Giovanni Pascuzzi - Carlo Bona - Pierluigi Roberti
Le distanze legali nelle costruzioni

Simulazione virtuale della disciplina sulle distanze e selezione di giurisprudenza tratta dal Repertorio del Foro italiano
Zanichelli Editore
 

Finalità e contenuti dell'opera

L’opera si propone di illustrare la disciplina sulle distanze tra costruzioni attraverso simulazioni virtuali: queste ultime visualizzano le diverse regole rendendo pi¨ agevole (grazie anche al commento sonoro) comprendere le situazioni concrete che il codice civile ha inteso normare. Per ogni singola regola Ŕ fornito il riscontro giurisprudenziale grazie ad un corredo di massime tratte dal Repertorio del Foro italiano.




 

Le norme sulle distanze sono al contempo tra le piu' significative sul piano pratico e tra le piu' difficili da divulgare mediante il tradizionale strumentario del giurista. E' frequente fare i conti con le distanze: si tratti del vicino che decide di piantare un albero d'alto fusto sul confine, o del condomino che apre una finestra dirimpetto a quella di altro condomino. Queste norme sono pero' tra le piu' difficili da divulgare secondo il tradizionale strumentario del giurista. Basti pensare a questa regola: "Le distanze si calcolano in modo lineare e non in modo radiale". Chi la legge per la prima volta su un codice commentato puo' cadere nello sconforto, non comprendendo che si voglia affermare. Ma non puo' essere diversamente. Con lo scrivere "Le distanze si calcolano in modo lineare e non in modo radiale" si pretende di evocare immagini ben precise, geometriche, mediante parole per loro natura tutt'altro che precise, essendo i termini "lineare", radiale, eccetera, non univoci. La difficolta' di rendere con la parola scritta realta' geometriche puo' portare a concludere che le regole sulle distanze possano essere chiarite in modo piu' efficace con le immagini anziche' con le parole: la regola appena descritta potrebbe essere "visualizzata" mediante le immagini che  scorrono nel cd.

Ma anche questa operazione incontra dei limiti. Il descrivere per immagini, infatti, pretende di evocare concetti generali, nel nostro caso una regola, mediante immagini necessariamente precise. La precisione delle immagini, pero', puo' rendere difficile cogliere l'ampiezza della regola. Chi si trovasse a vedere le immagini che corrono sullo sfondo saprebbe risolvere i casi identici a quello rappresentato ma potrebbe avere difficolta' ad astrarre dallo specifico caso per risolverne di analoghi. Queste riflessioni fanno ritenere opportuno che un'opera sulle distanze sia composta sia da testo, ossia da parole, che da immagini. Le immagini evocano con immediatezza la realta'. Le parole permettono di astrarre da quella realta' per trarne una regola generale. Resta il problema di quali immagini utilizzare. Se sia opportuno ricorrere, come in altre opere, a disegni o se approdare alla realta' virtuale od addirittura alla cinematografia. Il disegno e' molto preciso ed il suo carattere statico permette un'attenta riflessione. Ma non ha la carica evocativa propria della realta' virtuale o della cinematografia.

Di fronte ad un disegno ci si sente spettatori, un'opera cinematografica o la realta' virtuale danno il senso di una partecipazione all'azione e di una presenza sui luoghi rappresentati. La carica evocativa della realta' virtuale e della cinematografia incide in modo immediato sia sulla comprensione, sia sulla memoria. E' noto che comprendere o ricordare e' tanto piu' semplice quanto piu' l'oggetto della comprensione e del ricordo e' fatto proprio, e' vissuto. Questo spiega perche' nel preparare un'opera sulle distanze si sia deciso di accompagnare le parole ad immagini e perche' si sia optato per la realta' virtuale. Cio' dovrebbe permettere un'efficace esposizione della disciplina sulle distanze. Ma dovrebbe anche sperimentare una nuova forma divulgativa, quella del testo unito alla realta' virtuale. Una forma nuova che consenta di unire la teoria, da sempre trasmessa attraverso il linguaggio, all'esperienza, che si nutre anche di immagini. Questo nel tentativo, che costituisce il vero valore aggiunto di quest'opera, di trasmettere al giurista non solo la conoscenza astratta, ma anche un minimo di quell'abilita', di quel 'saper fare', che costituisce il tratto saliente di ogni professione


 

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