Presentazione

LA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI
Anno Accademico 2004-2005

Con l’anno accademico 2001/02 hanno preso avvio i corsi delle Scuole di specializzazione per le professioni legali, rivolti agli aspiranti avvocati, magistrati e notai. Le Scuole, previste dall’art. 17, l. 127/1997, sono state attivate a seguito dell’approvazione avvenuta con decreto interministeriale del 8.6.2001 del Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro della Giustizia.

Tale decreto, le cui previsioni sono state ribadite dal successivo decreto ministeriale del 29.6.2004, ha approvato, tra le altre, l’attivazione della Scuola costituita su base convenzionale dalle Università di Trento e di Verona, alla quale sono ammessi, anche per l’a.a. 2004/05, 55 laureati in giurisprudenza, selezionati tramite una prova che ha avuto luogo il 12.10.2004, consistente, come previsto dall’art. 3 dei suddetti decreti, "nella soluzione di cinquanta quesiti a risposta multipla, di contenuto identico sul territorio nazionale, su argomenti di diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, diritto processuale civile e procedura penale".

Al fine di perseguire nel modo migliore gli obiettivi formativi fissati dal legislatore, le Università di Trento e Verona hanno, infatti, deciso di unire le proprie forze ed hanno ottenuto l’adesione dei Consigli degli Ordini degli Avvocati di Bolzano, Rovereto, Trento e Verona, nonché dei Consigli del Notariato di Bolzano, Trento e Verona, oltre che della Corte d’Appello di Trento e del Tribunale di Verona.

L’attivazione della Scuola rappresenta del resto un’iniziativa estremamente qualificante per le Facoltà di Giurisprudenza e tale da completare l’offerta didattica che esse sono in grado di mettere a disposizione dei propri studenti. Infatti, se al corso di laurea sono affidate la formazione di base ed il compito di fornire le nozioni giuridiche fondamentali, alle Scuole di specializzazione sono rimessi il perfezionamento di tali conoscenze e soprattutto la funzione di impartire un insegnamento anche pratico ai laureati che aspirano alle tre tradizionali professioni legali (avvocato, magistrato e notaio).

La Scuola si pone pertanto in linea di continuità con il corso di laurea in Giurisprudenza poiché completa la formazione del giurista aggiungendo alla didattica tradizionale, volta ad impartire le conoscenze teoriche di base, una didattica per casi diretta a formare il professionista, oltre che a prepararlo per il superamento del relativo esame o concorso.

Quest'anno è stato attivato anche l'indirizzo notarile tramite una Convenzione con la Scuola di Notariato del Comitato Triveneto con sede in Padova.

Tale continuità consente di comprendere le ragioni della durata della Scuola che, per gli attuali laureati quadriennali, è biennale, mentre per i futuri laureati quinquennali, sarà annuale: infatti, con la riforma del c.d. "3+2", il corso di laurea biennale di secondo livello acquisirà un’impostazione più professionalizzante di quella attuale, rendendo sufficiente, nel disegno del legislatore, un solo anno di Scuola di specializzazione.

L’accennata continuità, peraltro, non deve indurre a sottovalutare il carattere ben dissimile dell’insegnamento impartito dalla Scuola rispetto a quello dei corsi universitari, come si evince agevolmente dalla struttura degli organi di gestione della Scuola e dal suo corpo docente. Infatti, alla stessa base del progetto vi è il principio che alla Scuola devono contribuire, con egual grado di responsabilizzazione, magistrati, avvocati, notai e docenti universitari. L’attività didattica è imperniata su una metodologia pratico-applicativa che privilegia l’approccio casistico e si concretizza in simulazione di casi e processi, redazione di pareri e di atti giudiziari o notarili, con peculiare attenzione per la tecnica dell’argomentazione giuridica. In tale contesto la Scuola mette a disposizione degli specializzandi, per ciascuna delle materie oggetto di insegnamento, uno o più tutors, tanto a Trento quanto a Verona, i quali hanno il compito di dare assistenza continuativa agli iscritti. Di grande efficacia formativa sono poi gli stage previsti presso i tribunali di Verona, Trento e Rovereto che offrono agli iscritti una esperienza difficilmente altrimenti conseguibile nella modalità di svolgimento della funzione giurisdizionale.

Alle lezioni ed alle attività presso le due sedi universitarie, per complessive 420 ore annue distribuite per il 1° anno fra 12 e per il 2° fra 13 materie, si aggiungono una serie di esercitazioni, consistenti in processi simulati o nella partecipazione a udienze, i cui contenuti vengono illustrati da avvocati e magistrati, mentre, specie per gli aspiranti notai, esercitazioni potranno essere tenute presso studi notarili. E’ previsto altresì lo svolgimento di prove d’esame in aula, con successiva correzione e discussione degli elaborati.

In questo modo la formazione degli specializzandi si inserisce senza soluzione di continuità nel circuito della pratica forense o notarile, che può essere svolta nelle giornate e nei mesi in cui non si tiene l’attività didattica della Scuola e che resta indispensabile ai fini dell’ottenimento dell’attestato di compiuta pratica e della conseguente ammissione all’esame da avvocato o al concorso notarile: ciò quanto meno per uno dei due anni di pratica per l’accesso alle professioni di avvocato e di notaio, considerato che il decreto interministeriale Giustizia e Istruzione dell’11 dicembre 2001, n. 475, ha previsto che "il diploma di specializzazione, conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modificazioni, è valutato ai fini del compimento del periodo di pratica per l’accesso alle professioni di avvocato e notaio per il periodo di un anno"; mentre, secondo l’interpretazione corrente, il diploma abilita al concorso in magistratura senza preselezione.

La Scuola rappresenta pertanto un investimento per i futuri professionisti, che hanno la possibilità di perfezionare le proprie conoscenze giuridiche attraverso un percorso formativo che non li obbliga, tra l’altro, a scelte drastiche e immediate in ordine alla professione legale cui indirizzarsi. L’unicità della formazione, comune ad avvocati, magistrati e notai, consente di rinviare tale scelta ponendo lo specializzando nelle condizioni di poter sostenere l’esame o il concorso per ciascuna delle tre professioni menzionate, sia pur, se lo ritiene, privilegiando, anche nell’ambito e mediante la Scuola, uno dei tre possibili sbocchi professionali: e ciò costituisce carattere peculiare della scuola ed insieme il senso dell'eccellenza dell'obiettivo formativo.

 

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