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LABORATORI APPLICATIVI
LABORATORI APPLICATIVI APERTI AGLI STUDENTI
DEI CORSI DI LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE GIURIDICHE E SCIENZE GIURIDICHE
EUROPEE E TRANSNAZIONALI
LABORATORI APPLICATIVI APERTI AGLI STUDENTI
DELLA LAUREA MAGISTRALE
Laboratorio applicativo: “I princìpi
comunitari del diritto amministrativo”
1° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Giulia Bertezzolo
Scopo:
L’integrazione europea ha dato avvio, sul piano giuridico, ad un processo
tale per cui i principi elaborati nei diversi Stati membri, una volta
trasposti nel diritto comunitario e rielaborati all’interno di questo
sistema, divengono a loro volta modello per i diversi sistemi nazionali.
Questo processo è frutto, nel diritto amministrativo comunitario,
prevalentemente dell’opera giurisprudenziale della Corte di Giustizia. Con
il laboratorio ci si propone quindi di introdurre gli studenti alla
conoscenza del diritto amministrativo comunitario attraverso l’analisi del
ruolo svolto dalla Corte, in particolare dal punto di vista della
elaborazione “creativa” dei principi del diritto comunitario e della
dialettica con le magistrature interne.
Oggetto: Il laboratorio sarà dedicato all’analisi dei principi di
diritto amministrativo elaborati a livello comunitario e dell’influenza
che essi svolgono nel diritto interno. A seguito di una breve introduzione
si passerà dunque all’esame di alcune sentenze significative della Corte
di giustizia.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articola in 20 ore con
esame finale. La frequenza è obbligatoria.
Crediti: Il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea
post riforma e 0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio
applicativo:“Il procedimento amministrativo tedesco”
1° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Cristina Fraenkel-Haeberle
Scopo: Il laboratorio si propone
di approfondire in una prospettiva comparata i principi dell’attività
amministrativa procedimentalizzata. Il procedimento amministrativo viene
analizzato come il luogo della partecipazione in cui si esprime il
rapporto dialettico tra amministrazione, destinatari del provvedimento e
terzi.
Oggetto: Oggetto di analisi sarà in particolare il modello tedesco
di procedimento amministrativo, disciplinato fin dal 1976 in maniera
organica dalla Legge federale sul procedimento amministrativo (Verwaltungsverfahrensgesetz
– VwVfG).
In particolare verranno analizzati la genesi della Legge, i principi
fondamentali del procedimento, il concetto di provvedimento amministrativo
particolare e generale (Verwaltungsakt, Allgemeinverfügung) e di contratto
di diritto pubblico (öffentlich-rechtlicher Vertrag); verranno studiate le
diverse gradazioni dei vizi del provvedimento (manifeste inesattezze, vizi
formali e loro sanatoria, conversione, annullamento e nullità), i
provvedimenti di secondo grado ad esito demolitorio (Rücknahme, Widerruf)
e la riapertura del procedimento (Wiederaufgreifen des Verfahrens).
Per la frequenza del laboratorio non è richiesta la conoscenza del
tedesco.
Modalità di svolgimento: L’insegnamento teorico in forma
seminariale sarà accompagnato dall’esame e dalla discussione di casi
pratici. Il materiale necessario alla partecipazione sarà indicato
all’inizio del laboratorio che si concluderà con una prova scritta.
Crediti: Il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea
post riforma e 0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “L’ente pubblico e l’organismo di diritto pubblico”
1° semestre - 2 crediti
Dott. Antonio Cassatella
Oggetto: Il laboratorio mira ad esaminare,
innanzitutto, il concetto di “ente pubblico” affermatosi nell’ordinamento
italiano, cogliendo le peculiarità delle varie elaborazioni intervenute in
materia. Verrà successivamente esaminato il concetto di “organismo di
diritto pubblico”, avente origine nell’ordinamento comunitario,
illustrandone quindi l’impatto nell’ordinamento interno.
Scopo: Condurre una riflessione sul rapporto fra diritto interno e
diritto comunitario nella definizione delle soggettività giuridiche
pubbliche, anche alla luce della giurisprudenza prodotta in materia sia
dalle corti nazionali che dalle corti comunitarie.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articola in 20 ore di
lezione, basate sulla spiegazione generale dell’argomento e sulla
discussione di casi pratici. Durante il laboratorio verranno indicati agli
studenti i materiali per consentire una partecipazione attiva e consapevole
alle lezioni. Il conseguimento dei crediti è subordinato al superamento di
una prova scritta che si terrà alla fine del laboratorio. La frequenza è
obbligatoria.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“L’interpretazione nella tradizione giuridica tardomedievale e moderna”
1° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Lucia Bianchin
Oggetto: Il laboratorio è destinato agli studenti che frequentano il
corso di Storia del diritto italiano ed è dedicato all’approfondimento del
problema dell'interpretatio nella scienza giuridica tardomedievale e
moderna. La didattica consisterà nell'analisi e nel commento di fonti di
primaria importanza nella tradizione giuridica dell’età intermedia e della
prima modernità.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si articolerà in
20 ore, che affiancheranno il corso di Storia del diritto italiano.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“La responsabilità civile della pubblica amministrazione nelle sentenze
dei giudici amministrativi”
1° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Silvia Pellizzari
Scopo: Il laboratorio mira ad approfondire la tematica della
responsabilità civile della Pubblica Amministrazione attraverso l’analisi
della giurisprudenza amministrativa. in particolare, sarà affrontato il
tema della responsabilità da atto amministrativo illegittimo.
Oggetto: Il laboratorio sarà dedicato innanzitutto all’evoluzione
legislativa e giurisprudenziale che ha condotto all’affermazione della
risarcibilità delle posizioni soggettive di interesse legittimo. Oggetto
di analisi puntuale saranno poi gli aspetti applicativi della
responsabilità: particolare attenzione verrà riservata alla natura
giuridica della fattispecie risarcitoria e ai suoi elementi costitutivi
(oggettivi e soggettivi), nonché ai profili processuali correlati al
riparto di giurisdizione tra giudice amministrativo e giudice ordinario.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articola in 20 ore con
esame finale. La frequenza è obbligatoria.
Crediti: il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea
post riforma e 0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“La struttura retorica degli atti giudiziari”
1° semestre - 2 crediti
Dott. Federico Brangian
Scopo: Il laboratorio applicativo è finalizzato ad approfondire lo
studio della struttura e del metodo di argomentare negli atti giudiziari
al fine di riscoprire l’utilità dell’impiego della retorica classica nel
dibattito giudiziale.
Oggetto: Dopo aver preliminarmente chiarito cosa si debba intendere
con l’espressione “retorica forense” (l’arte dell’argomentazione difensiva
dell’avvocato, ove il giurista pratico non dispone di premesse unitamente
condivise e deve addestrarsi a sostenere persuasivamente le proprie
ragioni nel contraddittorio dell’agone giudiziale), si dedicherà
attenzione alla struttura dialettico-retorica del ragionamento giuridico.
Ci si soffermerà, in particolare, sul reperimento, la disposizione e lo
stile degli argomenti retorici. Le lezioni saranno integrate con
discussioni su casi pratici.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 15
(quindici) ore a carattere seminariale. Agli studenti verrà fornito il
materiale necessario per poter svolgere un attivo lavoro di ricerca e per
poter leggere in maniera critica i principali testi di riferimento.
Crediti: Il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea
post riforma e 0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:“La vendita dei beni a
consumo”
1° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Elena Corso
Scopo: Il corso si propone di analizzare la
disciplina della vendita dei beni di consumo alle luce delle innovazioni
di modifica del codice civile, introdotte dal decreto legislativo 1
febbraio 2002 in attuazione della Direttiva 1999/44/CEE.
Oggetto: Il laboratorio intende considerare i
soggetti ed i valori protetti dalla nuova disciplina ed esaminarne
l’impatto sulle figure contrattuali tradizionali. Particolare attenzione
sarà dedicata ai più incisivi strumenti di protezione del consumatore e
del produttore.
Ampio spazio sarà dedicato alla responsabilità per la pubblicità ed alle
specifiche garanzie introdotte, le quali estendono la protezione offerta
anche in riferimento a garanzie previste per contratti tipici diversi.
Requisiti: Il laboratorio è destinato agli
studenti che hanno frequentato il corso di diritto commerciale e diritto
commerciale europeo e transnazionale.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si
svolgerà in forma seminariale per un complessivo impegno di 20 ore. La
frequenza è obbligatoria.
Crediti: Il laboratorio dà
2 crediti-lavoro per gli studenti
iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40
punti per gli studenti iscritti al corso di laurea
quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “Organi politici e organi dirigenziali nella pubblica
amministrazione”
1° semestre - 2 crediti
Dott. Fulvio Cortese
Scopo:
L’obiettivo del laboratorio consiste nello studio critico dell’evoluzione
storica e della configurazione attuale dei rapporti tra organi politici ed
organi dirigenziali nel sistema amministrativo italiano.
Oggetto: Premessi brevi cenni storici e comparatistici sui diversi
approcci mediante i quali il problema del rapporto tra politica e
amministrazione può trovare soluzione sul piano dell’organizzazione
pubblica, si passerà ad un esame dettagliato della disciplina costituzionale
e dei principi legislativi vigenti nell’ordinamento italiano, sia per ciò
che concerne l’amministrazione statale, sia per quanto riguarda
l’amministrazione locale. In particolare, saranno oggetto di specifico
esame: 1) il processo di graduale affermazione di un trasversale criterio di
“separazione” tra organi politici e organi tecnici; 2) le ragioni funzionali
di simili sviluppi in relazione alla progressiva diffusione di un modello
amministrativo cd. “di risultato”; 3) le conseguenze operative di detto
approccio in ordine alla definizione dello status di dirigente pubblico; 4)
il peculiare regime delle nomine “fiduciarie” nei contesti organizzativi di
“alta amministrazione”; 5) l’impatto sul sistema complessivo della
previsione eccezionale di forme ibride di “spoil system” (ex lege n.145/02).
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si svolgerà in forma
seminariale per un complessivo impegno di 20 ore. Sarà dedicato ampio spazio
all’analisi delle ricostruzioni dottrinali maggiormente condivise e dei più
recenti orientamenti giurisprudenziali, con discussione collettiva e
ragionata di alcune pronunce particolarmente significative. La frequenza è
obbligatoria. Il laboratorio si chiuderà con una breve prova scritta.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“Politica e storia nel
pensiero di Walter Benjamin”
1° semestre - 2 crediti
Dott.
Maurizio Cau
Oggetto: Il laboratorio è destinato agli studenti che frequentano
il corso di Storia delle dottrine politiche ed è dedicato al pensiero
politico di Walter Benjamin, con particolare riferimento alle riflessioni
compiute dal pensatore tedesco intorno alle idee di storia, rivoluzione e
potere.
La didattica sarà condotta a partire dall’esame e dal commento degli
scritti benjaminiani e delle principali fonti dottrinali del pensiero
politico novecentesco.
Modalità di svolgimento: Il
laboratorio applicativo si articolerà in 20 ore di lezione.
Crediti: Il laboratorio dà
2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti
ai corsi di laurea post riforma e 0,40 punti
per gli studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“Atti del processo civile e questioni di clinica processuale”
2 semestre - 2 crediti
Prof. Marino Marinelli - Dott.ssa Raffaella Muroni
Prerequisiti: aver superato l’esame di diritto processuale
civile.
Oggetto: il programma e la bibliografia verranno comunicati
all’inizio del laboratorio.
Laboratorio applicativo:
“Tecniche di assiomatizzazione del ragionamento giudiziale e problemi
connessi nell'informatica giuridica”
2 semestre - 2 crediti
Dott. Federico Puppo
Scopo:
analisi critica di alcune recenti teorie assiomatiche del diritto, con
particolare attenzione ai profili logico-sistematici dell’informatica
giuridica.
Oggetto: la concezione tipica delle teorie di tipo normativistico,
secondo la quale il giudizio nel processo sarebbe rappresentabile dal
modello noto come “sillogismo pratico”, dopo lunga crisi gode da qualche
tempo di una rinnovata attenzione. Ciò è dovuto all’aspirazione, avvertita
da taluni, di ricondurre la logica del processo ai modelli
matematico-informatici dell’algoritmo: attraverso un approccio di tipo
cognitivo, si metteranno in luce i punti deboli e maggiormente
problematici di queste aspirazioni, nel contempo riflettendo sulla
struttura originaria dell’esperienza processuale e sul metodo suo proprio.
Modalità di svolgimento: il laboratorio si articolerà in 20 ore a
carattere seminariale, in cui si metterà a disposizione degli studenti il
materiale prescelto. Attraverso la lettura e la discussione in aula,
avvalendosi di esemplificazioni tratte dalla concreta prassi giudiziale,
gli studenti saranno condotti all’approfondimento critico del tema. Al
termine del laboratorio, ai fini dell’accreditamento è previsto il
superamento di una prova scritta con domande “a risposta aperta”.
Numero massimo di partecipanti: data la natura del laboratorio, il
numero massimo di iscritti è fissato nel numero di 30; la frequenza è
obbligatoria.
Crediti: il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti al corso del nuovo
ordinamento e 0,20 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“Gli strumenti del giurista romanista: l’accesso alle fonti di cognizione
del diritto romano”
1° semestre - 2 crediti
Dott. Nicola Luisi – Prof. Gianni Santucci
Scopo: Scopo del laboratorio è quello di introdurre gli studenti
alla diretta cognizione delle fonti giuridiche romane e delle loro
principali traduzioni nelle lingue europee, nella convinzione di offrire
una potenzialità ulteriore di arricchimento del proprio bagaglio
ermeneutico ai futuri giuristi destinati sempre più ad operare nella
dimensione europea.
Oggetto: Il laboratorio sarà articolato nel
modo seguente:
1) descrizione delle principali fonti di cognizione del diritto privato e
pubblico romano
2) descrizione degli strumenti per l’accesso diretto alle fonti del
diritto romano
3) esercitazioni su ricerca ed esegesi delle fonti di cognizione del
diritto romano
Modalità di svolgimento: Il laboratorio ha la
durata di 20 ore a carattere seminariale con accertamento finale delle
abilità conseguite. La partecipazione dei frequentanti dovrà essere attiva
e critica.
Numero massimo di partecipanti: 25.
Crediti: Il laboratorio dà
2 crediti-lavoro per gli studenti
iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40
punti per gli studenti iscritti al corso di laurea
quadriennale.
Laboratorio applicativo: “Gli strumenti del lavoro giuridico”
2° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Antonella Iunti
Scopo: L’obiettivo del laboratorio consiste nel far acquisire agli
studenti le competenze necessarie a svolgere attività di ricerca giuridica,
in particolare nell’ambito del Diritto pubblico, attraverso l’apprendimento
di un corretto uso sia degli strumenti cartacei tradizionali (raccolte di
leggi e giurisprudenza, riviste, commentari) sia degli strumenti informatici
(banche dati, riviste informatizzate, siti istituzionali).
Oggetto: I dati, le informazioni e i documenti reperibili sia in
forma cartacea sia nella rete informatica sono attualmente moltissimi e ciò
comporta la necessità di sapersi orientare e di saper scegliere e
selezionare i materiali a disposizione. Tale cernita è indubbiamente ardua,
soprattutto per gli studenti, che spesso giungono alla fase di redazione
della tesi senza le minime conoscenze necessarie a reperire i materiali
giuridici utili alla loro ricerca.
Si ritiene, pertanto, necessario fornire metodi di conoscenza e di ricerca
idonei ad un migliore e più efficace utilizzo degli strumenti suddetti.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si articolerà in
20 ore e consentirà agli studenti di sperimentare, sotto la guida dei
docenti, l’accesso diretto agli strumenti di lavoro, operando vere e proprie
ricerche guidate di documenti e materiali relativi al Diritto pubblico.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai
corsi di laurea post riforma e 0,40 punti per gli studenti iscritti al corso
di laurea quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “I contratti in materia di diritti d’autore: modelli e
tecniche di redazione”
2° semestre - 2 crediti
Dott. Franco Ronconi
Scopo: Il laboratorio applicativo si propone di
effettuare una prima esplorazione delle tecniche di redazione dei
contratti in un campo – quello del diritto d’autore – caratterizzato da
un’estrema dinamicità della prassi negoziale. Il mercato delle opere
dell’ingegno è infatti quello maggiormente influenzato dalla rivoluzione
informatica. Le tecnologie digitali mutano i tradizionali modelli di
business e consentono l’emersione di nuove forme di produzione,
distribuzione e fruizione dell’informazione. Si pensi, per fare solo un
esempio, alla carica innovativa della prassi dei contratti di licenza
d’uso del software (licenze c.d. “proprietarie” e, soprattutto, licenze
per la distribuzione di “software libero e aperto”).
Oggetto: Premessi brevi cenni alla materia del
diritto d’autore, si procederà alla raccolta ed allo studio di modelli
contrattuali per la trasmissione di diritti sulle opere dell’ingegno
tradizionali e digitali. L’analisi dei modelli contrattuali costituisce la
premessa della fase del laboratorio finalizzata all’insegnamento delle
tecniche di redazione dei contratti in materia di diritti d’autore.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo
si svolgerà in forma seminariale per un complessivo impegno di 20 ore. Il
materiale di base – costituito principalmente da modelli di contratti sui
diritti d’autore - in parte verrà fornito dal docente, in parte verrà
raccolto dagli studenti.
Numero massimo di partecipanti: 20.
Crediti: il laboratorio dà
2 crediti-lavoro per gli
studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “I diritti differenziati delle identità religiose nel diritto
costituzionale comparato”
2° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Cinzia Piciocchi
Scopo: Il laboratorio applicativo propone l’analisi comparata del
fondamento costituzionale dell’attribuzione di diritti differenziati ad
alcuni gruppi, in ragione della loro identità religiosa. Il laboratorio
mira ad analizzare e ad evidenziare eventuali tratti comuni nel
riconoscimento della rilevanza giuridica delle identità religiose da parte
di alcuni ordinamenti ed in particolare il fondamento costituzionale
dell’attribuzione di diritti differenziati.
Oggetto: Il percorso didattico prende le mosse
dall’analisi comparata dei “diritti d’esenzione” riconosciuti dagli
ordinamenti giuridici (in ambito sia legislativo, sia giurisprudenziale),
in virtù della richiesta di differenziazione da parte di alcuni gruppi
religiosi. In particolare, saranno considerate l’esperienza giuridica
statunitense, britannica ed italiana nonché quella francese, che presenta
profili contrastati. Attraverso l’analisi e la discussione di casi, si
cercherà di comprendere quali siano i tratti costitutivi delle identità
religiose giuridicamente rilevanti.
In una seconda parte, si cercherà di comprendere quali problematiche ponga
il riconoscimento di diritti differenziati da parte degli ordinamenti
giuridici. Alla luce dei casi analizzati e discussi, si condurrà
un’analisi induttiva volta, da un lato, a tratteggiare in prospettiva
comparata i diversi approcci giuridici verso la richiesta di
riconoscimento dei gruppi religiosi e, d’altro lato, volta a comprendere i
possibili significati della “laicità” degli ordinamenti costituzionali.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio ha una
durata di 20 ore a carattere seminariale e richiede la partecipazione
attiva all’analisi dei casi ed alla discussione. È richiesta la conoscenza
almeno passiva della lingua inglese. I materiali saranno distribuiti
durante il laboratorio, che si avvarrà della collaborazione dei dott. T.
Leonardi e S. Penasa.
Numero massimo di partecipanti: 40 con frequenza
obbligatoria.
Crediti: Il laboratorio dà
2 crediti-lavoro per gli studenti
iscritti ai corsi di laurea post riforma e 0,40
punti per gli studenti iscritti al corso di laurea
quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“I patti parasociali”
2° semestre - 2 crediti
Dott. Gianluca Riolfo
Obiettivi: La problematica inerente i patti
parasociali in generale non è certo nuova nel panorama italiano: fin dagli
anni ’30 la giurisprudenza e la dottrina si sono occupate delle questioni
sollevate dall’utilizzo di questo particolare istituto, il quale ha sempre
avuto un grande rilievo pratico.
Il legislatore, fin dalla redazione del Codice Civile, ha preferito non
disciplinare la materia, lasciando invece all’interprete il compito di
individuare le soluzioni più adatte ai singoli casi di specie. E ciò sino
alla fine degli anni ’80.
Successivamente, si è assistito al proliferare di una serie di disposizioni
che, pur non disciplinando direttamente l’istituto in questione, hanno
cominciato a prenderlo in considerazione. Il Testo Unico della Finanza (d.
lgs. 24.2.1998 n.58) ha finalmente preso posizione in modo più deciso, ma
non per questo le questioni aperte in tema di accordi di sindacato possono
considerarsi risolte.
La stessa riforma del diritto societario pare aver preso in considerazione
l’istituto per dettarne una qualche disciplina. La giurisprudenza, con
orientamento quasi costante, si è espressa negli anni con disfavore verso i
patti parasociali ed in particolare verso i cosiddetti sindacati di voto a
maggioranza. Solo nel 1995 la Cassazione, recependo una serie consistente di
spinte al cambiamento, pare aver mutato rotta: la pronuncia è poi stata
seguita sia dalla giurisprudenza di merito che (molto di recente) da quella
stessa di legittimità. Infine il formante dottrinale, all’interno del quale
fin dai primi anni ’40 si è cominciato ad assistere ad una apertura nel
senso della legittimità e validità degli accordi parasociali da parte di
vari Autori. Con un’evoluzione che vede oggi in minoranza la posizione
negativa (che resta comunque autorevolmente sostenuta).
Programma: Oggetto del laboratorio saranno quindi gli
intrecci evolutivi dei tre formanti (giurisprudenziale, dottrinale e
legislativo), nel tentativo di comprendere lo stato attuale della materia
grazie alla disamina del cammino svolto nel passato.
A tal fine verranno prese in considerazione:
- le principali pronunce della Cassazione e le più rilevanti pronunce di
merito, con particolare attenzione alle motivazioni che hanno giustificato
il mutamento di orientamento (se di mutamento si può parlare …) della
Suprema Corte;
- le principali correnti dottrinarie che si sono confrontate (e che tuttora
si confrontano) sulla materia, con l’intento di individuare i punti di
contatto e quelli di divergenza tra i vari Autori, e le giustificazioni di
natura sistematica, logico-giuridica o di convenienza che fungono da
substrato teorico alla posizione sostenuta;
- i principali provvedimenti legislativi che si sono occupati di patti di
sindacato, per individuare le modalità concrete con cui il legislatore si è
occupato della materia. L’attenzione sarà per ovvie ragioni rivolta in
particolare al d. lgs. 24.2.1998, n.58, nonché (qualora le commissioni
competenti abbiano ultimato il testo normativo da sottoporre all’esame del
Governo) alla legge di riforma del diritto societario.
Il tutto con un approccio tendente al coinvolgimento dello studente nella
ricerca del materiale, ma soprattutto attraverso la discussione in aula, che
permetta così di enucleare le maggiori problematiche in materia.
Modalità di svolgimento: Il corso avrà una durata di 20 (venti) ore
di tipo seminariale, secondo le modalità proprie di un laboratorio,
funzionale cioè ad una partecipazione attiva e costante degli studenti.
Il materiale verrà suggerito durante il corso stesso, e sarà calibrato anche
in base al numero dei frequentanti.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “I principi costituzionali in materia penale”
2 semestre - 2 crediti
Dott. Sergio Bonini
Scopo:
il laboratorio intende approfondire il rilievo dei principi costituzionali
in ambito penale attraverso l’analisi dell’evoluzione della giurisprudenza
della Corte costituzionale.
Oggetto: in un diritto penale moderno nel quale la Costituzione
assurge a fondamento delle scelte di incriminazione, essenziale è
l’approfondimento delle norme che la Carta costituzionale espressamente
dedica alla materia penale. Il laboratorio è rivolto allo studio delle
esigenze di natura costituzionale, espresse dall’art. 25, II comma, Cost.
ed enucleate nel principio di legalità, il quale opera su tre piani −
fonti, formulazione tecnica e interpretazione delle norme, validità della
legge penale nel tempo −, i quali corrispondono a quattro principi:
riserva di legge, tassatività o sufficiente determinatezza della legge
penale, divieto di analogia in malam partem, irretroattività della norma
penale. Altrettanto spazio meritano altri principi “dimostrativi” quali il
principio di colpevolezza, desumibile dal carattere personale della
responsabilità penale (art. 27, I comma, Cost.), e il principio del
finalismo rieducativo della pena (art. 27, III comma, Cost.). A quest’ultimo
riguardo, è prevista anche una visita guidata all’Istituto penitenziario
di Trento e relativo incontro con i detenuti. Contribuiscono a scolpire il
“volto” costituzionale dell’illecito penale il principio di materialità e,
seppure con “statuto” più controverso, il principio di laicità e il
principio di offensività. Nel corso delle lezioni, notevole importanza
sarà assegnata allo studio delle principali pronunce della Corte
costituzionale in materia.
Modalità di svolgimento: il laboratorio avrà una durata di 20 ore a
frequenza obbligatoria e a carattere seminariale, nel contesto delle quali
agli studenti sarà richiesta una partecipazione sempre critica e attiva.
Al termine del ciclo di incontri è prevista una verifica scritta per
procedere all’attribuzione dei crediti.
Numero massimo di partecipanti: 30. È consentita la partecipazione
a un solo laboratorio applicativo di diritto penale per ciascuno studente.
Crediti: il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea
post riforma e 0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “Il metodo nella costruzione del ius publicum europaeum”
2° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Lucia Bianchin
Oggetto: Il laboratorio è destinato agli studenti che frequentano il
corso di Storia del pensiero giuridico moderno ed è dedicato
all’approfondimento del problema del metodo nella scienza di diritto
pubblico della prima modernità, in un panorama europeo. La didattica
consisterà nell’analisi e nel commento di fonti dottrinali di primaria
importanza nella tradizione giuspubblicistica europea, come in particolare
la Politica methodice digesta di Johannes Althusius.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si articolerà in
20 ore, che affiancheranno il corso di Storia del pensiero giuridico
moderno.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “IL QUANTUM DEL DANNO NON PATRIMONIALE: costruzione
collaborativa di una banca dati di pronunce giurisprudenziali in tema di
liquidazione del danno non patrimoniale emanate dagli uffici giudiziari
del distretto della Corte d’appello di Trento”
2° semestre - 2 crediti
Dott. Umberto Izzo – Dott.ssa Silvia Winkler – Dott. Matteo Ferrari
Scopo: Il laboratorio applicativo si propone di introdurre gli
studenti all’analisi giurisprudenziale della quantificazione del danno non
patrimoniale. Il metodo che il laboratorio intende seguire differisce da
quello usuale: invece di raccogliere le pronunce giurisprudenziali edite sul
tema, operazione del resto già condotta dalla dottrina, i partecipanti
avranno la possibilità di confrontarsi con il dato giurisprudenziale prima
che il medesimo sia sottoposto al filtro sistematizzante degli annotatori e
del circuito dell’editoria giuridica. A tal fine gli studenti saranno
chiamati a svolgere un’attività di ricerca e raccolta che dovrà essere
condotta sul campo, presso gli archivi degli uffici giudiziari del distretto
della Corte d’appello di Trento. Ciò consentirà ai partecipanti di acquisire
dimestichezza con un momento importante della prassi forense, che
solitamente non riceve la giusta attenzione nel corso degli studi
universitari. Alla fase di raccolta delle pronunce giurisprudenziali inedite
seguirà l’organizzazione del lavoro di sistematizzazione dei dati,
attraverso il quale gli studenti avranno la possibilità di conoscere e
superare le insidie della massimazione (nell’unico modo possibile, e cioè
affrontandole personalmente), per poi procedere a distribuire il materiale
così elaborato secondo criteri che terranno conto dei diversi ambiti
tematici entro cui vive il problema della quantificazione del danno non
patrimoniale. La fase applicativa del laboratorio si concluderà trasponendo
il testo integrale delle sentenze raccolte, opportunamente anonimizzate per
garantire il rispetto della normativa in tema di protezione dei dati
personali e filtrate dall’opera di massimazione e classificazione, in una
banca dati che sarà resa consultabile su supporto digitale. Al termine del
laboratorio i partecipanti avranno modo di analizzare il risultato del
proprio lavoro in una duplice prospettiva: identificare le regole
operazionali seguite dalle corti trentine nel liquidare il danno non
patrimoniale, per mettere in evidenza le linee evolutive della
giurisprudenza locale sul tema; valutare, in una prospettiva di politica del
diritto, se ed in che misura il trend emergente dal campione
territorialmente omogeneo della giurisprudenza esaminata si uniformi o si
discosti dalle proposte ricostruttive proposte in dottrina con riferimento
ad una tematica che la giurisprudenza costituzionale e di legittimità ha
recentemente innovato, rimodellando alla luce dei valori costituzionali il
significato dell’art. 2059 c.c.
Oggetto: Il codice del 1942 guardava con sospetto al danno non
patrimoniale, una voce risarcitoria ontologicamente sfornita di indici di
apprezzamento agganciabili a valori di mercato ed inevitabilmente rimessa
alla determinazione equitativa del giudicante. In principio risarcibile solo
nei casi previsti dalla legge, ovvero il più delle volte subordinato al
riscontro di una condotta illecita qualificabile come reato, il danno non
patrimoniale è stato oggetto di una sofferta opera di adeguamento ai valori
costituzionali, che si è protratta per quasi mezzo secolo. In questo
cammino, la dottrina (prima) e la giurisprudenza di merito (poi) hanno
tenuto a battesimo nuove lesioni risarcibili, come il danno biologico ed il
più controverso danno esistenziale, salvo infine trovare nella
configurazione concettuale dell’art. 2059 c.c., formulata nel 2003 dalla
Consulta su invito dei giudici di legittimità, una lettura del danno non
patrimoniale finalmente in grado di accogliere senza sotterfugi
argomentativi le esigenze di tutela a cui queste nuove voci di danno
miravano a dar risposta. Oggi, sulle macerie del muro eretto al danno non
patrimoniale dal codificatore del 1942, resta più che mai attuale un
problema che nessuna ricostruzione dogmatica o tecnica argomentativa può
essere sufficiente a dirimere, ovvero la necessità di parametrare la
quantificazione del danno non patrimoniale ad indici valutativi che
assicurino un accettabile grado di prevedibilità ed uniformità alla
liquidazione operata dal giudice, senza imbrigliare tale commisurazione
entro argini troppo rigidi, tali da precludere gli opportuni aggiustamenti
nella misura segnata dalle caleidoscopiche esigenze di giustizia del caso
concreto. I valori costituzionali a cui il danno non patrimoniale oggi dà
voce restano dunque valori accomunati da un indice di incommensurabilità che
rende arduo praticare operazioni di stima fondate su ragionamenti deduttivi,
ove la misura del risarcimento sia ricercata su parametri oggettivi, e che
probabilmente solo la determinazione induttiva, fondata sull’analisi
quantitativa delle liquidazioni giudiziali operate con riferimento a classi
di casi riferibili a fattispecie simili sotto il profilo fattuale, consente
di effettuare con apprezzabili margini di successo.
Da qui l’interesse per lo studio sistematico delle concrete modalità
impiegate dai giudici di merito, quando, al cospetto delle più svariate
fattispecie, sono costretti a monetizzare valori ed utilità che per loro
natura non conoscono stime di mercato se non dopo la liquidazione in somme
di danaro che concretizza la “tutela per equivalente” conseguente alla
riscontrata vanificazione di tali “beni”. Un’analisi questa, che pare tanto
più destinata a sortire i risultati sperati quanto più sia possibile
restringere l’indagine empirica ed induttiva legata allo sfuggente tema
della quantificazione del danno non patrimoniale a decisioni emanate da
corti situate nell’ambito di un medesimo distretto di Corte d’Appello, onde
formulare indicazioni di massima affidanti per gli operatori del diritto e
per le imprese assicurative che guardino ad una medesima realtà
territoriale.
Argomenti del laboratorio:
1. La ricerca delle sentenze negli archivi giudiziari
2. Il metodo della massimazione
3. La creazione di una banca dati giurisprudenziale in formato digitale
4. Il danno non patrimoniale in tutte le sue multiformi epifanie concrete,
fra cui il danno biologico, il danno esistenziale, il danno da reato, il
danno da irragionevole durata del processo, il danno da dequalificazione
professionale e da “mobbing”.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio applicativo si svolgerà in
venti ore e richiede un notevole impegno pratico e teorico. In
considerazione della necessità di distribuire il compito di ricercare le
sentenze negli archivi giudiziari fra gruppi composti da un numero ristretto
di partecipanti (onde non creare problemi alla logistica degli uffici
giudiziari), il laboratorio è aperto alla partecipazione di non più di
venticinque studenti. In via preliminare i partecipanti riceveranno dal
responsabile un inquadramento teorico generale sul tema oggetto
dell’indagine applicativa, unitamente all’indicazione degli opportuni
riferimenti legislativi, giurisprudenziali e dottrinali di partenza. Nella
prima fase del laboratorio, ciascun gruppo sarà avviato alla ricerca negli
archivi giudiziari sotto la guida dei responsabili del laboratorio. Nella
seconda fase, dedicata alla massimazione ed alla sistematizzazione delle
sentenze, il lavoro sarà diviso fra gruppi dimensionati al numero delle
sentenze reperite. Seguirà l’espletamento del compito di trasporre i dati
giurisprudenziale su supporto digitale. Il laboratorio si concluderà con la
discussione e l’analisi del materiale raccolto, ove ciascun partecipante,
accedendo al database creato ed ai tradizionali strumenti di ricerca
giuridica su supporto digitale, predisporrà una relazione di sintesi e
commento della giurisprudenza reperita.
Numero massimo di partecipanti: 25.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“Il sistema sanzionatorio penale”
2 semestre - 2 crediti
Dott.ssa Antonia Menghini
Scopo:
il Laboratorio ha la finalità di trattare, nella prospettiva nazionale e
comparata, il sistema delle sanzioni penali, con particolare riferimento a
quelle diverse dalla reclusione, a quelle di natura interdittiva ed a
quelle previste per le persone giuridiche.
Oggetto: il Laboratorio inizierà con una introduzione alla nozione
di sanzione penale; verrà poi illustrata, in termini di comparazione
diacronica e sincronica, l'evoluzione del sistema delle sanzioni penali,
per approdare infine all'inquadramento della situazione attuale e delle
prospettive di riforma, anche nel quadro della armonizzazione europea del
nostro diritto penale.
Modalità di svolgimento: il Laboratorio è destinato agli studenti
che abbiano frequentato o frequentino il corso di diritto penale di uno
dei due trienni, ha una durata di 20 ore, si svolgerà su materiale fornito
dal docente e richiederà una partecipazione critica ed attiva.
Numero massimo di partecipanti: 30.
Crediti: lo svolgimento di una breve verifica finale sarà la
premessa per il riconoscimento ai frequentanti di
2 crediti-lavoro per gli studenti
iscritti ai corsi di laurea ante riforma e 0,40
punti per gli studenti iscritti al corso di laurea
quadriennale.
Laboratorio
applicativo: “L’influenza del diritto comunitario sul diritto penale
nazionale”
2° semestre - 2 crediti
Dott.ssa Emanuela Fronza
Scopo: Il laboratorio intende fornire, attraverso un’analisi della
legislazione vigente e della giurisprudenza, le conoscenze fondamentali
sull’attuale interazione tra diritto penale e diritto comunitario.
Oggetto: Il Laboratorio avrà ad oggetto innanzi tutto il diritto
esistente. In tale quadro, verranno esaminati i rapporti tra diritto
comunitario e diritto italiano (così come disciplinati dalla nostra
Costituzione), i principi di diritto comunitario del primato e
dell’efficacia diretta di quest’ultimo, il significato della sussidiarietà
comunitaria e della sussidiarietà penale e il principio di proporzione. In
un secondo momento, verranno prese in esame le diverse forme di interazione
tra diritto penale nazionale e diritto comunitario. A tale riguardo si
analizzeranno alcune sentenze, in particolare della Corte di Giustizia delle
Comunità Europee, rilevanti per la materia trattata e verrà a tal fine
richiesto un contributo attivo dei partecipanti.
Si passerà poi all’analisi delle prospettive de iure condendo: questa avrà
ad oggetto innanzitutto il trattato Costituzione europea e segnatamente
l’analisi delle norme rilevanti per il diritto penale sostanziale.
Numero massimo di partecipanti: 30. É consentita la partecipazione ad
un solo Laboratorio applicativo di diritto penale per ciascuno studente.
Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“La Corte dei Conti e le sue funzioni”
Prof. G. Falcon
Scopo:
Il laboratorio si articola in cinque incontri tenuti da magistrati della
Corte dei conti con il coordinamento del prof. Falcon. Esso è diretto ad
approfondire lo studio della Corte dei Conti e delle sue tradizionali
funzioni di controllo e di giurisdizione, nonché delle più nuove funzioni
nel sistema delle autonomie regionali e locali.
Oggetto: Il laboratorio sarà dedicato innanzitutto all’esame del
sistema organizzativo e funzionale generale della Corte dei conti. In
questo contesto saranno poi esaminate le funzioni di controllo, le funzioni
giurisdizionali in materia di responsabilità amministrativa e in materie
diverse, nonché le funzioni “collaborative” nell’ambito delle autonomie.
Particolare attenzione sarà dedicata al regime della responsabilità
amministrativa degli impiegati e dei funzionari, mediante l’esame delle
fattispecie di danno e dei loro presupposti. La parte finale del
laboratorio avrà a specifico oggetto il processo contabile.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio ha durata di 20 ore e si
conclude con un esame finale. La frequenza è obbligatoria.
Crediti: il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post
riforma e 0,40 punti per gli studenti
iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“La giurisprudenza della Corte di Giustizia in materia di imposte
dirette”
2° semestre - 2 crediti
Dott. Paolo Conci
Prerequisiti: per l’accesso al laboratorio è
necessario aver sostenuto l’esame di Diritto Tributario.
Scopo: il laboratorio si propone di sensibilizzare gli
studenti sulla rilevanza del diritto comunitario per il diritto tributario.
Oggetto: durante il laboratorio verranno esaminate le
sentenze della Corte di Giustizia in materia di imposte dirette. Questa
giurisprudenza si occupa della compatibilità delle disposizioni fiscali
nazionali con le libertà fondamentali previste nel Trattato Ce.
Secondo la Corte infatti gli Stati membri devono esercitare la loro
competenza in materia di imposte dirette nel rispetto del diritto
comunitario.
Modalità di svolgimento: il laboratorio si articola in
20 ore durante le quali gli studenti saranno invitati a partecipare
attivamente.
Crediti: il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post
riforma e 0,40 punti per gli studenti
iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo: “La società
a responsabilità limitata nel diritto tedesco ed austriaco”
2° semestre - 2 crediti
Dott. Valerio Sangiovanni
Oggetto: Il laboratorio mira a esaminare, dopo alcuni cenni
introduttivi sul diritto societario tedesco, la disciplina della
Gesellschaft mit beschränkter Haftung (GmbH) (società a responsabilità
limitata), uno dei tipi societari più utilizzati in Germania.
L’ampia diffusione di questo tipo societario è circostanza importante
anche dal punto di vista dell’osservatore straniero; in effetti, le
società estere che investono in Germania (tra cui vanno menzionate quelle
italiane) tendono a utilizzare lo strumento della GmbH rispetto ad altri
tipi societari.
Della disciplina della GmbH si esaminerà, tra l’altro, la costituzione e
l’amministrazione della società, i rapporti tra società e soci, le
modificazioni del contratto sociale, lo scioglimento e la nullità della
società.
Si tracceranno costantemente linee di comparazione con la recente
disciplina italiana della società a responsabilità limitata.
Infine si terrà conto della disciplina austriaca delle GmbH.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 20 ore
complessive.
Nel corso del laboratorio applicativo si alterneranno tradizionali lezioni
frontali ed esercitazioni pratiche. Queste ultime consisteranno
essenzialmente nell’esame di modelli statutari di GmbH tedesche e austriache
(prodotti in lingua italiana) e nel loro confronto con modelli statutari di
società a responsabilità limitata italiane.
Per prendere parte al laboratorio non è necessaria la conoscenza della
lingua tedesca.
Il materiale, in italiano, verrà indicato all’inizio del laboratorio.
Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo: “La
tutela dell’incapace nel diritto civile: interdizione, inabilitazione,
amministrazione di sostegno”
2° semestre - 2 crediti
Dott. Benedetto Sieff - Dott. Carlo Bona
Scopo: Il
laboratorio si propone di introdurre gli studenti alle forme di tutela
dell’incapace nel diritto civile, analizzandole sia sotto il profilo
sostanziale, sia sotto quello processuale. Il metodo proposto è strettamente
pratico - applicativo: si seguirà passo per passo un virtuale procedimento
di interdizione, uno di inabilitazione, ed uno volto alla nomina
dell’amministratore di sostegno, soffermandosi sulle difficoltà, sia
d’ordine sostanziale, sia d’ordine processuale, che ogni giorno gli avvocati
ed i giudici si trovano ad affrontare. Lo scopo non è quindi solo quello di
approfondire il tema della tutela dell’incapace così come sarebbe possibile
studiando un manuale, una monografia od un trattato, ma soprattutto quello
di portare simili conclusioni sul campo, e pertanto di offrire agli studenti
un’anticipazione quanto più possibile realistica di quanto verranno a
trovare frequentando da professionisti o da giudici le aule dei tribunali.
Oggetto: In un ordinamento ed in una realtà sociale sempre più
complessi e per ciò sempre più attenti alla protezioni dei più deboli, la
tutela di chi sia o divenga incapace di provvedere ai propri interessi
diventa un momento saliente. Tradizionalmente la tutela viene accordata
mediante gli strumenti dell’interdizione e dell’inabilitazione. Con
l’interdizione chiunque si trovi in una situazione di abituale infermità di
mente tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi viene
giudizialmente privato della capacità di agire e si vede nominare un tutore.
Con l’inabilitazione chiunque, sempre per infermità abituale, sia solo
parzialmente capace di provvedere ai propri interessi viene affiancato da un
curatore per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione.
Recentemente, con la legge 9 gennaio 2004, n. 6, è stato introdotto un nuovo
istituto, l’amministrazione di sostegno, nell’intento dichiarato di offrire
uno strumento più duttile, che potesse operare anche a fronte di situazioni
di incapacità che non derivassero da abituale infermità di mente, e che
fosse idoneo a “ritagliare” una tutela su misura per l’incapace, senza
privarlo totalmente della capacità di agire o anche solo della capacità di
compiere tutti gli atti di straordinaria amministrazione. In tale contesto
normativo i problemi interpretativi che giudici ed avvocati si trovano
quotidianamente ad affrontare sono svariati: quali tra le alterazioni
patologiche delle facoltà mentali sono idonee a giustificare l’intervento
del giudice? Lo è ad esempio uno stato depressivo? É sufficiente
un’alterazione delle facoltà volitive (come in alcuni casi di etilismo o di
intossicazione cronica da stupefacenti) o è necessario siano compromesse
anche le facoltà cognitive? É possibile pronunciare l’interdizione o
l’inabilitazione quando l’inabilità non è comunque idonea ad incidere sulla
sfera patrimoniale dell’incapace? Qual è il momento al quale va ancorato il
giudizio sull’incapacità? L’inabilitato è processualmente capace, o
piuttosto legittimato ad agire o resistere è il curatore, o ancora vi è una
legittimazione congiunta? Qual è il confine tra amministrazione di sostegno
ed inabilitazione? Può essere nominato un amministratore di sostegno al solo
fine di consentire all’incapace la continuazione dell’attività di impresa?
Etc.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si svolgerà in venti ore. In
via preliminare i partecipanti riceveranno un inquadramento generale sul
tema oggetto dell’indagine applicativa, unitamente all’indicazione degli
opportuni riferimenti legislativi, dottrinali e giurisprudenziali. Nella
fase successiva verranno invitati a redigere tutti gli atti di un
procedimento di interdizione, di uno di inabilitazione, e di uno volto alla
nomina di un amministratore di sostegno.
Numero massimo di partecipanti: Per consentire un proficuo
svolgimento del corso, considerate le difficoltà connesse alla redazione e
contestuale correzione e discussione degli atti, il laboratorio è aperto
alla partecipazione di non più di venti studenti.
Crediti: il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo:
“Le Autonomie nella L. cost. n. 3/2001 e nel recente progetto di riforma
della Parte II della Costituzione”
2° semestre - 2 crediti
Dott. Sandro Manica
Scopo: Il Laboratorio è finalizzato ad esaminare l’ordinamento delle
Autonomie regionali e locali delineato nel Titolo V, Parte II, della
Costituzione - nel testo vigente, risultante dal processo di riforma attuato
nel corso della XIII Legislatura, e culminato nell’approvazione della L.
cost. n. 3/2001 - nonché nel d.d.l. cost. n. 2544 B, recentemente approvato,
in prima lettura, dalle due Camere del Parlamento, che reca un complessivo
progetto di riforma dell’Intera Parte II della Costituzione.
L’analisi sarà indirizzata ad evidenziare le peculiarità dell’attuale
sistema delle Autonomie, nonché ad attuare un confronto con il sistema
definito dal progetto di riforma.
Oggetto: Dopo alcune lezioni introduttive aventi ad oggetto una prima
definizione dei modelli di Stato federale e regionale, si procederà
all’analisi del testo vigente del Titolo V, Parte II della Costituzione,
nonché del testo della citata proposta di riforma, con particolare
riferimento alle disposizioni che riguardano l’assetto dell’autonomia
regionale ed i rapporti tra Stato, Regioni ed Enti locali.
Modalità di svolgimento:
Il laboratorio si articolerà in 20 ore di tipo seminariale. Agli studenti
verrà fornito il materiale necessario a svolgere un attivo lavoro di
ricerca e di approfondimento sul tema in discussione. Il laboratorio è
rivolto agli studenti iscritti al 1° anno di corso.
Crediti: Il laboratorio dà 2 crediti-lavoro
per gli studenti iscritti ai corsi di laurea post riforma e
0,40 punti per gli studenti iscritti al
corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo: “Le funzioni non legislative delle Camere”
2 semestre - 2 crediti
Dott. Alexander Schuster
Scopo: Il laboratorio è finalizzato a presentare agli studenti la
complessa realtà istituzionale dei parlamenti e delle assemblee
legislative, con particolare riferimento al caso italiano, introducendoli
alla conoscenza comparata delle loro attività non legislative. Scopo
ulteriore è l'adeguato approfondimento da parte dello studente del primo
anno di concetti propri del diritto pubblico già introdotti nel corso
istituzionale.
Oggetto: L’attività di indirizzo e di controllo politico e
l’attività conoscitiva delle Camere verranno esaminate sia sotto il
profilo teorico generale, a partire dai principi costituzionali che ne
costituiscono il fondamento, sia sotto il profilo della prassi, attraverso
l’utilizzo degli strumenti documentali reperiti sui siti in linea dei due
rami del Parlamento. L’esame delle diverse tipologie di fonti ed atti
(mozioni, interpellanze, interrogazioni, ordini del giorno) e di alcune
esperienze funzionali (commissioni d’inchiesta, statuto dell’opposizione,
conflitti tra poteri) dovrebbe consentire, accanto ad una più sicura
conoscenza dei meccanismi di funzionamento del massimo organo
rappresentativo, una maggior capacità di comprensione dell’attualità.
Moduli seminariali
• teoria generale del diritto parlamentare
- principi generali
- fonti normative
- atti e procedure
- organi
• opposizioni e minoranze parlamentari
• il Parlamento quale nodo della rete di poteri dello Stato: le
commissioni d'inchiesta - i conflitti tra poteri
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 20 ore di
tipo seminariale. Alcune unità introduttive saranno costituite da lezioni
frontali, parte delle quali potranno svolgersi in video-conferenza. Sono
previste unità didattiche di esercitazione pratica attraverso discussioni
e simulazioni difensive. All’interno del modulo dedicato alla teoria
generale del diritto parlamentare, potrà essere prevista una visita al
Consiglio provinciale di Trento. Per l'anno 2005-2006 si proporrà agli
studenti la redazione di alcuni articoli esplicativi di concetti di
diritto parlamentare per l'enciclopedia WIKIPEDIA. Si prevedono momenti di
autovalutazione da parte degli studenti del laboratorio, sia sotto il
profilo della sua strutturazione, che del loro processo di apprendimento.
Sarà indicato nelle settimane antecedenti l’inizio del laboratorio un
sillabo riportante il materiale necessario per lo svolgimento del lavoro
personale di approfondimento, stimato in cinquanta ore.
Crediti: Il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea
post riforma e 0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
Laboratorio applicativo: “Principi di armonizzazione normativa nel mercato
comune europeo delle merci”
2 semestre - 2 crediti
Dott. Marco Dani
Scopo: Il laboratorio è diretto a fornire gli
strumenti di analisi critica della disciplina della circolazione delle
merci vigente nel mercato comune europeo.
Oggetto: L’esercizio delle funzioni di governo dell’economia da
parte degli stati membri dell’UE si confronta in maniera sistematica con i
principi fondamentali previsti e garantiti dal Trattato CE. Allo stato
attuale la circolazione delle merci costituisce l’ambito materiale dove
l’integrazione economica e giuridica è più avanzata. Il laboratorio si
propone di analizzare i principi fondamentali e le tecniche di
armonizzazione negativa e positiva promosse nella sfera sovranazionale con
particolare attenzione alle strategie di regolamentazione di origine
giurisprudenziale.
Modalità di svolgimento: Il laboratorio si articolerà in 20 ore
alternando interventi di natura seminariale diretti a presentare le
coordinate fondamentali della materia e sessioni di lavoro dedicate
all’analisi critica di alcune tra le decisioni giurisprudenziali più
significative della Corte di giustizia delle Comunità europee. I materiali
di riferimento verranno indicati dal docente all’inizio del laboratorio.
La frequenza è obbligatoria. É previsto un esame finale.
Crediti: Il laboratorio dà 2
crediti-lavoro per gli studenti iscritti ai corsi di laurea
post riforma e 0,40 punti per gli
studenti iscritti al corso di laurea quadriennale.
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