I Cimbri: cenni storici

Vengono generalmente chiamati «Cimbri» gli abitanti dei comuni di Luserna, Lavarone e Folgaria in Trentino, dei sette comuni della storica Federazione Montana dell'Altipiano di Asiago, e dei Tredici Comuni veronesi della Lessinia, il particolare dialetto dei quali, affine al tedesco, è stato preso scientificamente in esame per la prima volta nel 1838 dallo studioso bavarese Johann Andreas Schmeller nei saggi dell'Accademia delle Scienze. È già stato scritto abbondantemente su di essi, particolarmente sul tema della loro origine. Il loro nome deriva dall'errata credenza, sviluppatasi nel diciannovesimo secolo, che tale popolo costituisse la discendenza degli antichi Cimbri sconfitti da Mario nel 101 a.C., rifugiatasi nelle zone montuose dell'allora Gallia Transpadana. Un giudizio definitivo in merito lo darebbe Stolz nel suo lavoro «Die Ausbreitung des Deutschtums in Sudtirol im Lichte der Urkunden» (Munchen 1927, Vol. I, pag. 89 e segg.) dopo attento e meticoloso esame dei dati a sua disposizione. Egli, seguendo abbastanza da vicino l'opinione dello Schmeller, ritiene probabile che - primo elemento - la data storica degli insediamenti non vada oltre il 10° o 11° secolo e che - secondo elemento - non si tratti di resti di popolazione germanica del periodo delle migrazioni sospinta in montagna, ma di avanguardie di una espansione avanzata a macchie provenienti dalla Germania. Egli prende particolarmente posizione (pag. 91) contro l'opinione in merito all'isola linguistica trentina della valle dei Mòcheni che si siano conservati, nel versante sud delle Alpi sino a Verona e Vicenza, caratteri e lingua di resti e migrazioni di Germani (particolarmente di Goti e di Longobardi) e che, rafforzati da una nuova migrazione dalla Germania dal tempo dell'annessione politica della marca veronese all'Impero, si sia ampliato nei secoli 10°-13° un insediamento quasi chiuso e prevalentemente tedesco e che si voglia richiamarsi a questa supposizione anche a spiegazione storica della presenza tedesca nella zona atesina di Trento sin verso Bolzano. Egli non sarebbe riuscito a convincersi della validità di questa opinione per i seguenti motivi: 1) mancavano le premesse, cioè la dimostrazione che i Longobardi abbiano conservato il loro carattere germanico nelle zone trentine in modo migliore e più a lungo che in altre parti del loro regno. 2) le poche notizie, di cui disponiamo sul primo insediamento tedesco in quelle isole linguistiche tirolesi in terra latina, non andavano oltre il 12° secolo. 3) si trovavano in ogni caso nelle zone più alte del paese, le quali, fatto ogni debito calcolo, sono state utilizzate a luogo di insediamento per ultime. 4) la lingua di tali isole trentine assomiglia a quella dei Sette e Tredici Comuni ed è affine, anzitutto, alla lingua tirolo-bavarese. Di poco divergente è l'opinione di W. Baum, in "Storia dei Cimbri", che sostiene, riconoscendo la radice bavarese della lingua, che "devono essere considerati i capostipiti degli attuali Cimbri ... i Bavaresi ... ed i soldati di Ezzelino che intorno al 1055 giunsero fino alle rive del Brenta presso Bassano" (pag. 15).