I corsi e l'esame
Materiale didattico
Corso progredito di diritto amministrativo
Progetto Jean Monnet
Le attività della cattedra
La tesi di laurea
Dopo la laurea
I collaboratori della cattedra
Avvisi

 


LA TESI DI LAUREA

1. Tesi di laurea in Istituzioni di diritto amministrativo
2. Tesi di laurea in Diritto amministrativo
3. Consigli per la preparazione della tesi di laurea
4. Tesi di laurea all'estero



1. Tesi di laurea in Istituzioni di diritto amministrativo

Il conseguimento della laurea in Scienze giuridiche (corso di laurea triennale ) è subordinato alla discussione di una dissertazione scritta (tesina) che abbia ad oggetto un caso pratico, con caratteristiche di interdisciplinarietà (delibera del Consiglio di Facoltà del 16 aprile 2004). L'elaborato dovrà avere un'impostazione problematica, per una lunghezza di circa venti pagine, di duemila battute l'una.

La tesina va chiesta con un mese di anticipo rispetto alla discussione. [torna all'indice]


2. Tesi di laurea in Diritto amministrativo

La tesi in diritto amministrativo per il conseguimento della laurea quadriennale in giurisprudenza va chiesta almeno 9 mesi prima della sessione in cui ci si vuole laureare, ma è auspicabile un anticipo ancora più ampio (12-18 mesi).

È richiesta la conoscenza del diritto amministrativo, acquisita preferibilmente mediante la frequenza del corso, del corso progredito e delle esercitazioni ed il superamento dell'esame.
La tesi potrà, comunque, essere assegnata anche a coloro che non hanno ancora sostenuto l'esame, purché abbiano letto i testi consigliati e conoscano i principi fondamentali del diritto amministrativo. In ogni caso, è indispensabile leggere e studiare i due volumi di M.S. Giannini, Diritto amministrativo, Milano, Giuffrè, III ed., 1993.
Si consiglia di pensare all'argomento sul quale si desidera svolgere la tesi. A tal fine, si può utilmente fare riferimento ai capitoli dell'opera S. Cassese (a cura di), Trattato di diritto amministrativo, II ed., Milano, Giuffrè, 2003 (2 tomi di parte generale e 5 tomi di parte speciale). Proposte di temi sara nno suggerite anche dal professore e dai collaboratori della cattedra. Le proposte di tesi sara nno discusse insieme da studenti e professore, in modo da definire orientativamente l'argomento. Successivamente, il laureando svolgerà una breve indagine preliminare sul tema prescelto, al fine di verificare la fattibilità della tesi (esistenza dei materiali necessari, accessibilità e disponibilità degli stessi) e la eventuale necessità di definire più precisamente il tema.
Di seguito, a titolo esemplificativo, si indicano alcuni argomenti sui quali possono individuarsi possibili temi, suddivisi in tre sezioni:

  1. l'organizzazione e il funzionamento delle pubbliche amministrazioni: la struttura amministrativa delle organizzazioni internazionali; l'organizzazione e il funzionamento della Commissione europea; il riordino dei ministeri; le agenzie; la semplificazione dei procedimenti amministrativi; la conferenza di servizi; la nuova disciplina dei procedimenti finanziari dello Stato; le autorità indipendenti; i sindacati come istituzioni pubbliche; le certificazioni in Italia e negli altri Paesi dell'Unione europea; il principio della libertà delle forme nel diritto amministrativo; le reti informatiche tra le pubbliche amministrazioni;
  2. la giustizia amministrativa: procedimento amministrativo e processo: unità e differenze; la nuova disciplina del processo amministrativo; i ricorsi contro gli atti delle autorità indipendenti; il risarcimento dei danni derivanti dalla lesione degli interessi legittimi; la giurisdizione contabile; il controllo del giudice penale sull'autorità amministrativa; gli orientamenti giurisprudenziali sull'accesso ai documenti amministrativi; l'attuazione delle sentenze amministrative;
  3. la costituzione economica: la privatizzazione e la liberalizzazione delle telecomunicazioni; l'attuazione della Carta dei servizi pubblici; il governo della moneta; il nuovo regime giuridico delle fonti di energia; il governo della finanza pubblica, il controllo della Consob sulla società di gestione della borsa;
  4. i procedimenti composti nazionali e comunitari: procedimenti di amministrazione diretta, di amministrazione indiretta, di esecuzione decentrata, di coamministrazione, di amministrazione congiunta, di mutuo riconoscimento, di normalizzazione, di concertazione regolamentare, di composizione di organi misti, procedimenti collegiali misti.

Per le informazioni preliminari alla scelta di un argomento ci si può rivolgere al prof. Sabino Cassese il martedì alle ore 17, dopo la lezione.

L'assegnazione avrà luogo nel corso di incontri periodici ai quali parteciperanno i relatori ed i laureandi. Nella prima riunione, gli interessati dovranno presentare un curriculum, nel quale siano indicati il numero di esami svolti, la media, il voto conseguito nell'esame di diritto amministrativo, le lingue straniere conosciute, la sessione nella quale ci si intende laureare, le ragioni per le quali si intende svolgere la tesi in diritto amministrativo. Il professore può decidere di operare una selezione tra coloro che hanno chiesto l'assegnazione della tesi, qualora il numero delle richieste sia eccessivo.

Nel corso degli incontri tenutisi dall'inizio del 1988 ad ottobre 2004, sono state assegnate 767 tesi, così ripartite: per l'anno 1988, 80 tesi; per l'anno 1989, 93 tesi; per l'anno 1990, 104 tesi; per l'anno 1991, 74 tesi; per l'anno 1992, 53 tesi; per l'anno 1993, 45 tesi; per l'anno 1995, 15 tesi; per l'anno 1996, 43 tesi; per l'anno 1997, 42 tesi; per l'anno 1998, 40 tesi; per l'anno 1999, 35 tesi; per l'anno 2000, 55 tesi; per l'anno 2001, 32 tesi; per l'anno 2002, 21 tesi; per l'anno 2003, 12 tesi; per l'anno 2004, 23 tesi.

Si ricorda agli studenti che, in merito all'assegnazione delle tesi di laurea, il Consiglio di Facoltà ha stabilito quanto segue:

  1. ogni professore è tenuto, quando ne sia richiesto, ad assegnare un minimo di 35 tesi per ogni anno accademico. Quando un professore ritenga di non poter superare questo minimo, la mancata assegnazione delle tesi dovrà risultare da una richiesta scritta dello studente, in calce alla quale il docente scriverà i motivi del proprio rifiuto;
  2. il candidato potrà riferire ad una Commissione di professori, nominata dal Preside, che rappresentino le diverse aree disciplinari; nella richiesta da parte dello studente alla Commissione dovranno essere indicate almeno tre materie nelle quali lo studente desidererebbe ottenere l'assegnazione della tesi;
  3. la Commissione esaminerà le richieste del candidato e prenderà contatto con i professori interessati per l'assegnazione della tesi.

Per le ricerche attinenti alla tesi, i laureandi potranno usufruire dei collegamenti telematici disponibili presso l'Istituto, previa presentazione del relatore.
I laureandi sono invitati a fornire in lettura ai relatori un capitolo alla volta della tesi e ad informarli periodicamente sullo stato di avanzamento del lavoro, comunque almeno una volta al mese. I colloqui con i relatori dovranno svolgersi esclusivamente presso il Dipartimento di scienze giuridiche - Sezione di diritto pubblico. [torna all'indice]

3. Consigli per la preparazione della tesi di laurea

La tesi di laurea, con la quale si conclude il normale corso di studi universitario, deve costituire un contributo originale da parte dello studente sull'oggetto di ricerca concordato. In qualche caso, può trattarsi di originalità in senso proprio, cioè di una ricerca effettivamente nuova e mai svolta prima. Naturalmente si tratta di casi rari perché è difficile che uno studente laureando, per quanto bravo, sia in grado di apportare un contributo realmente innovativo. Peraltro, va segnalato che, di solito, le tesi originali vengono adeguatamente premiate e, ove contengano risultati significativi, possono diventare oggetto di rielaborazione e di perfezionamento in vista di future utilizzazioni.

Più spesso, invece, si tratta di originalità in senso improprio, cioè più limitato. In tali casi, la tesi costituisce un lavoro che il candidato ha personalmente assemblato sulla base della letteratura e della documentazione esistenti. In tal modo, il contenuto finisce per non essere nuovo: tuttavia, lo è il modo come è stato organizzato ed esposto, lo sono il corredo bibliografico e di documentazione, nonché le eventuali considerazioni dell'Autore sul tema. L'originalità così intesa è condizione indispensabile per rendere accettabile la tesi. Quasi tutte le tesi comprendono parti più o meno estese riprese da lavori precedenti: una minima correttezza scientifica, però, impone che tali parti siano riportate fra virgolette e attribuite all'autore. È più apprezzabile una tesi compilativa (una sorta di rassegna di ciò che su un determinato argomento è stato scritto), dalla quale emerge con chiarezza ogni fonte, piuttosto che un lavoro che occulti più o meno coscientemente riproduzioni di altri testi (le quali, ove individuate, portano alla necessità, quanto meno, di rielaborare la tesi e di rinviarne la discussione). Proprio allo scopo di rendere possibile una verifica delle fonti, una tesi per essere accettabile deve essere corredata da un apparato adeguato di note. Ogni affermazione ed ogni citazione devono essere supportate da una nota che indichi da dove sono state tratte (da quale opera e a quale pagina). È difficile immaginare che una tesi media possa avere un numero di note inferiore a una volta e mezzo il numero delle pagine del testo.

In sintesi, il lavoro di preparazione della tesi può essere suddiviso in nove fasi (la scomposizione in fasi distinte del lavoro è proposta solo a titolo esemplificativo e di massima: sarebbe sbagliato interpretarla in maniera rigida).

Prima fase

Prima di iniziare a lavorare sulla tesi è opportuno consultare uno o più dei seguenti testi:

  • Cassese S. (a cura di), Guida alla facoltà di Giurisprudenza, Bologna, Il Mulino, 1995 (paragrafi relativi alla tesi di laurea ).
  • Di Girolamo C. - Toschi L., La forma del testo, Bologna, Il Mulino, 1988.
  • Eco U ., Come si fa una tesi di laurea, Milano, Bompiani, ristampa, 1999.
  • Giacanelli Boriosi E. -Ascari D., Guida alle ricerche bibliografiche. Dalla biblioteca alle banche dati, alle reti telematiche, Bologna, Zanichelli, 1995.
  • Lesina R., Il nuovo manuale di stile: guida alla redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea, Bologna, Zanichelli, II ed., 1994.
  • M attioli L., L'informatica per il giurista. Guida alle banche dati giuridiche, Perugia, Università degli Studi di Perugia, 2000.
  • M eloncelli A., Come si scrive la tesi di laurea, Rimini, Maggioli, 1990.
  • Pascuzzi G., Cercare il diritto, Bologna, Zanichelli, 1998.
  • Tschichold J., La forma del libro, Milano, ed. Silvestre Bonnard, 2003.
  • V andelli L. (a cura di), Guida alla ricerca dei materiali - Diritto pubblico - Amministrazioni pubbliche, della serie della Spisa, Bologna, Rimini, Maggioli, 2000.

Seconda fase

Dopo aver concordato con il docente l'argomento della tesi, lo studente deve assumere informazioni di carattere generale, al fine di individuare esattamente il tema (in questa fase è utile far ricorso ai manuali di diritto amministrativo più diffusi) e, poi, di verificare l'esistenza, l'accessibilità e la disponibilità dei materiali necessari (cioè, la fattibilità della tesi).

Terza fase

Contestualmente o subito dopo, lo studente deve condurre una ricerca bibliografica. Ai fini della tesi, infatti, è essenziale disporre di una completa ed esauriente bibliografia sul tema affrontato.
Occorre prestare, pertanto, particolare cura ed attenzione alla preparazione della bibliografia. La ricerca di quest'ultima può suddividersi in due momenti: il primo è diretto a individuare le opere che (anche in senso lato) riguardano il tema da affrontare; il secondo mira a catalogare e a schedare tutti i documenti che possono essere utili ai fini della stesura.
Per ogni lavoro di tesi sarà opportuno verificare con il docente se catalogare tutto il materiale consultato sotto un unico elenco alfabetico oppure partitamente, distinguendo monografie e saggi (in ogni caso, gli articoli comparsi sulla stampa quotidiana o periodica si elencano separatamente dalla letteratura scientifica).

Ai fini della individuazione della bibliografia, è necessaria la consultazione delle seguenti opere:

a) Dizionario bibliografico delle riviste e delle monografie giuridiche pubblicate in Italia, a cura di V. Napoletano, edito da Giuffrè (si tratta di una pubblicazione annuale che indica, suddividendoli per argomento, i saggi e le monografie edite nell'anno precedente; le annate da consultare dipendono dalla singola tesi);

b) voci collegate all'argomento della tesi delle grandi enciclopedie giuridiche (tutte sono corredate di bibliografia):

  • Enciclopedia del diritto, edita da Giuffrè (massima opera italiana giuridica a dizionario; alcune delle voci sono vere e proprie pietre miliari della scienza giuridica su singoli temi), Milano;
  • Digesto Italiano, edito dalla Utet (nella recente versione con riferimento alla parte giuspubblicistica dell'opera, intitolata Digesto delle discipline pubblicistiche), Torino;
  • Enciclopedia Giuridica, edita dall'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, Roma;
  • Commentario alla Costituzione, a cura di G. Branca e A. Pizzorusso, edito da Zanichelli - Il Foro italiano, Bologna - Roma (per gli articoli della Costituzione relativi alla materia della tesi);
  • Repertori del Foro italiano, di Giurisprudenza italiana, di Giustizia civile, ecc. (che contengono, prima della giurisprudenza, anche indicazioni bibliografiche, accanto a quelle normative), che esistono anche in versione CD-ROM;
  • Annuario delle autonomie locali, a cura di S. Cassese, edito dalle Edizioni delle Autonomie, Roma, fino al 1997;

c) Trattato di diritto amministrativo, a cura di S. Cassese, Milano, Giuffrè, 2000 (II edizione, 2003).

Inoltre, è indispensabile consultare (attraverso gli indici annuali) le riviste giuspubblicistiche fondamentali italiane e straniere e quelle che hanno una parte dedicata al diritto pubblico. Le principali riviste italiane di diritto pubblico da consultare sono:

  • Diritto amministrativo (rivista di dottrina)
  • Diritto processuale amministrativo (rivista di dottrina e di giurisprudenza)
  • Diritto pubblico (rivista di dottrina)
  • Foro amministrativo (rivista di dottrina e giurisprudenza)
  • Giornale di diritto amministrativo (rivista di documentazione normativa e amministrativa, dottrina e giurisprudenza; segnala le più importanti novità del diritto pubblico)
  • Giurisprudenza costituzionale (rivista di dottrina e giurisprudenza)
  • I tribunali amministrativi regionali (rivista di giurisprudenza e dottrina)
  • Il Consiglio di Stato (rivista di giurisprudenza e dottrina)
  • Quaderni costituzionali (rivista di dottrina)
  • Rivista italiana di diritto pubblico comunitario (rivista di dottrina e giurisprudenza; contiene anche documentazione comunitaria)
  • Rivista trimestrale di diritto pubblico (rivista di dottrina)

Per le riviste straniere, invece, si consiglia di consultare di volta in volta il docente.
Naturalmente, le opere e le riviste indicate costituiscono una base necessaria, ma non sufficiente per la ricerca bibliografica, che va comunque adeguatamente integrata e completata. È bene consultare anche la "letteratura grigia" (pubblicazioni ufficiali e ufficiose dello Stato).
Questa seconda fase può essere svolta anche attraverso banche-dati, con l'aiuto di supporti informatici.
Unitamente alla ricerca bibliografica va fatta anche una ricerca normativa e di giurisprudenza. A tal fine è necessario consultare le relative raccolte (ne esistono in versione CD-ROM).
Si segnalano alcuni indirizzi web utili agli studenti che si avvicinano all'uso della ricerca in rete. Ulteriori indicazioni sono contenute all'interno dei siti stessi tramite l'elenco dei links d'interesse:

È consigliato visitare i siti istituzionali degli Stati e delle organizzazioni sovranazionali, che offrono, tra l'atro, moltissimi links . Per lo stesso motivo è utile visitare i siti di università ed istituti di ricerca.

Quarta fase

Una volta reperiti i testi, occorre leggerli e schedarli.
La schedatura va effettuata utilizzando schede cartacee (una scheda per ogni testo da ordinare alfabeticamente) o tramite un personal computer (ogni studente universitario dovrebbe possederne o poterne utilizzare uno: innanzitutto, per l'ausilio alla catalogazione del materiale e degli appunti; in secondo luogo, per la possibilità di produrre più facilmente le diverse stesure dei singoli capitoli della tesi secondo le indicazioni del relatore; poi, per predisporre l'edizione finale della tesi, tra l'altro, risparmiando il costo della copisteria; infine, per acquisire una capacità che sarà comunque utile per ogni successiva occupazione).
Le schede consistono in un appunto di lunghezza variabile (a seconda dell'interesse dell'opera schedata) nel quale, oltre ai riferimenti bibliografici indispensabili, si riportano la sintesi del testo e le citazioni che si ritiene utilizzabili nella tesi (con relativa indicazione della pagina dalla quale ciascuna è stata tratta). In seguito, queste schede diventeranno il riferimento fondamentale sia per la redazione del testo e delle note, sia per la predisposizione della bibliografia.

Quinta fase

Terminato l'esame della documentazione, innanzitutto, occorre redigere uno schema di lavoro (indice di massima) da sottoporre al docente per l'approvazione (questa quarta fase, peraltro, può anche essere avviata nel corso di una delle precedenti, nel caso in cui sia già possibile delineare l'impianto del lavoro).
L'indice, che ben può essere modificato nel corso del lavoro, deve rappresentare lo sviluppo logico della tesi ed avere un impianto tendenzialmente organico. Quanto più risulta accurato, tanto più diviene efficace l'impostazione della ricerca e anche la facilità con la quale, nella fase successiva, lo studente può scrivere il lavoro (oltretutto, si tenga presente che la prima parte di una tesi che viene letta è l'indice; poi seguono la lettura dell'introduzione e delle conclusioni, delle note e della bibliografia, anche se il giudizio complessivo viene formulato sul lavoro nella sua interezza). Inoltre, occorre procedere alla revisione del materiale reperito e alla sua suddivisione fra le diverse parti (capitolo o paragrafo) della tesi secondo l'indice provvisorio.

Sesta fase

A questo punto, è possibile procedere alla stesura della prima bozza di tali parti. Di solito si segue l'ordine dell'indice; è possibile, però, sviluppare in ordine diverso le varie parti (a meno che ciò non pregiudichi il lavoro). Le varie versioni di tali parti vanno sottoposte via via al docente, per conoscerne le osservazioni (i testi - possibilmente interi capitoli - devono essere dattiloscritti e corredati della versione aggiornata dell'indice provvisorio, in modo da consentire la migliore valutazione del materiale; non devono essere sottoposte al relatore tesi già complete o quasi complete).
In linea di massima, una tesi non deve essere inutilmente lunga. È assai più apprezzabile curare un'argomentazione serrata e tecnicamente accurata, per una lunghezza media (100-150 pagine di 1800 battute), piuttosto che ricorrere ad una esposizione che non ha contenuto veramente rilevante e denuncia l'inadeguata capacità di sintesi dell'autore.

Settima fase

Completata la stesura dell'intera tesi, è necessario procedere alla lettura coordinata del lavoro e, poi, alla redazione dell'introduzione e delle conclusioni. L'introduzione deve essere rivolta a:

  1. presentare l'oggetto della tesi, individuandone i confini;
  2. giustificare la scelta dell'oggetto e spiegare le ragioni della delimitazione di cui sopra;
  3. illustrare sinteticamente la metodologia utilizzata e le fonti cui si è fatto ricorso;
  4. eventualmente, anticipare in estrema sintesi la tesi che si è ritenuto di sottoporre a verifica e le conclusioni cui si è pervenuti.

Le conclusioni, invece, devono dare conto sintetico dei risultati della ricerca, in raffronto con l'eventuale ipotesi iniziale.

Ottava fase

Completato il lavoro nelle singole parti, occorre verificarne l'organicità, curandone gli aspetti formali (errori di battitura, punteggiatura, uso delle maiuscole, citazioni, ecc.), aggiungendo la bibliografia, numerando per bene capitoli e paragrafi, titolando i capitoli (e in alcuni casi i paragrafi), controllando l'apparato di note e aggiungendo (previa intesa col docente) eventuale documentazione indispensabile (che in linea di massima deve essere di difficile reperibilità, in quanto non si giustifica l'inserimento di materiale facilmente disponibile).
La numerazione dei capitoli va fatta in numeri romani, mentre quella dei paragrafi in numeri arabi; per i punti vanno utilizzati i doppi numeri arabi.

Nona fase

Quando è completo, il lavoro va sottoposto al docente per la verifica complessiva. Se questa ha esito positivo, si può procedere alla stampa definitiva del testo e alla preparazione delle copie richieste (è preferibile predisporne qualcuna in più rispetto a quelle necessarie per l'esame di laurea, in modo da averne pronte per eventuali concorsi o altro).
Ai fini della stampa definitiva del testo, è opportuno seguire i seguenti criteri:

a) per l' impaginazione della tesi:

fogli formato
A4
margini

4 cm (superiore)
3,5 cm (inferiore)
3,5 cm (sinistro)
3 cm (destro)

interlinea
1,5
rientro paragrafo
1 cm
carattere
tipo Times New Roman o Garamond, dimensioni 12 o 13 pt
sommario
collocato all'inizio
note
a piè di pagina, con numerazione progressiva; dimensioni 10 o 11 pt

b) per la bibliografia da inserire in calce alla tesi: deve essere costituita solo dalle opere effettivamente consultate ed usate ai fini del lavoro, con esclusione di quelle di cui si sia trovata traccia in altre opere, ma che non si è ritenuto opportuno consultare oppure che non è stato possibile reperire (eventualmente, d'intesa con il docente, si potrà dar conto di queste ulteriori opere in una nota a parte). In entrambi i casi, ovviamente, le opere indicate in bibliografia sara nno elencate in ordine alfabetico per autore (volendo si potrà distinguere le monografie dagli articoli, ma ciò non solo non è indispensabile, ma non è neppure consigliato, tranne che per gli articoli da quotidiani e settimanali). Infine, può essere utile far precedere la bibliografia da una nota bibliografica, nella quale il laureando spiega, in relazione agli argomenti della tesi, quali sono le fonti più interessanti, chiarendone le ragioni.

c) per le citazioni, nel testo e in nota:

  • per la legislazione, si deve indicare, la prima volta, il provvedimento per esteso, completo di data e numero (es.: legge 7 agosto 1990, n. 241). In seguito, lo stesso provvedimento deve essere indicato in forma abbreviata (es.: l. n. 241/1990). L'articolo precede l'indicazione eventuale del comma di riferimento e del provvedimento (es.: art. 1, comma 1, l. n. 241/1990);
  • per la giurisprudenza, le decisioni devono essere segnalate, la prima volta, con l'indicazione per esteso dell'organo giudicante, della data e del numero (es.: Consiglio di Stato, sez. IV, 8 gennaio 1995, n. 1), nonché del luogo dove la decisione è pubblicata (nome della rivista, anno, parte, pagina). In seguito, la stessa decisione deve essere indicata in forma abbreviata (es.: Cons. St., IV, n. 1/1995);
  • per la dottrina, le monografie devono essere citate con il cognome dell'autore preceduto dall'iniziale del nome, il titolo completo dell'opera, il luogo, l'editore e l'anno di pubblicazione ed, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento. Gli scritti contenuti in opere collettive, dizionari, enciclopedie, ecc., devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, dell'opera di cui fanno parte (sempre con il titolo completo dell'opera, il luogo e l'anno di pubblicazione e, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento). Gli scritti contenuti in riviste devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, della rivista, dell'anno di pubblicazione, della parte e della pagina; i titoli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie italiane devono essere abbreviati, mentre quelli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie straniere devono essere scritti per esteso. Citando la stessa opera per la seconda volta, deve essere indicato l'autore e le prime parole del titolo seguite dall'abbreviazione "cit.";
  • per le sigle e abbreviazioni si devono seguire i criteri già in uso per il S. Cassese (a cura di), Trattato di diritto amministrativo, II ed., Milano, Giuffrè, 2003;
  • l'uso delle maiuscole deve essere limitato ai nomi propri ed alla parola "Stato" (es.: i ministeri, il Ministero del tesoro);
  • i nomi di enti, associazioni, organizzazioni, ecc. devono essere indicati, la prima volta, per esteso, con la sola prima iniziale maiuscola, seguiti dalla sigla, tra parentesi e, anche in questo caso, con la sola prima iniziale maiuscola: es. Organizzazione delle nazioni unite (Onu). In seguito, deve essere utilizzata solo la sigla;
  • i numeri nel testo vanno citati per esteso (es.: gli anni novanta, due per cento);
  • le parole ed i nomi stranieri vanno scritti in corsivo.

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4. Tesi di laurea all'estero

Sono bandite dall'Università "Borse di studio per tesi di laurea all'estero" per svolgere ricerche inerenti alla tesi di laurea quando si renda necessario un periodo di permanenza all'estero superiore ai due mesi.
Ulteriori informazioni sui termini e sulla documentazione necessaria sono disponibili presso la Presidenza della Facoltà.

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  Per informazioni: diramm.cassese@uniroma1.it