Cercare il diritto
Zanichelli Bologna 1998

Introduzione

 
Quest’opera si rivolge a quanti intraprendono lo studio del diritto. Essa si propone di rendere familiari gli strumenti utili a reperire i dati giuridici, ovvero: atti normativi, pronunce giurisprudenziali, contributi dottrinali.

Molto si discute sui contenuti didattici dell’insegnamento universitario del diritto. Di recente questo dibattito ha conosciuto un rinnovato interesse in occasione della riforma dell’ordinamento didattico del corso di laurea in Giurisprudenza. Al di là delle diverse impostazioni in ordine a metodi e obiettivi, un elemento continua a caratterizzare l’insegnamento del diritto nel nostro Paese: lo scarso rilievo assegnato all’apprendimento delle modalità idonee ad incrementare ed aggiornare la base di conoscenza del giurista.

In altre esperienze vengono impartiti corsi specificamente finalizzati ad insegnare agli studenti come si trova una legge, come si fa a sapere se essa è ancora in vigore o se è stata emendata, come si ricostruisce l'orientamento della giurisprudenza su un certo conflitto di interessi oppure come si organizza una bibliografia. Nelle nostre università non esiste nulla di analogo e la trasmissione di questo tipo di attitudini è affidata all’impegno dei singoli docenti, magari come attività seminariali integrative di corsi istituzionali. L’esito è che, sovente, gli studenti giungono ad iniziare il lavoro di tesi (ove il possesso della capacità di cercare dati di riferimento è premessa necessaria) senza aver mai aperto un repertorio (di legislazione, dottrina e giurisprudenza), per il semplice fatto che se ne ignora l'esistenza.

In buona sostanza, si insegna a rielaborare i dati giuridici (mercé l’utilizzo di un metodo di ragionamento), ma non a cercarli. Eppure quest’ultima attività (e la connessa capacità di creare, incrementare ed aggiornare la base di conoscenza) è sicuramente propedeutica all’altra. Ed è destinata a caratterizzare il lavoro quotidiano dell’operatore del diritto, attesi i costanti cambiamenti introdotti nell’ordinamento da riforme legislative o da revirement giurisprudenziali: prima di imbastire un qualsivoglia ragionamento è indispensabile possedere (nella versione aggiornata) tutti gli elementi rilevanti che ne costituiscono il fondamento e la trama.

Di qui l’idea di approntare un manuale che aiuti i giuristi in formazione ad apprendere le modalità per reperire i dati giuridici: normativa, giurisprudenza, dottrina.

Un manuale, si diceva. Ma in un’accezione diversa da quella usuale, in ragione dell’approccio didattico adottato.

La conoscenza viene rappresentata e trasmessa ad altri (sì da divenire patrimonio culturale condiviso) grazie alla disponibilità di mezzi espressivi e di comunicazione. Nelle aule universitarie, ad esempio, il sapere giuridico è trasmesso oralmente alle giovani generazioni attraverso le lezioni del docente. Gli studenti, inoltre, affinano e approfondiscono la loro preparazione consultando i manuali istituzionali, le monografie e/o altri generi letterari. Le ipotesi descritte costituiscono altrettanti esempi di modalità di rappresentazione e trasmissione del patrimonio conoscitivo. Esse hanno caratteristiche diverse e si rivelano più o meno efficaci in ragione dello specifico parametro preso in considerazione (la contestualità delle presenze rende apprezzabile, nella lezione, la possibilità, per il docente, di riformulare in continuazione i contenuti in conseguenza dei feedback che rinvengono dall’uditorio; per altro verso, la lettura di un libro di testo, se non consente lo stesso grado di interazione, permette una modulazione personale dell’impegno cognitivo).

In ogni caso le modalità espressive appena ricordate non esauriscono la gamma degli strumenti atti a rappresentare e trasmettere conoscenza. Traiettorie nuove (meritevoli di essere esplorate) sono oggi offerte dalle tecnologie informatiche. L’avvento dei computer sta introducendo radicali mutamenti nei processi formativi. Anche nel campo dell’educazione del giurista è possibile usare il calcolatore come strumento per favorire l’apprendimento.

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative volte a realizzare software didattico a supporto dell’insegnamento del diritto. Punto di forza di queste applicazioni è l’interattività. L’interazione continua tra utilizzatore e materiale cognitivo, infatti, consente un uso più vantaggioso di quest’ultimo, così da assicurare utilità non perseguibili attraverso i tradizionali libri cartacei.

L’applicazione contenuta nel CDROM allegato a questo volume riproduce l’ambiente nel quale opera il giurista impegnato a rintracciare leggi, sentenze o saggi. Viene ricostruita una biblioteca giuridica. L’utilizzatore è in grado di apprendere in via intuitiva e immediata molti elementi che difficilmente potrebbero essere resi con altrettanta efficacia nel supporto cartaceo. Dall’organizzazione delle librerie e degli scaffali al modo di catalogare le informazioni; dall’aspetto esteriore delle principali pubblicazioni giuridiche alle singole modalità di impaginazione; dalla struttura di contenuti e indici alla concreta verifica delle procedure atte al reperimento delle informazioni cercate.

L’applicazione può essere consultata in forma sequenziale, seguendo un percorso suggerito. Ma è possibile per l’utilizzatore muoversi autonomamente all’interno della biblioteca, costruendo autonomi percorsi di ‘lettura’. Del pari, è possibile testare il livello di apprendimento raggiunto, anche al fine di rivedere gli argomenti che risultassero poco chiari.

Edizioni cartacee ed edizioni computerizzate hanno caratteristiche differenti, risultando ora più incisive le une ora più versatili le altre, a seconda degli obiettivi che ci si prefigge. Non merita, quindi, particolare attenzione chi si imbarca in improbabili predizioni circa la scomparsa del libro (al più, infatti, cambierà l’accezione della parola). Ma, del pari, non è giustificato lo scetticismo di quanti guardano con sufficienza (a tacer d’altro) l’introduzione del computer nel bagaglio culturale dei giuristi anche per i profili inerenti la loro educazione.

È quanto mai indispensabile saggiare tutte le potenzialità dei nuovi mezzi espressivi, ovvero delle forme di comunicazione e rappresentazione della conoscenza rese disponibili dal progresso tecnologico. Quest’opera, affiancando al tradizionale libro cartaceo un’applicazione interattiva, intende muoversi in tale direzione.

top