Un volume di diritto in forma di giornale

   
     

Quando il diritto di cronaca può prevalere sui diritti della personalità. La giurisprudenza di merito sulla diffamazione via internet. Gli indirizzi e-mail sono pubblici o no?

Questi temi interessano, di solito, gli studiosi del diritto, ma oggi possono considerarsi anche argomenti di aggiornamento per giornalisti. Ecco perché presentiamo – e segnaliamo- un “giornale didattico”, nato nell’ ambito della Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università di Trento e pubblicato da Zanichelli a Bologna.

Si intitola Lex Aquilia (dalla famosa fonte romanistica) e si propone come operazione didattica in materia di responsabilità civile extracontrattuale. E’ un volume ma ha il taglio di un periodico. E’ accompagnato da un cd rom. “ L’ opera nasce – dice il curatore prof. Giovanni Pascuzzi – dall’ esigenza di aiutare gli studenti universitari a familiarizzare con l’istituto della responsabilità civile mercè l’utilizzo di uno strumento innovativo da affiancare al manuale tradizionale”.

La “forma-giornale” dunque al posto del tomo universitario. “ Per un obbiettivo duplice – prosegue Pascuzzi - : da un lato catturare l’ attenzione degli studenti muovendo da casi di attualità simili a quelli che usualmente ritroviamo sulla carta stampata; dall’ altro addestrare i giuristi in formazione alla lettura diretta delle fonti (in particolare pronunce giurisprudenziali)”

Il discorso però può essere anche invertito: stimolare i giornalisti a prendere confidenza con fonti e commenti giurisprudenziali che facciano riferimento a tematiche attinenti alla loro professione. In questa prospettiva Lex Aquilia è una vera miniera. Ecco qualche esempio.

Non è permesso far vedere, in una ripresa televisiva, i fascicoli con i nomi dei coniugi protagonisti di una causa di separazione e del loro figlio. L’ utilità sociale dell’ informazione su un fatto di cronaca può infatti non essere sufficiente a giustificare la pubblicazione dei nomi dei suoi protagonisti.

Poi, la pubblicazione della foto di un evento pubblico e famoso (il passaggio della borraccia con l’acqua fra Bartali e Coppi o viceversa) non è lecita se è a fini pubblicitari non autorizzati.

Infine, gli indirizzi di posta elettronica non sono liberamente utilizzabili da chiunque per il solo fatto di trovarsi in rete. Gli indirizza e-mail insomma- ha detto il Garante – non sono pubblici come quelli presenti sugli elenchi telefonici”.

E in questa chiave si può proseguire indagando fra i primi ventidue numeri del giornale didattico ora riuniti in volume.

(c.s.)

 

 

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