratorio ha durata di 20 ore e si conclude con un esame finale. La frequenza è obbligatoria.

 
Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.

 


Laboratorio applicativo: “La giurisprudenza della Corte di Giustizia in materia di imposte dirette”
2° semestre - 2 crediti

Dott. Paolo Conci

Prerequisiti: per l’accesso al laboratorio è necessario aver sostenuto l’esame di Diritto Tributario.

Scopo: il laboratorio si propone di sensibilizzare gli studenti sulla rilevanza del diritto comunitario per il diritto tributario.

Oggetto: durante il laboratorio verranno esaminate le sentenze della Corte di Giustizia in materia di imposte dirette. Questa giurisprudenza si occupa della compatibilità delle disposizioni fiscali nazionali con le libertà fondamentali previste nel Trattato Ce.
Secondo la Corte infatti gli Stati membri devono esercitare la loro competenza in materia di imposte dirette nel rispetto del diritto comunitario.

Modalità di svolgimento: il laboratorio si articola in 20 ore durante le quali gli studenti saranno invitati a partecipare attivamente.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “La società a responsabilità limitata nel diritto tedesco ed austriaco”
2° semestre - 2 crediti

Dott. Valerio Sangiovanni

Oggetto: Il laboratorio mira a esaminare, dopo alcuni cenni introduttivi sul diritto societario tedesco, la disciplina della Gesellschaft mit beschränkter Haftung (GmbH) (società a responsabilità limitata), uno dei tipi societari più utilizzati in Germania.
L’ampia diffusione di questo tipo societario è circostanza importante anche dal punto di vista dell’osservatore straniero; in effetti, le società estere che investono in Germania (tra cui vanno menzionate quelle italiane) tendono a utilizzare lo strumento della GmbH rispetto ad altri tipi societari.
Della disciplina della GmbH si esaminerà, tra l’altro, la costituzione e l’amministrazione della società, i rapporti tra società e soci, le modificazioni del contratto sociale, lo scioglimento e la nullità della società.
Si tracceranno costantemente linee di comparazione con la recente disciplina italiana della società a responsabilità limitata.
Infine si terrà conto della disciplina austriaca delle GmbH.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 20 ore complessive.
Nel corso del laboratorio applicativo si alterneranno tradizionali lezioni frontali ed esercitazioni pratiche. Queste ultime consisteranno essenzialmente nell’esame di modelli statutari di GmbH tedesche e austriache (prodotti in lingua italiana) e nel loro confronto con modelli statutari di società a responsabilità limitata italiane.
Per prendere parte al laboratorio non è necessaria la conoscenza della lingua tedesca.
Il materiale, in italiano, verrà indicato all’inizio del laboratorio.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “La tutela dell’incapace nel diritto civile: interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno”
2° semestre - 2 crediti

Dott. Benedetto Sieff - Dott. Carlo Bona
 

Scopo: Il laboratorio si propone di introdurre gli studenti alle forme di tutela dell’incapace nel diritto civile, analizzandole sia sotto il profilo sostanziale, sia sotto quello processuale. Il metodo proposto è strettamente pratico - applicativo: si seguirà passo per passo un virtuale procedimento di interdizione, uno di inabilitazione, ed uno volto alla nomina dell’amministratore di sostegno, soffermandosi sulle difficoltà, sia d’ordine sostanziale, sia d’ordine processuale, che ogni giorno gli avvocati ed i giudici si trovano ad affrontare. Lo scopo non è quindi solo quello di approfondire il tema della tutela dell’incapace così come sarebbe possibile studiando un manuale, una monografia od un trattato, ma soprattutto quello di portare simili conclusioni sul campo, e pertanto di offrire agli studenti un’anticipazione quanto più possibile realistica di quanto verranno a trovare frequentando da professionisti o da giudici le aule dei tribunali.

Oggetto: In un ordinamento ed in una realtà sociale sempre più complessi e per ciò sempre più attenti alla protezioni dei più deboli, la tutela di chi sia o divenga incapace di provvedere ai propri interessi diventa un momento saliente. Tradizionalmente la tutela viene accordata mediante gli strumenti dell’interdizione e dell’inabilitazione. Con l’interdizione chiunque si trovi in una situazione di abituale infermità di mente tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi viene giudizialmente privato della capacità di agire e si vede nominare un tutore. Con l’inabilitazione chiunque, sempre per infermità abituale, sia solo parzialmente capace di provvedere ai propri interessi viene affiancato da un curatore per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione. Recentemente, con la legge 9 gennaio 2004, n. 6, è stato introdotto un nuovo istituto, l’amministrazione di sostegno, nell’intento dichiarato di offrire uno strumento più duttile, che potesse operare anche a fronte di situazioni di incapacità che non derivassero da abituale infermità di mente, e che fosse idoneo a “ritagliare” una tutela su misura per l’incapace, senza privarlo totalmente della capacità di agire o anche solo della capacità di compiere tutti gli atti di straordinaria amministrazione. In tale contesto normativo i problemi interpretativi che giudici ed avvocati si trovano quotidianamente ad affrontare sono svariati: quali tra le alterazioni patologiche delle facoltà mentali sono idonee a giustificare l’intervento del giudice? Lo è ad esempio uno stato depressivo? É sufficiente un’alterazione delle facoltà volitive (come in alcuni casi di etilismo o di intossicazione cronica da stupefacenti) o è necessario siano compromesse anche le facoltà cognitive? É possibile pronunciare l’interdizione o l’inabilitazione quando l’inabilità non è comunque idonea ad incidere sulla sfera patrimoniale dell’incapace? Qual è il momento al quale va ancorato il giudizio sull’incapacità? L’inabilitato è processualmente capace, o piuttosto legittimato ad agire o resistere è il curatore, o ancora vi è una legittimazione congiunta? Qual è il confine tra amministrazione di sostegno ed inabilitazione? Può essere nominato un amministratore di sostegno al solo fine di consentire all’incapace la continuazione dell’attività di impresa? Etc.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si svolgerà in venti ore. In via preliminare i partecipanti riceveranno un inquadramento generale sul tema oggetto dell’indagine applicativa, unitamente all’indicazione degli opportuni riferimenti legislativi, dottrinali e giurisprudenziali. Nella fase successiva verranno invitati a redigere tutti gli atti di un procedimento di interdizione, di uno di inabilitazione, e di uno volto alla nomina di un amministratore di sostegno.

Numero massimo di partecipanti: Per consentire un proficuo svolgimento del corso, considerate le difficoltà connesse alla redazione e contestuale correzione e discussione degli atti, il laboratorio è aperto alla partecipazione di non più di venti studenti.

Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 


Laboratorio applicativo: “Le Autonomie nella L. cost. n. 3/2001 e nel recente progetto di riforma della Parte II della Costituzione”
2° semestre - 2 crediti

Dott. Sandro Manica 

Scopo: Il Laboratorio è finalizzato ad esaminare l’ordinamento delle Autonomie regionali e locali delineato nel Titolo V, Parte II, della Costituzione - nel testo vigente, risultante dal processo di riforma attuato nel corso della XIII Legislatura, e culminato nell’approvazione della L. cost. n. 3/2001 - nonché nel d.d.l. cost. n. 2544 B, recentemente approvato, in prima lettura, dalle due Camere del Parlamento, che reca un complessivo progetto di riforma dell’Intera Parte II della Costituzione.
L’analisi sarà indirizzata ad evidenziare le peculiarità dell’attuale sistema delle Autonomie, nonché ad attuare un confronto con il sistema definito dal progetto di riforma.

Oggetto: Dopo alcune lezioni introduttive aventi ad oggetto una prima definizione dei modelli di Stato federale e regionale, si procederà all’analisi del testo vigente del Titolo V, Parte II della Costituzione, nonché del testo della citata proposta di riforma, con particolare riferimento alle disposizioni che riguardano l’assetto dell’autonomia regionale ed i rapporti tra Stato, Regioni ed Enti locali.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 20 ore di tipo seminariale. Agli studenti verrà fornito il materiale necessario a svolgere un attivo lavoro di ricerca e di approfondimento sul tema in discussione. Il laboratorio è rivolto agli studenti iscritti al 1° anno di corso.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “Le funzioni non legislative delle Camere” 
2 semestre - 2 crediti

Dott. Alexander Schuster

Scopo: Il laboratorio è finalizzato a presentare agli studenti la complessa realtà istituzionale dei parlamenti e delle assemblee legislative, con particolare riferimento al caso italiano, introducendoli alla conoscenza comparata delle loro attività non legislative. Scopo ulteriore è l'adeguato approfondimento da parte dello studente del primo anno di concetti propri del diritto pubblico già introdotti nel corso istituzionale.

Oggetto: L’attività di indirizzo e di controllo politico e l’attività conoscitiva delle Camere verranno esaminate sia sotto il profilo teorico generale, a partire dai principi costituzionali che ne costituiscono il fondamento, sia sotto il profilo della prassi, attraverso l’utilizzo degli strumenti documentali reperiti sui siti in linea dei due rami del Parlamento. L’esame delle diverse tipologie di fonti ed atti (mozioni, interpellanze, interrogazioni, ordini del giorno) e di alcune esperienze funzionali (commissioni d’inchiesta, statuto dell’opposizione, conflitti tra poteri) dovrebbe consentire, accanto ad una più sicura conoscenza dei meccanismi di funzionamento del massimo organo rappresentativo, una maggior capacità di comprensione dell’attualità.
Moduli seminariali
• teoria generale del diritto parlamentare
- principi generali
- fonti normative
- atti e procedure
- organi
• opposizioni e minoranze parlamentari
• il Parlamento quale nodo della rete di poteri dello Stato: le commissioni d'inchiesta - i conflitti tra poteri

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 20 ore di tipo seminariale. Alcune unità introduttive saranno costituite da lezioni frontali, parte delle quali potranno svolgersi in video-conferenza. Sono previste unità didattiche di esercitazione pratica attraverso discussioni e simulazioni difensive. All’interno del modulo dedicato alla teoria generale del diritto parlamentare, potrà essere prevista una visita al Consiglio provinciale di Trento. Per l'anno 2005-2006 si proporrà agli studenti la redazione di alcuni articoli esplicativi di concetti di diritto parlamentare per l'enciclopedia WIKIPEDIA. Si prevedono momenti di autovalutazione da parte degli studenti del laboratorio, sia sotto il profilo della sua strutturazione, che del loro processo di apprendimento. Sarà indicato nelle settimane antecedenti l’inizio del laboratorio un sillabo riportante il materiale necessario per lo svolgimento del lavoro personale di approfondimento, stimato in cinquanta ore.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.


Laboratorio applicativo: “Principi di armonizzazione normativa nel mercato comune europeo delle merci”
2 semestre - 2 crediti

Dott. Marco Dani

Scopo: Il laboratorio è diretto a fornire gli strumenti di analisi critica della disciplina della circolazione delle merci vigente nel mercato comune europeo.

Oggetto: L’esercizio delle funzioni di governo dell’economia da parte degli stati membri dell’UE si confronta in maniera sistematica con i principi fondamentali previsti e garantiti dal Trattato CE. Allo stato attuale la circolazione delle merci costituisce l’ambito materiale dove l’integrazione economica e giuridica è più avanzata. Il laboratorio si propone di analizzare i principi fondamentali e le tecniche di armonizzazione negativa e positiva promosse nella sfera sovranazionale con particolare attenzione alle strategie di regolamentazione di origine giurisprudenziale.

Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 20 ore alternando interventi di natura seminariale diretti a presentare le coordinate fondamentali della materia e sessioni di lavoro dedicate all’analisi critica di alcune tra le decisioni giurisprudenziali più significative della Corte di giustizia delle Comunità europee. I materiali di riferimento verranno indicati dal docente all’inizio del laboratorio. La frequenza è obbligatoria. É previsto un esame finale.

Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
 

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