Giovanni Pascuzzi - Roberto Caso
I Diritti sulle opere digitali
Cedam, Padova, 2002

 

INDICE

 

 

Premessa (Giovanni Pascuzzi - Roberto Caso)

Introduzione (Giovanni Pascuzzi - Roberto Caso)

1.       I diritti sulle opere dell’ingegno nell’era digitale (Giovanni Pascuzzi)

1.1 I diritti sulle opere dell’ingegno nell’era digitale

1.2 Il diritto d’autore dell’era digitale

1.2.1 L’evoluzione del concetto di opera

1.2.2 L’evoluzione del concetto di autore

1.2.3 L’evoluzione del concetto di creatività

1.2.4 Rimodulazione dei meccanismi di incentivo

1.2.5 Tecnologicizzazione

2.       L’evoluzione del copyright statunitense e del diritto d’autore italiano (Roberto Caso)

2.1 L'evoluzione dei diritti sulle opere dell'ingegno

2.1.1 Tre chiavi di lettura: analisi economica, legal process e comparazione giuridica

2.1.2 Circolazione e competizione dei grandi modelli normativi nella comparazione diacronica

2.2 Copyright statunitense e diritto d'autore italiano

2.3 Il modello statunitense di fronte alla sfida digitale

2.3.1 La prima fase di costruzione del digital copyright

2.3.2 Internet e digital millenium copyright

Capitolo I. Alle radici della diversità tra copyright e diritto d’autore (Umberto Izzo)

I.1 Introduzione

I.2 Prima del copyright e del diritto d’autore: la stampa ed i sistemi del privilegio in Francia ed Inghilterra fino agli albori del XVIII secolo

I.3 Il sorgere dell’authorship

I.4 La genesi dello Statute of Anne

I.5 Il secolo dei lumi e la formazione degli archetipi del copyright e del droit d’auteur

I.5.1 Sulla natura giuridica del copyright: le corti interpretano lo Statute of Anne

I.5.2 L’affermazione del droit d’auteur fra Assolutismo e Rivoluzione

I.5.3 Origine e sviluppo del droit moral

I.6 La rielaborazione del modello inglese: il copyright statunitense

Capitolo II. Lineamenti normativi del copyright statunitense e del diritto d’autore italiano (Roberto Caso)

II.1 Introduzione

II.2 Copyright statunitense e diritto d'autore italiano:evoluzione dei modelli normativi

II.3 I diritti di utilizzazione economica sulle opere dell'ingegno nel Copyright Act e nella Legge Autore

II.3.1 Campo di applicazione e presupposti per la tutela

II.3.1.1 Campo di applicazione

II.3.1.2 Presupposti per la tutela

II.3.2 Tipologie, titolarità e circolazione dei diritti esclusivi

II.3.2.1 Tipologie di diritti esclusivi

II.3.2.2 Titolarità dei diritti esclusivi

II.3.2.3 Circolazione dei diritti

II 3.3 Limiti dei diritti esclusivi

II.3.3.1 Durata dei diritti esclusivi

II.3.3.2 Fair use e libere utilizzazioni

II.3.3.3 Licenze non volontarie

II.4 Diritti morali, connessi e copyright

II.5 I due modelli normativi: divergenze e convergenze

Capitolo III. Trapianto e rielaborazione del modello normativo statunitense: il diritto d’autore di fronte alla sfida digitale (Franco Ronconi)

III.1 L’evoluzione recente dei diritti sulle opere dell’ingegno nelle convenzioni internazionali e l’influenza statunitense

III.1.1 Introduzione

III.1.2 L’Accordo TRIPs e le opere digitali

III.1.3 Il WIPO Copyright Treaty e le opere digitali

III.1.4 La tutela dei diritti connessi nell’Accordo TRIPs e nel WPPT: profili generali

III.2 La regolamentazione comunitaria del ‘nuovo’ diritto d'autore: consonanza e competizione col modello statunitense

III.2.1 La tutela delle opere dell’ingegno nell’Unione Europea: introduzione

III.2.2 La tutela giuridica delle opere digitali

III.2.2.1 La tutela giuridica dei programmi per elaboratore

III.2.2.2 La tutela giuridica delle banche dati

III.2.2.3 La tutela giuridica delle opere multimediali digitali. L’avvento di Internet

III.3 Il travaso delle regole comunitarie nel sistema italiano

III.4 La recente legge ‘antipirateria’: cenni


 

Premessa (Giovanni Pascuzzi, Roberto Caso)

Questo libro parla di evoluzione e circolazione di modelli giuridici. L’indagine è focalizzata su un settore della proprietà intellettuale: i diritti sulle opere dell’ingegno. I modelli di tutela delle opere dell’ingegno presi in esame sono due: il copyright statunitense ed il diritto d’autore italiano. Attraverso l’analisi comparata si esplorano i mutamenti che la tecnologia digitale induce nei due modelli.

Da sempre i diritti sulle opere dell’ingegno sono strettamente legati all’evoluzione tecnologica. Ma l’informatica e la telematica hanno completamente rivoluzionato il contesto in cui si muovono la creatività e le sue forme di sfruttamento economico. Ad essere messo in discussione non è (solo) un numero (più o meno elevato) di regole di dettaglio, ma logica dello strumento giuridico prescelto tre secoli fa per coordinare gli interessi connessi al mercato delle opere dell’ingegno: un’esclusiva limitata e trasferibile. Si tratta, quindi, di uno dei più interessanti banchi di prova del diritto dell’era digitale, un diritto con propri tratti caratteristici quali la dematerializzazione, la tecnologicizzazione e la destatualizzazione (su questi temi si rinvia al libro di G. Pascuzzi, Il diritto dell’era digitale: tecnologie informatiche e regole privatistiche, Il Mulino, Bologna, 2002). Sotto quest’ultimo profilo, va osservato come gli Stati, al momento, non rinuncino a proporre nuove regole per le opere digitali. Proprio dall’analisi di queste regole occorre prendere le mosse per cercare di comprendere quali possano essere le linee di sviluppo futuro.

Nell’accostarsi all’evoluzione dei modelli normativi del copyright e del diritto d’autore, occorre sempre tenere a mente che il processo legislativo non risponde in maniera ‘perfetta’ alle esigenze indotte dall’evoluzione tecnologica. Al legislatore tocca scegliere tra i vari meccanismi giuridici che il contesto tecnologico rende possibile mettere in atto. In questa scelta il legislatore dovrebbe non dimenticare mai che la regolamentazione dei diritti sulle opere dell’ingegno serve a conciliare molteplici e rilevanti interessi. In particolare, ciò che va primariamente preservato è l’interesse pubblico alla produzione e circolazione di (nuova) informazione e conoscenza. Tuttavia, il processo di costruzione delle regole legislative è pesantemente influenzato da gruppi di pressione che guardano ai propri (settoriali) interessi e non a quelli della società nel suo complesso. A ciò si deve aggiungere che i legislatori intendono la regolamentazione dei diritti sulle opere dell’ingegno come uno snodo cruciale della competizione internazionale, in quanto i prodotti della creatività sono ‘geneticamente’ predisposti a viaggiare attraverso le frontiere.

I modelli normativi di tutela delle opere dell’ingegno hanno iniziato a circolare già all’indomani della loro nascita. Ma la spinta all’edificazione di un quadro normativo globale è stata contrastata dalla competizione tra Paesi produttori e Paesi importatori di informazione. Tale competizione si è innestata sulle differenze declamatorie e di dettaglio tra i vari modelli di tutela. In particolare, nell’area occidentale si è potuto far leva sulle divergenze tra copyright anglosassone e diritto d’autore continentale. Quando le tecnologie hanno posto minacce esiziali ai titolari di diritti su opere dell’ingegno, sono aumentate le spinte alla convergenza. Tuttavia, le ricostruzioni d’insieme non devono trarre in inganno. Le spinte alla competizione tra modelli (ad esempio, tra copyright statunitense e diritto d’autore comunitario) non sono annullate e le differenze tra sistemi giuridici possono giocare un ruolo decisivo negli esiti operazionali. La dimostrazione di quanto appena rilevato, dovrebbe stare nelle pagine seguenti, dove le vicende del copyright statunitense vengono ripercorse dai suoi albori alla circolazione in ambito europeo ed italiano.

Il libro cartaceo si articola in un’introduzione e tre capitoli.

L’introduzione è dedicata (primo paragrafo) a descrivere come le tecnologie digitali condizionino la struttura dei diritti sulle opere dell’ingegno, e (secondo paragrafo) ad illustrare, con particolare attenzione al modello statunitense, le dinamiche del processo di produzione delle regole attinenti a questo settore della proprietà intellettuale.

Il primo capitolo torna alle radici della differenza tra copyright anglosassone e diritto d’autore continentale, offrendo un’approfondita ricostruzione storica delle dinamiche istituzionali nelle quali i due modelli hanno preso forma. Il capitolo si chiude con l’analisi degli accadimenti che portarono alla nascita del copyright statunitense.

Il secondo capitolo presenta un sintetico confronto tra i modelli normativi del federal copyright law e del diritto d’autore italiano.

Il terzo capitolo contiene una dettagliata trattazione della circolazione in ambito internazionale ed europeo del modello normativo del copyright statunitense.

Al volume è allegata una banca dati ipertestuale (su CDROM) contenente materiali giuridici. Benché il libro utilizzi la ricostruzione storica per illustrare le origini dei due modelli di riferimento, i materiali si riferiscono solo alle legislazioni ed alla giurisprudenza contemporanee sulle opere digitali.

La categoria 'opere digitali’ ha valore descrittivo. Occorreva, infatti, far leva su una denominazione che ricomprendesse le nuove opere dell’ingegno (software, banche dati, opere multimediali), nonché le classiche opere dell'ingegno che viaggiano su supporti e reti digitali (si pensi alle opere musicali o filmiche in formato digitale).

Il cuore dei materiali ipertestuali è nella griglia che consente di accedere, (partendo dalle prescelte categorie di opere digitali: “Software”, “Database” ed “Altre Opere digitali”), alla “Normativa” ed alla “Giurisprudenza” degli ordinamenti presi in considerazione (“Organizzazioni internazionali”, “Stati Uniti”, “Unione Europea”, “Italia”).

A corredo della griglia si pongono le “Guide” tese ad isolare decisioni maggiormente rilevanti (“Leading Cases” secondo la terminologia anglosassone), a suggerire alcuni percorsi di ricerca della “Dottrina”, fornendo le coordinate della 'Bibliografia' citata nel volume e delle “Riviste specialistiche” concernenti le materie della proprietà intellettuale e dell'incrocio tra diritto e tecnologia, nonché a fornire i “Link'” ai siti Web delle più importanti istituzioni che operano nel campo dei diritti sulle opere dell'ingegno. I materiali dispongono anche di un motore di “Ricerca” e di una “Mappa”.

Quest'opera è stata realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca nazionale 1999-2001 cofinanziato dal Murst e dall'Università di Trento. Il progetto nazionale, dal titolo “Il diritto d'autore nella società dell'information technology: software, database, multimedia” è stato coordinato dal Prof. Enrico Pattaro dell'Università di Bologna. L’unità di ricerca di Trento (“Modelli di Common Law e di Civil Law in materia di diritto d'autore”) è stata coordinata dal Prof. Giovanni Pascuzzi.

 

Trento, 15 luglio 2002

 

Giovanni Pascuzzi e Roberto Caso